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Forum?

di

Mauro Marconi
L’esperienza dei forum sociali in Italia mi intriga. Ne seguo gli sviluppi, per quanto possibile, su Carta, settimanale italiano difficile da reperire in Svizzera. Sin da quando ho cominciato a leggere Carta, c’è una domanda che mi frulla nel cervello: perché da noi non esistono forum sociali? Un forum sociale è, e riprendo pari pari dall’editoriale dell’ultimo numero di Carta, «un embrione di uno spazio pubblico rinnovato, che include la parte di comunità locale (tendenzialmente maggioritaria) che desidera ridare senso alla parola cittadino». Sembrerebbe quindi che il forum sociale si proponga come luogo in cui vivere in forma partecipativa e propositiva il proprio statuto di membro di una comunità. L’esperienza, a parer mio, nasce e si sviluppa in un contesto di crisi sociale. La mia conoscenza della realtà italiana è modesta, ma per quanto mi è dato di vedere, questa crisi concerne il rapporto con le istituzioni civiche e la rappresentanza politica. Il rapporto cittadino-istituzioni è da sempre fonte di tensioni. Quanto osserviamo in Italia va però oltre la normalità. È probabilmente l’aspetto più palese della crisi, ma basti pensare a quanto è emerso e sta emergendo sul comportamento della polizia a Napoli ed a Genova. O, a livello generale, pensiamo a ciò ed a quanto ha fatto finora Berlusconi e la sua accozzaglia di ministri (ma anche l’attuale opposizione ha poco di che essere orgogliosa – d’altra parte i forum sociale sono nati mentre era al governo). La crisi della rappresentanza politica tocca i partiti ed i sindacati che in buona parte hanno perso il contatto con le loro basi, diventando degli apparati in sé e per sé. Da noi, dicevo, forum sociali non ne esistono. Se la mia interpretazione precedente è pertinente, si potrebbe dedurre che alle nostre latitudini non vi sia una crisi di questo tipo. Si potrebbe anche pensare che da noi non vi sia una massa critica sufficiente per favorire la creazione di forum sociali come avviene nelle medie e grandi città italiane. Si potrebbe anche pensare che da noi, chi è impegnato politicamente, lo faccia ancora alla vecchia maniera, pensando solo a far sventolare meglio e più a lungo possibile la propria bandiera. Certo, da noi da qualche tempo ci sono l’Associazione per la difesa del servizio pubblico ed Attac, che hanno una connotazione trasversale. Ma non possono rivendicare una loro identità con i forum sociali, dal momento che la prima ,semplicemente declinando le sue generalità afferma un carattere difensivo; la seconda, all’estero, costituisce una delle tante componenti dei forum sociali. Insomma, non ho ancora capito perché da noi non esista un forum sociale. Sarà vera l’una o l’altra delle ipotesi che ho fatto, e/o lo saranno tutte assieme. E cento altre sono possibili. Non l’ho ancora capito, che già mi sorge un’altra domanda: non sarebbe opportuno averlo?

Pubblicato

Venerdì 17 Maggio 2002

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