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Genuflessa a Christoph

di

Gianfranco Helbling
"Mi fa particolarmente piacere essere oggi qui con il consigliere federale Christoph Blocher. Ho sempre riconosciuto il coraggio, la coerenza e la fermezza con cui l'on. Blocher esprime la sua visione politica della Svizzera. Pur avendo buona parte della stampa contro, il nostro consigliere federale non si lascia condizionare dalle pressioni, a volte fortissime, dei media". Così genuflessa al cospetto del consigliere federale Udc Christoph Blocher la consigliera di Stato ticinese Marina Masoni non la si era mai vista. L'occasione s'è presentata venerdì scorso davanti all'assemblea generale della Camera di commercio, dove Masoni e il "nostro" (loro) consigliere federale sono stati lungamente coccolati. Una genuflessione che dice molto, sia sulle difficoltà di Masoni in vista delle prossime elezioni cantonali, sia sul reale orientamento suo e della politica che in questi 12 anni ha condotto in Ticino.
Ma l'assemblea della Camera di commercio è stata pure l'occasione per "buttar là" un paio di idee elaborate dal Dipartimento finanze ed economia (Dfe) sull'utilizzo del credito quadro di 70 milioni di franchi finanziato dai proventi dell'oro della Banca nazionale. Una mossa che ha spianato la strada alla pubblicazione, il lunedì successivo sul fedelissimo Corriere del Ticino, del documento completo del Dfe. Documento che una settimana prima il governo aveva rispedito al mittente. Con questa miratissima fuga di notizie Masoni ha voluto forzare la mano ai colleghi cercando un consenso esterno alle misure respinte. Fra queste in particolare è significativo che il governo (finalmente) non ne voglia più sapere di finanziamenti milionari al turismo, settore di competenza di Masoni e nel quale lei ha coltivato in questi anni una fedele clientela (basti ricordare che in cinque anni di presidenza Masoni a Ticino Turismo si è raddoppiato la spesa e si è aumentato il personale del 50 per cento). E che in compenso il Consiglio di Stato desideri nel credito quadro misure per lottare contro l'esclusione nell'ambito del mondo del lavoro e proposte di sostegno alla realizzazione di impianti per la produzione di energie alternative: due settori di competenza del Dfe ma che Masoni ha sempre trascurato.
La secca bocciatura da parte del governo del "piano Masoni" sull'utilizzo dei 70 milioni dice anche che oggi non solo la direttrice del Dfe non ha più la competenza per il fisco, ma che non riesce nemmeno più a fare maggioranza come accadeva in passato per le scelte di politica economica. E il comunicato stampa di martedì del governo che per la prima volta in 12 anni censura l'ennesima fuga di notizie dal Dfe al Corriere del Ticino la dice lunga su quanto Masoni sia isolata in governo. Se a tutto ciò aggiungiamo il ceffone incassato da Masoni sui sussidi di cassa malati (cfr. pag. 11), ben si capisce il perché di una così profonda genuflessione a Christoph Blocher. Talmente profonda che per Masoni potrebbe essere difficile rialzarsi. E non sarebbe colpa della schiena.

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Venerdì 27 Ottobre 2006

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