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Eternit, generosità interessata

di

Loris Campetti
L'amianto continua a uccidere, implacabile. Le 2 mila 880 "persone offese" esaminate nell'inchiesta giudiziaria condotta dal procuratore Raffaele Guariniello contro i vertici dell'Eternit sono già aumentate di numero. Crescono i malati e i morti, ma né le vittime né i loro eredi sono stati risarciti. Due settimane fa il pubblico ministero torinese ha chiuso la megainchiesta sulla multinazionale dell'amianto killer chiedendo il rinvio a giudizio per disastro doloso e omissione volontaria di misure antinfortunistiche dello svizzero Stephan Schmidheiny e del barone belga Jean Louis Marie Ghislain de Cartier de Marchienne. L'età avanzata, 88 anni, induce il barone ad attendere gli eventi. Ma Schmidheiny, che dopo i misfatti seminati in tutto il mondo dalla sua famiglia si è riciclato come guru ambientalista, è interessato ad alleggerire la sua posizione prima che si arrivi al processo, sfoltendo il numero delle parti civili. Schmidheiny lo "svizzero", come lo chiamano a Casale Monferrato, epicentro della strage che ha mietuto vittime, solo per restare all'Italia, anche negli stabilimenti di Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli, si è fatto vivo. E questa volta con un'offerta astuta che potrebbe convincere alcune parti lese a uscire dal processo contro gli ex vertici dell'Eternit. Non si conoscono i dettagli della proposta d'accordo estragiudiziale arrivata una settimana fa sul tavolo dell'avvocato Sergio Bonetto, legale dell'Associazione dei familiari delle vittime di Casale Monferrato. Inizialmente era sembrata più insidiosa della precedente, respinta come «irricevibile» un anno fa dalle parti lese. Allora Schmidheiny aveva messo sul piatto 75 milioni di euro. Una cifra solo apparentemente consistente, basti pensare che la bonifica non ancora ultimata a Casale è già costata allo Stato italiano più di 50 milioni di euro. I 75 milioni dello "svizzero" erano gravati da pesanti condizioni: versati a rate in 15 anni, dovevano essere accettati in blocco da tutte le parti lese e bastare anche per le vittime future, dato che i mesoteliomi da amianto hanno una latenza più che ventennale. Adesso Schmidheiney fa un'offerta individuale ai familiari delle vittime. «Alcune decine di milioni» da dividere però solo tra chi ha lavorato all'Eternit dal 1973 al 1986, periodo di competenza della famiglia svizzera. Viene tagliato fuori chi è morto o si è ammalato senza aver mai messo piede in una delle fabbriche killer. Solo a Casale l'indagine epidemiologica ordinata da Guariniello conteggia 258 vittime tra i residenti non dipendenti dall'Eternit: mogli di operai che lavavano le tute piene di aghi di amianto, o cittadini che hanno usato il famigerato "polverino", lo scarto della lavorazione "regalato" dall'Eternit, per compattare un cortile o coibentare un sottotetto. A una lettura più attenta, però, secondo il leader dell'Associazione, Bruno Pesce, l'offerta di Schmidheiny «è peggiorativa rispetto a quella precedente. Adesso si arriva al massimo a 60 mila euro a testa, ma tanti sono gli esclusi, compresi i residenti di Casale e del circondario. Sono ormai più di 500 a essere morti o colpiti». In una nota, il difensore del magnate afferma che la proposta di risarcimento rispecchia «lo spiriro filantropico e la sensibilità sociale» di Stephan Schmidheiny, va interpretata come gesto di «solidarietà», non come ammissione di «responsabilità». Una responsabilità che invece la procura di Torino ritiene acclarata. Scrive Guariniello: «Gli imputati hanno omesso di adottare i provvedimenti per contenere l'esposizione all'amianto... Non hanno informato i lavoratori sui rischi di un'esposizione incontrollata», «continuativa e tutt'oggi perdurante». Ma c'è un punto dolente: quanto tempo ci vorrà prima che gli imputati varchino la soglia dell'aula di tribunale? Prima che i presunti colpevoli di una strage durata decenni vengano processati, sarà necessario notificare ciascuna delle parti lese, malati di mesotelioma e familiari delle vittime. E bisogna tener conto che spesso per ogni operaio deceduto c'è più di un erede. Ognuno di loro ha diritto a costituirsi parte civile, e garantismo vuole che tutti siano messi nelle stesse condizioni. Questo significa che prima di fissare l'udienza preliminare la procura torinese dovrà svolgere una mole enorme di lavoro, con l'aiuto dei carabinieri di tutt'Italia, avvalendosi di ogni strumento utile a definire con precisione e raggiungere il bacino delle persone interessate al processo. Sarà un procedimento garantista, ma anche disperante per chi, da anni o addirittura decenni, aspetta una parola di giustizia e ora è disposto a collocare direttamente: «Siamo organizzati – dice Pesce – abbiamo gli indirizzari Inail». L'Associazione chiede «a giornali e tv di diffondere il nostro appello a chi abbia perso un familiare a causa dell'amianto, lavoratori Eternit e no, a chi sia malato. Anche il passaparola può aiutare». Almeno 25 funerali all'anno Il dopo amianto continua a essere pieno di lutti. «A Casale almeno 25 funerali all'anno hanno il marchio dell'amianto», dice Alberto Deambrogio, consigliere di Rifondazione comunista alla Regione Piemonte, casalese doc, un nonno operaio all'Eternit morto di tumore. Deve molto al suo impegno la buona legge regionale piemontese approvata all'unanimità lo scorso 7 ottobre: stanziamenti pari a 280 mila euro per l'anno in corso, destinati quasi per intero a sostegno del Centro per la ricerca, la sorveglianza e la prevenzione dei rischi da amianto già costituito a Casale Monferrato. 4 milioni e 300 mila euro per attuare la legge nel prossimo biennio. Tra i suoi obiettivi: mappatura della presenza dell'amianto in Piemonte, finanziamenti per la bonifica, registro degli esposti all'amianto allargato ai non lavoratori, sostegno sanitario, psicologico ed economico alle vittime e ai familiari, norme di salvaguardia nelle attività estrattive e di sbancamento. A Casale, aggiunge il consigliere piemontese Deambrogio, l'attesa per il processo è «altissima». Per la prima volta «nel mondo» finiscono alla sbarra due ex pezzi grossi dell'Eternit. E su questo non ci piove, anche se qualcuno abboccherà all'amo dei risarcimenti promessi da Schmidheiny

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Venerdì 24 Ottobre 2008

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