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“Fuori l’Udc dal governo”

di

Stefano Guerra
Com’era stato il caso quando si trattò di sostituire Adolf Ogi, i Verdi saranno presenti con un loro nome il 10 dicembre anche all’elezione del successore di Kaspar Villiger. Sull’onda del successo elettorale che è valso loro 13 seggi alla Camera bassa (+4 rispetto al ’99), gli ecologisti non hanno tardato a svelare le loro ambizioni in vista di una corsa al seggio governativo nella quale stavolta non ci sarà solo la deputata lucernese Cécile Bühlmann. I nomi delle altri papabili sono già noti: le consigliere nazionali bernesi Franziska Teuscher (rieletta) e Therese Frösch (nuova), oppure Monika Stocker che agli Stati rappresenta un cantone dove i Verdi sono riusciti nell’impresa di passare dal 4,1 del ’99 al 8,5 per cento. «Stavolta mi piacerebbe che fossero le sezioni cantonali a proporre le candidature», dice ad area la copresidente dei Verdi e consigliera nazionale Ruth Genner anticipando le imminenti decisioni che spettano al partito in vista della preparazione della candidatura al Consiglio federale. Una candidatura che si situerebbe in una coalizione di centro-sinistra per la quale, come spiega nell’intervista, non tutti gli spazi politici sono chiusi. Ruth Genner, quali sono a suo avviso le ragioni del successo elettorale dei Verdi? La siccità estiva ha senz’altro contribuito facendo sì che la gente e i mezzi di comunicazione si chinassero su un tema – il clima – sul quale noi insistiamo da tempo. Poi c’è tutto il lavoro che i Verdi hanno fatto a livello cantonale e anche a livello municipale – come a Zurigo per esempio – dove il nostro impegno ha avuto parecchia visibilità. I primi candidati sulle nostre liste, inoltre, hanno ricevuto molti voti preferenziali da chi ha votato per altri partiti. Questo significa che il lavoro da loro iniziato tempo fa alla lunga è stato apprezzato. Infine, credo che il fatto di avere delle liste di giovani nei cantoni di Zurigo, Basilea campagna, Berna e Lucerna abbia motivato elettrici ed elettori giovani a rendersi alle urne e a votarci. Come ha vissuto la “blocherizzazione” della Svizzera romanda? Mi sto ancora domandando come mai la Romandia abbia votato così. Non lo so. Posso semplicemente immaginare che si tratti di un voto di protesta piuttosto che di un apprezzamento politico per un uomo che da un lato si atteggia a uomo di Stato e dall’altro non esita a sputare sulla classe politica tutta intera. I Verdi sono decisamente contrari a una sua entrata in Consiglio federale? Noi non siamo contro la persona ma contro il programma dell’Udc che non fa certo del bene alla Svizzera. Rifiuto di qualsiasi apertura verso l’Europa, diminuzione delle imposte, riduzione delle prestazioni sociali, nessuna attenzione alle problematiche ambientali: l’Udc è all’estremo opposto delle nostre idee e non farà certo avanzare la Svizzera. I Verdi hanno già annunciato una candidatura al Consiglio federale nel quadro di una futura coalizione di centro-sinistra. Non è irrealistico da parte vostra sperare che si vada in questo senso? Dopo che Ueli Maurer ha annunciato la candidatura di Blocher la formula magica non ha più alcun senso politico. L’Udc ha già formulato il suo ricatto: se non si accetta Blocher ritirerà Samuel Schmid. Questa minaccia fa sì che adesso sia più “facile” reagire. A mio avviso la direzione giusta è quella dell’uscita di Schmid dal Consiglio federale. Il Prd e il Pdc hanno ora la possibilità di optare per una vera politica di centro e quindi perseguire l’obiettivo di una colazione di centro-sinistra non è irrealistico. La tendenza però è quella di uno slittamento di Prd e il Pdc verso l’Udc… È vero, sono andati troppo lontano, ma adesso si potrebbe correggere questa tendenza spingendo l’Udc fuori dal governo federale. D’altra parte l’Udc bernese si sta opponendo alla candidatura di Blocher: questo è un dibattito da seguire con interesse.

Pubblicato

Venerdì 24 Ottobre 2003

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