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Giustizia per tutti e non per pochi

di

Elena Fiscalini

Il costo della giustizia è una questione ancora aperta e tutt’altro che risolta.
Nel 2011 è entrato in vigore il nuovo Codice di procedura civile. I vantaggi sono evidenti: in ogni cantone le procedure seguono ora la stessa strada e l’inquilino che dal Ticino si trasferisce a Zurigo può vedersi applicare oltre che la stessa legge anche lo stesso modo di procedere. Contemporaneamente, adattando le procedure e uniformandole, nel nostro Cantone gli Uffici di conciliazione hanno perso gran parte del loro potere decisionale, che la vecchia legge conferiva loro.


Di primo acchito potrebbe sembrare un problema di lana caprina, in fin dei conti. E lo dice il nome stesso: hanno solo il compito di conciliare, di trovare un accordo fra le parti. Nella realtà prima del 2011 gli Uc avevano potere decisionale. Ora non hanno più l’obbligo di decidere, solo se lo desiderano possono proporre un giudizio. Questo ha delle conseguenze pesanti per l’inquilino. Poiché non c’è una decisione, a volte la parte locatrice non si presenta in udienza e pertanto non è neppure possibile discutere e tentare di trovare un soluzione alla vertenza, tutto si demanda al giudice. In ogni caso quando è accertata la mancata conciliazione sarà l’inquilino che ha chiesto ad esempio l’annullamento della disdetta, la proroga del contratto, l’eliminazione dei difetti a ricorrere al Pretore e depositare una petizione per accertare la pertinenza delle sue contestazioni e più in generale la fondatezza dei suoi diritti. Ma accedere alla giustizia ha i suoi costi.

 

Prima ancora di entrare nel merito della richiesta, prima di fissare l’udienza alla quale le parti sono chiamate, la Pretura chiede pagamento anticipato delle spese, calcolato sulla base della legge cantonale che regola le tariffe giudiziarie. Ad esempio l’inquilino che vuole contestare la liceità della disdetta e chiederne l’annullamento può essere chiamato a versare da  1.000 a 4.000 franchi. Spesso, non essendo nella possibilità di anticipare tale cifra, l’inquilino si limita a chiedere la protrazione della locazione, perché in tal caso la tariffa sarà molto più limitata (dai 100 ai 200 franchi). Anche nel caso di una richiesta di diminuzione della pigione per l’abbassamento del tasso ipotecario può essere richiesto un anticipo tra 1.500 e 6.000 franchi, a seconda dell’ammontare del canone di locazione. Un bel deterrente per chi vuol far valere i propri diritti. La giustizia oltre che uguale per tutti deve anche essere accessibile a tutti, è un principio fondamentale in uno Stato equo, attento ai bisogni e ai diritti di tutti i suoi cittadini.

Pubblicato

Giovedì 21 Novembre 2013

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