Pm10, questo il nome di un temibile nemico invisibile. Si chiamano così le polveri fini che contengono particelle con un diametro inferiore ai 10 millesimi di millimetro. Non si vedono, ma sono molto pericolose per la salute. Per intenderci si tratta di un nemico invisibile in grado di fare seri danni alla salute, paragonabile all'amianto. Da qui l'importanza di combattere l'emissione della polveri fini alla loro fonte. Le polveri più problematiche sono quelle prodotte dai gas di scarico dei motori diesel poiché sono cancerogene e sono prodotte in proporzione fino a mille volte di più rispetto alle polveri fine emesse dai motori a benzina. Il sistema più efficiente per combatterlo è l'introduzione di un filtro antiparticolato  che è in grado di trattenere il 99 per cento delle particelle dei gas di scarico. Per questo motivo, la decisione del Consiglio nazionale – presa il 20 giugno scorso – di uniformare a livello nazionale l'obbligo dei filtri antiparticolato sulle macchine da cantiere è stata salutata positivamente dall'Associazione traffico e ambiente (Ata), da Medici per l'ambiente e dal sindacato Unia. Una misura questa che, se applicata, permetterebbe di salvare la vita di diversi operai edili. E di migliorare la salute di tutti.

La storia dell'imposizione dell'uso dei filtri antiparticolato sulla macchine da cantiere è stata molto travagliata. Dal 2002 è obbligatorio l'uso dei filtri antiparticolato nei cantieri sotterranei e per i cantieri in superficie di lunga durata. Ma la prescrizione è stata indebolita da disposizioni transitorie, che di fatto hanno portato la sua entrata in vigore al 2005, ma soprattutto da una applicazione differenziata da cantone a cantone. Ed è proprio questo aspetto, l'applicazione cantonale della norma, che ha convinto il Consiglio nazionale ad approvare una mozione che dia l'obbligo alla Confederazione di imporre su tutto il territorio nazionale l'uso dei filtri antiparticolato per le macchine da cantiere. Per capirsi si tratterebbe di una soluzione adottata a livello federale analoga a quella dell'introduzione della marmitta catalitica nelle automobili.
La norma dovrà però essere discussa dal Consiglio degli Stati a seguito della modifica introdotta dal Nazionale.
L'esito della votazione al Nazionale è comunque abbastanza sorprendente, poiché come spesso avviene in questi casi, alla salute degli operai vengono contrapposte le ragioni economiche. Nello specifico i costi da sostenere per dotare di filtro le macchine da cantiere. E normalmente, vista la maggioranza borghese nel parlamento, sono le ragioni economiche che finiscono per prevalere. Un sì sorprendente anche perchè è stata sostenuta da Werner Messmer, consigliere nazionale turgoviese e presidente della Società svizzera degli impresari costruttori (Ssic). Nel suo intervento Messmer ha dato il suo sostegno alla mozione poiché la situazione attuale crea delle disparità importanti tra gli stessi imprenditori edili.
Infatti le differenze cantonali nell'applicazione dell'obbligo dell'uso dei filtri causano delle distorsioni nella concorrenza tra le imprese, che ormai agiscono in ambito intercantonale. Messmer ha pure sottolineato il paradosso generato dal regolamento in vigore che fa la distinzione tra medi-piccoli cantieri e i grandi cantieri. Attualmente in quest'ultimi è illegale usare delle macchine senza filtri, mentre è possibile utilizzarle in quelli medi-piccoli. Messmer ha quindi concluso il suo intervento dichiarando: «la Ssic non vuole una abolizione dei filtri antiparticolato. Anzi, essa auspica un'estensione dell'attuale Regolamento nel senso di una vasta armonizzazione e di una parità d'applicazione in tutti i Cantoni». «Le dichiarazioni di Messmer non possono che farci piacere», dice ad area Dario Mordasini, responsabile della sicurezza e salute del sindacato Unia. «Le sue affermazioni coincidono con la risoluzione dei nostri delegati sindacali per l'edilizia presa proprio qualche giorno prima del dibattito al Consiglio nazionale». La risoluzione a cui fa riferimento Mordasini dice testualmente: «i delegati si aspettano dal presidente della Ssic (Messmer, ndr) che si pronunci a favore di una prescrizione generale, senza deroghe, dei filtri antiparticolato per le macchine da cantiere». In questo caso dunque le ragioni della libera concorrenza tra gli imprenditori si sposano con quelle della tutela della salute degli operai e dell'ambiente. Parola del capo degli imprenditori edili svizzeri.

Pubblicato il 

30.06.06..

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