< Ritorna

Stampa

 

Fra i congressisti irrompe San Giorgio

di

Alberto Nessi
Alla serata organizzata dai giovani socialisti, di giovani ne vedo pochi. Uno dei pochi si alza, in prima fila, a porre un problema che riguarda le malattie mentali e la facilità con cui certi psichiatri ti spediscono al Neuro. Non so che cosa pensare: mi viene in mente Basaglia  e il suo tentativo di chiudere i manicomi generatori di follia. Ma, come si sa, chiudere gli ospedali non è una soluzione. La follia ci circonda, ci sfiora, talvolta ci abita. La società neoliberista crea disagio e follia. Cambiamo la società, per combattere la follia.

Prendo una boccata d'aria, alla finestra della Casa del Popolo, nella serata afosa di fine agosto. Il candidato Gian Paolo Torricelli, uno dei più combattivi oppositori della Variante 95 sulla quale voteremo tra poco, mi dice che sul piano di Magadino, il terreno agricolo più fertile della Svizzera, ci sono circa duecento ettari di zona edificabile. Se passa la proposta governativa, con la strada che taglia il piano e con gli svincoli d'accesso ai terreni, ben centoventi ettari potrebbero essere presi d'assalto per la costruzione di capannoni e centri commerciali: i cosiddetti "grandi generatori di traffico". Penso con sgomento al pian Scairolo, alla povera piana di San Martino di Mendrisio dissacrata da ciò che oggi appare come un fantomatico quartiere di Las Vegas a ridosso del borgo dal cuore antico. Il sacro fugge dai luoghi che amiamo.
Quando andavo alla Magistrale e a Giubiasco prendevo il treno per Locarno, guardavo dal finestrino dell'omnibus le stazioncine del piano e mi sembrava di andare nel Far West. Era l'adolescenza, l'immaginazione galoppava. Là in fondo c'era Locarno, la città  azzurra; forse nella sera mi aspettava una ragazza pallida. Ora la città ha cambiato colore e il piano di Magadino rischia di diventare il nuovo Far West della speculazione fondiaria ed edile. Votate no il 30 settembre!

Giornico, 1 settembre. Il sole domenicale dà calore al congresso dei socialisti. Per introdurre il mio discorso leggo una poesia di Giovanni Raboni:

Una volta le colpe dei padroni
erano così semplici: chi sfrutta
il prossimo e lo paga troppo poco
non può far peggio. Ma adesso, chi sarà
che sbaglia ? chi vuol troppo, chi approfitta
della povera gente?
Forse ogni cosa è proprio da rifare,
l'ingiustizia è nell'aria. Il padrone
d'oggi, il consiglio d'amministrazione
o il gruppo di maggioranza, è un peccatore
un po' troppo sui generis per me…

Verso la fine dei lavori, il santo della chiesa romanica più importante del Canton Ticino, adorna di fantastici animali di pietra – fiere e mostri in agguato, leoni, un leprotto, teste d'ariete e di stambecco – fa capolino nella palestra dove siamo riuniti. San Nicola da Bari, elvetizzato in san Nicolao, oggi subisce una nuova metamorfosi e si trasforma in San Giorgio. D'improvviso lo vediamo irrompere con il suo cavallo bianco tra i congressisti, si avvicina al palco e alza la visiera: appare il volto di Franco Cavalli, che con un colpo netto della sua lancia da giustiziere centra le fauci  del mostro lombardo.

Pubblicato

Venerdì 7 Settembre 2007

Edizione cartacea

Leggi altri articoli di

Rubrica

< Ritorna

Stampa

Abbonati ora!

Abbonarsi alla versione cartacea di AREA costa soltanto CHF 60.—

VAI ALLA PAGINA

L’ultima edizione

Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Giovedì 30 Giugno 2022