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Formula 1: “The show must go on!”

di

Libano Zanolari
Se il vecchio filibustiere Avery Brundage nel 1972, in uno stadio olimpico in cui commozione e dolore riempivano ogni molecola, avesse detto: "la vita deve continuare" o "la città di Olimpia non può perire" sarebbe passato alla storia come un grande dirigente e fors'anche come un pensatore: ma Brundage, che fece dell'ipocrisia dei "dilettanti" il so dogma, e che in gioventù probabilmente condannò Jim Thorpe (Wha-to-hook) alla squalifica per aver incassato 100 dollari, disse: "lo show", lo spettacolo, deve continuare. Su scala infinitamente minore rispetto alla tragedia degli israeliani uccisi dai "feddayn" (e dalla ragione di uno stato in guerra) lo sport, da quel momento, ha vissuto applicando quel dogma: lo spettacolo, il business, lo sport com'è oggi, deve assolutamente continuare, indipendentemente da ogni ragionamento storico, etico, o più semplicemente, dalla corretta applicazione delle regole; sennò si corre il rischio di dover fermare il treno… L'ultimo caso è emblematico: un pilota, Alonso, geloso di un collega (Hamilton) che verrebbe favorito dalla scuderia (Mc Laren-Mercedes) per ragioni politiche e strategiche, minaccia di rivelare una storia di spionaggio industriale con informazioni carpite alla Ferrari. Alonso vuole passare alla scuderia italiana ed è in cerca di un "bonus". Alonso gioca doppio. Il suo capo, Ron Dennis, triplo: pensa di tutelarsi dicendo alla Federazione internazionale che circolano strane E-mails e strani sms. Lui naturalmente non ne sa nulla e non ha utilizzato le "dritte"… Il suo connazionale e nemico Max Mosley condanna la scuderia a 100 milioni di dollari di multa, azzera i punti della Casa, ma salva i piloti. Alonso e Hamilton insomma vincono grazie ai segreti carpiti in modo fraudolento alla Ferrari ma i risultati sono validi perché lo spagnolo ha collaborato ed ha smascherato i disonesti (lui compreso!). Per una fulminea (e contestabile…) associazione, cui viene in mente uno sciagurato processo tenuto a Napoli in cui si trattava di stabilire se una ragazza presa a fucilate dal fidanzato fosse o meno illibata al momento delle nozze: prima, ci fu o non ci fu penetrazione? "Solo, un pezzettino, Vostro Onore" risposte la poveretta. I papiri passati alla Mc Laren… hanno falsato o non la Formula uno? Un pochettino. Ma non si sa quanto. E dunque non è successo nulla. Però qualcuno ci ha provato. E va punito salvando lo sport: ossia i piloti che hanno vinto grazie alla frode: che però sono innocenti perché loro guidavano e basta! Morale della favola: quando nelle vicende umane viene raggiunto un alto livello di potere e di importanza nel funzionamento del "sistema", il detentore diventa intoccabile: cadesse  lui, cadrebbe una colonna dell'edificio. La domanda, sin troppo filosofica se applicata allo sport (meno se applicata alla vita) è la seguente: così facendo, il sistema viene salvato o ne viene accelerata la fine? Ai posteri l'ardua sentenza…

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Venerdì 21 Settembre 2007

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