«Il contratto è di qualità perchè finalmente abbiamo dei salari che si avvicinano agli stipendi che da sempre rivendichiamo nel settore, affiancato a delle condizioni di lavoro soddisfacenti» commenta così Gabriele Milani, segretario della sezione del Sottoceneri del sindacato Unia, la conclusione delle trattative relative al contratto collettivo di lavoro (Ccl) del Centro Fox Town.
Martedì 20 settembre la direzione del centro commerciale e i sindacati hanno infatti firmato il nuovo Ccl che entrerà in vigore il 1 gennaio 2007 e sarà valido fino alla fine del 2011. Dal punto di vista salariale, l'aumento reale concordato è di 400 franchi nell'arco di cinque anni più il riconoscimento del carovita anno per anno.
Il salario minimo per una persona non qualificata, al suo primo giorno di lavoro, corrisponde a 3600 franchi. È stato inoltre introdotto un supplemento del 50 per cento per il lavoro domenicale e nei giorni festivi. Da notare che i giorni festivi infrasettimanali riconosciuti dal Fox Town corrispondono a dieci giornate, quando in altri contratti di settore di norma ne vengono riconosciuti otto o nove. Per quanto concerne invece le condizioni di lavoro, i dipendenti avranno diritto ad una settimana in più di vacanza, per un totale di 5 o 6 settimane all'anno a dipendenza dell'anzianità di servizio.
Vengono inoltre mantenute le altre condizioni fissate nei contratti precedenti come le 40 ore settimanali lavorative su cinque giorni lavorativi e le 16 settimane di congedo maternità. «Un aspetto che vorrei sottolineare per dimostrare la qualità di questo contratto è che il lavoro su chiamata è espressamente vietato – aggiunge Milani – Non solo, ma viene considerato lavoro su chiamata anche quello svolto tramite agenzie interinali. Queste ultime possono intervenire solo in caso di malattia. Non è quindi permesso il lavoro interinale, se non come eccezione per malattia».
Questo contratto come s'inserisce nella politica sindacale portata avanti da Unia nel settore della vendita?
«A parte la soddisfazione per il risultato dell'aumento reale dei salari minimi che si può facilmente constatare, questo contratto dimostra che Unia non ha delle posizioni "ideologiche", ma che al contrario sia pragmatica nell'affrontare i vari problemi. Siamo aperti al dialogo, fermo restando che qualunque discussione deve però essere finalizzata a dei progetti mirati e che questi abbiano delle ricadute tangibili per i lavoratori e le lavoratrici».
 

Pubblicato il 

22.09.06

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