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Filtri, tocca al Nazionale

di

Stefano Guerra
A sette mesi dall’invito del Consiglio federale a voler respingere la mozione della deputata Udc Jasmin Hutter, tornerà presto a far discutere la questione dell’obbligo di dotare le macchine da cantiere di filtri contro le polveri fini. La mozione della democentrista sangallese dovrebbe infatti essere trattata martedì 31 maggio dal Consiglio nazionale. Nel caso in cui venisse approvata, se ne occuperebbe anche la Camera alta in una prossima sessione. Nell’imminenza del dibattito al Nazionale, l’oncologo e consigliere nazionale socialista Franco Cavalli ribadisce l’ottimismo espresso all’indomani della scelta del Consiglio federale (vedi intervista sotto). «[il loro impiego è] possibile sia dal punto di vista tecnico che da quello operativo, nonché economicamente sostenibile»; «funzionano in modo eccellente» e «permettono di ridurre in misura notevole le emissioni di fuliggine diesel, nociva per la salute». Il Consiglio federale ha tergiversato a lungo, ma poi alla fine dello scorso ottobre ha deciso di raccomandare con queste parole al parlamento di non abrogare l’obbligo di dotare i macchinari da cantiere di filtri contro le polveri fini. Un obbligo effettivo dal 2002 per i lavori in galleria, mentre per quelli a cielo aperto una direttiva federale entrata in vigore il 1. settembre 2002 prevede la dotazione obbligatoria dei filtri solo per i macchinari con una potenza superiore a 18kW. La deputata Udc Jasmin Hutter (figlia del titolare della Hutter Baumaschinen Ag, una delle principali ditte commercializzatrici di macchinari edili, e responsabile marketing della stessa) chiede la sospensione di tale obbligo, perlomeno fino a quando l’Unione europea non avrà applicato norme simili. La Hutter sostiene tra l’altro che il mercato svizzero non offrirebbe alcun filtro affidabile. Le sue esternazioni le sono costate due denunce penali da parte dei responsabili di altrettante società che vendono filtri antiparticolato. A metà marzo il Consiglio nazionale ha però rinunciato a revocare l’immunità di cui gode la deputata sangallese. La mozione di Jasmin Hutter – firmata anche da 64 consiglieri nazionali Udc e radicali – aveva sollevato un animato dibattito nella Svizzera tedesca. Il Consiglio federale si era spaccato (con Blocher risolutamente a favore), ma alla fine numerosi fattori – tra i quali l’appello lanciato da Franco Cavalli e firmato da centinaia di persone, le forti pressioni esercitate da medici e parlamentari, la presa di posizione della Conferenza dei direttori cantonali delle costruzioni, della pianificazione e dell’ambiente – hanno fatto pendere la bilancia dalla parte della salute dei lavoratori edili e della popolazione. Una decisione che permetterebbe di salvare una novantina di vite all’anno, aveva stimato il pneumologo zurighese Karl Klingler. Le polveri fini emesse dai motori diesel, come ricordava in ottobre al Consiglio federale la Lega svizzera contro il cancro, rappresentano infatti «un pericolo considerevole per la nostra salute», inducendo in particolare tumori polmonari e altre malattie dell’apparato respiratorio: «I danni causati fino ad oggi sono già enormi e l’emissione di queste polveri ultrafini è in rapida crescita», aveva ammonito la Lega. Cavalli: "poco da temere" In vista dell’imminente dibattito parlamentare sulla mozione di Jasmin Hutter abbiamo fatto il punto con Franco Cavalli, oncologo e consigliere nazionale socialista, in prima fila lo scorso autunno – dapprima con una lettera aperta a Christoph Blocher, favorevole alla mozione, poi con un appello firmato da centinaia di persone tra cui tutti i medici che siedono al Nazionale – nel denunciare l’appoggio che la destra governativa, parlamentare e imprenditoriale stava fornendo a un’iniziativa che si fa un baffo della protezione della salute dei lavoratori edili, di chi vive in prossimità dei cantieri e dell’intera popolazione in generale. Franco Cavalli, sette mesi fa lei si era detto «fiducioso» in vista del dibattito al Nazionale. Oggi lo è ancora? Penso di sì. Da allora non mi pare che sia cambiato qualcosa. Si tratta di uno di quei temi che suscitano in un dato momento discussioni anche accese, ma dei quali poi non si sente più parlare. La mozione Hutter è stata firmata anche da 64 parlamentari dell’Udc e del Prd. Potrebbero aggiungersene altri a suo avviso? Probabilmente sì. Ma d’altra parte alcuni deputati che avevano sottoscritto la mozione non la sosterranno al Nazionale, tant’è vero che alcuni medici che siedono in parlamento [tra cui il democentrista basilese Jean Henri Dunant, ndr] avevano firmato la mozione e poi anche l’appello che avevamo lanciato semplicemente perché non si erano accorti di ciò che si trattava. Non penso che ci sia molto da temere. Lei o i suoi colleghi di partito avete elaborato una strategia al riguardo? Non ne abbiamo ancora discusso. Venerdì pomeriggio e sabato si terrà la riunione preparatoria della sessione. Ne parleremo in quell’occasione. Perché è importante che l’obbligo dei filtri antiparticolato non venga abrogato? Più polveri fini si inalano, maggiore è il pericolo di sviluppare dei tumori polmonari. Questi filtri rappresentano sicuramente una protezione. Non averli significherebbe per i lavoratori edili – una categoria di persone maggiormente a rischio del resto della popolazione a causa delle condizioni di lavoro, della maggior diffusione del fumo, ecc. – veder aumentare il numero dei tumori polmonari, anche se ritengo poco serio avanzare delle cifre in proposito.

Pubblicato

Venerdì 20 Maggio 2005

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