Diario di classe

La formazione continua rappresenta un tassello fondamentale per mantenere vivo e competente il tessuto economico di un Paese, perché permette di tenere sempre aggiornate le competenze professionali delle lavoratrici e dei lavoratori, promuovendo contemporaneamente la capacità di far fronte ai cambiamenti in atto nelle tecnologie e nei sistemi produttivi da parte delle aziende. Per questi motivi la formazione continua è un compito irrinunciabile per la società tutta ed è da considerare sempre e comunque un investimento, un ottimo investimento e non una spesa. In Svizzera l’impegno a favore della formazione continua è di medio livello rispetto ad altri Paesi e andrebbe quindi rafforzato, mettendo decisamente più risorse in questo compito ma anche intervenendo in modo più direttivo sugli obblighi delle aziende nel merito.


Non vi è infatti responsabilità sociale e ambientale delle aziende senza che sia presente e forte la formazione continua al loro interno.
Per le lavoratrici e i lavoratori seguire percorsi di formazione continua che accrescono e consolidano le loro competenze professionali, il loro bagaglio formativo e le loro certificazioni è un duro e oneroso impegno, perché è di fatto una scelta che impone di affiancare al lavoro quotidiano e agli impegni familiari e personali un ulteriore onere.


Quando poi a questo grosso e faticoso impegno personale si accompagnano oneri finanziari molto elevati per seguire queste formazioni, beh non è difficile immaginare come la diffusione di questi cammini formativi non sia una scelta scontata e che i numeri delle persone coinvolte non raggiungano i livelli sperati. Del resto in molti casi i costi di queste formazioni possono raggiungere diverse decine di migliaia di franchi!


Per questo oggi, di fronte all’accresciuta digitalizzazione in corso e ai mutamenti produttivi che da questo derivano, è indispensabile una vera e propria offensiva a favore della formazione continua.
Per questo oggi è necessario che l’ente pubblico intervenga con decisione, mettendo a disposizione tutte le risorse necessarie e dando direttive chiare che rendano i percorsi di formazione continua di più facile accesso, a livello finanziario e organizzativo, per le lavoratrici e i lavoratori. Ma non basta!


Occorre anche che si pongano le basi perché l’impegno formativo dei collaboratori sia riconosciuto dalle aziende come tempo di lavoro a tutti gli effetti. Nel contempo occorre anche riconoscere alle aziende che promuovono la formazione un sostegno finanziario attivo rivolto in particolare alle piccole e medie aziende.


Se per le grandi aziende, infatti, l’impegno formativo è praticamente irrinunciabile per riuscire a stare sul mercato con successo, per le piccole e medie aziende (ricordando che sono il 91,5% del totale le aziende ticinesi che hanno meno di 10 dipendenti) questa scelta è più complessa perché spesso queste aziende non possono rinunciare all’attività di una loro collaboratrice o di un loro collaboratore. Per questo è importante sostenere attivamente le aziende con un numero ridotto di dipendenti che, nonostante ciò, favoriscono e incentivano la formazione continua dei loro collaboratori.


E’ un impegno dovuto, è un impegno intelligente, è un impegno più che mai prioritario oggi di fronte alle sfide che ci aspettano. E’ un dovere del tessuto economico svizzero e ticinese promuovere la formazione continua ed è un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori poterne beneficiare.

Pubblicato il 

09.09.21
 
Nessun articolo correlato