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Giocattoli magnetici

di

Giuseppe Dunghi
Mai pubblicare informazioni troppo dettagliate sulle aziende. La foto del giocattolo magnetico apparsa sui quotidiani ticinesi ha attirato alla fine l'attenzione della Commissione europea, la quale ha deciso di emanare una regolamentazione più restrittiva su questo tipo di giocattoli.
È una fra le cause delle difficoltà in cui è venuta a trovarsi l'azienda produttrice, la Geomag di Novazzano. Il 29 luglio scorso sono arrivate le lettere di licenziamento per gli 82 dipendenti. La ditta «è stata costretta a notificare la disdetta del contratto di lavoro a tutto il personale», «un'assemblea amara per le maestranze», durante la quale sono state informate dal sindacato che «siamo riusciti a definire le misure per agevolare la ricerca di un'altra occupazione».
Si prova disagio a leggere queste frasi. Per la notizia inaspettata? Per la superficialità dell'informazione? Per l'arrendevolezza del sindacato? No. Tutti, il giornalista, il curatore del fallimento, il sindacalista Ocst, hanno svolto dignitosamente il loro compito. Da che cosa deriva dunque il disagio? Proviene dalla pagina che si trova di fianco a quella in cui è riportata la notizia. Una pagina intera di pubblicità della Manor: spiedini di carne, raclette gran delizia, cervelas due pezzi, Maggi brodo di manzo, Gallo cabernet sauvignon, basta un clic del mouse per ordinare il vostro vino preferito. 6 mila franchi incassati dall'editore del giornale. Potrebbe il giornalista scrivere liberamente riguardo alla busta paga delle commesse che lavorano alla Manor?
Questo settimanale non contiene pubblicità, perché nessuna azienda fa pubblicità sui giornali che parlano delle condizioni di lavoro dei propri dipendenti. Siamo finanziati dalle quote sindacali versate dai lavoratori dell'edilizia, quelli che attraversano la frontiera tutte le mattine per incominciare alle 7.30 e a mezzogiorno mangiano in un angolo le cose portate da casa. Qualche volta attraversano Lugano in corteo con le bandiere rosse per chiedere di andare in pensione un po' prima dei 65 anni. Questi uomini finanziano un'informazione diversa.
La Geomag è in fallimento a causa della gestione sbagliata e dell'incompetenza dei proprietari: hanno dato la colpa del dissesto alla concorrenza asiatica, come se 44 milioni di debiti accumulati in Ticino fossero imputabili ai cinesi. Dovrebbero essere licenziati loro, per provare che cosa significa tornare a casa e dire alla moglie e ai figli che lo stipendio non arriverà più, bussare alla porta dell'Ufficio disoccupazione e intanto adattarsi a fare qualche ora  di lavoro in nero per sopravvivere. Non è tollerabile che qualcuno chiacchierando di imprenditorialità e impresa giochi con la vita di 82 persone.
Ma la colpa maggiore di questi cosiddetti imprenditori è, se così si può dire, di natura linguistica. Utilizzando la sineddoche – quella figura retorica (non si studia più la retorica perché ci siamo immersi) che consiste nel nominare il tutto al posto della parte, per esempio dire America per designare gli Stati Uniti – definiscono sé stessi economia, mondo economico, mentre sono soltanto dei parassiti dell'economia. Come scrisse Pablo Neruda a proposito di Pinochet e dei liberaldemocratici che gli commissionarono il colpo di stato in Cile: roditori di bandiere conquistate col sangue.

Pubblicato

Venerdì 29 Agosto 2008

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