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Fermiamo i bombardamenti

di

Françoise Gehring Amato
«No alla guerra! Stop ai bombardamenti». Questo l’appello del Collettivo romando contro la guerra che si è costituito all’inizio del mese. Il Collettivo, aperto alle adesioni degli interessati, ha preparato una piattaforma con nove importanti e fondamentali rivendicazioni. Vediamole. La prima è l’arresto immediato delle operazioni di guerra contro l’Afghanistan e il ritiro immediato delle truppe della coalizione militare guidata dagli Usa. Si chiede, inoltre, di garantire l’appoggio alle forze democratiche e progressiste in Afghanistan come, in particolare, le organizzazioni delle donne. Secondo gli autori della piattaforma solo tali organizzazioni sono in grado di assicurare un avvenire democratico ai popoli della regione. In effetti, una delle forze vive dell’opposizione in Afghanistan è proprio quella delle donne che si sono coalizzate per denunciare oppressione e repressione. La terza rivendicazione della piattaforma chiede il ritiro immediato dell’esercito israeliano dai Territori occupati e il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese. Al quarto punto un appello al Consiglio federale affinché condanni l’impegno bellico americano e affinché vieti l’uso dello spazio aereo svizzero per le missioni militari in direzione del Medio Oriente. Un’altra importante rivendicazione riguarda l’aspetto umanitario. Il Collettivo chiede infatti al Consiglio federale – garante internazionale del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) – di esigere pubblicamente il ripristino delle condizioni essenziali affinché il Cicr possa compiere la sua missione in Afghanistan. Ricordiamo che in queste settimane di guerra il Cicr è stato bersagliato «per sbaglio» dagli aerei americani per ben due volte. E a giudicare da «Médecins sans frontières» lo spazio umanitario indipendentemente è quasi totalmente compromesso. Al punto sei della piattaforma figura la rivendicazione che chiede l’annullamento unilaterale, da parte della Svizzera, del debito del Terzo Mondo. Si ricorda, giustamente, che il debito che strangola i paesi in via di sviluppo è fonte di povertà ed umiliazioni che possono alimentare il germe del terrorismo. Chiesto anche un aiuto immediato per i rifugiati afghani sia sul piano alimentare che sanitario. L’ottava rivendicazione invita a battersi contro ogni logica «di sacra unione» e di limitazione dei diritti democratici in nome della guerra. Infine non poteva mancare un appello contro ogni forma di razzismo e di xenofobia. Il Collettivo romando contro la guerra intende portare avanti questo discorso, ampliarlo e condividerlo con tutti coloro che aderiscono ai principi della piattaforma. L’idea è anche quella di organizzare per l’8 dicembre una grande manifestazione nazionale contro la guerra. frg Per chi fosse interessato ad aderire alla piattaforma e/o per altre informazioni contattare il Gruppo per una Svizzera senza esercito a Ginevra: tel.: 022 / 320.46.76; e.mail: tobia@gssa.ch

Pubblicato

Venerdì 9 Novembre 2001

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