Cantone

«Non fotografate il presente, siate registi del vostro futuro» è una frase presa a prestito da Enrico Quaresmini, portavoce Erredipi, per spiegare l’importanza per i lavoratori pubblici di reagire ai tagli proposti dal governo.

 

In particolare, occorre mobilitarsi contro la “tassa occulta” del 2% imposta ai lavoratori del servizio pubblico, chiamata eufemisticamente “contributo di solidarietà” dal governo e contro il mancato riconoscimento del rincaro. Solo una mobilitazione dei diretti interessati sui posti di lavoro, potrà far desistere governo e maggioranza parlamentare dai loro propositi, sostengono ad Erredipi. O perlomeno, potrà dare un buon contributo a scongiurarli. L'esempio dato dall'aver evitato la riduzione del 20% delle pensioni grazie alla reazione collettiva, dovrebbe pur insegnare qualcosa.

Tanto più che la politica dei tagli cozza contro un'evidente contraddizione, sottolineano dall'associazione. «È imponendo delle tasse occulte ai dipendenti pubblici, lo zoccolo duro della classe media ticinese, che si mira ad evitare l’aumento delle tasse? Si vuol preservare il potere d’acquisto della classe media colpendo i salari della classe media?» si chiedono pleonasticamente i membri dell'associazione.

 

A preoccupare maggiormente il personale pubblico, sono i risvolti pratici di queste politiche governative. Un esempio concreto, tra i tanti proposti, arriva dall’Ospedale sociopsichiatrico di Mendrisio. «Dal 2023 in tutto il servizio pubblico cantonale, un posto di lavoro a tempo pieno resosi vacante per pensionamento o dimissione, può essere sostituito al massimo all’80% per decisione governativa. All’Osc la conseguenza è stata di aver perso undici unità a tempo pieno in un anno». Ciò vuol dire sovraccaricare ulteriormente un servizio già sottopressione, con una casistica di pazienti in forte aumento nell'ultimo periodo. Moltiplicate la problematica per l’infinità dei servizi statali e avrete un’idea dei problemi generati dalla misura governativa.

 

La questione di fondo, argomenta Erredipi, è chiedersi: quale tipo di Stato vuole la gente? Che servizi merita? Rispondervi è una questione di società fondamentale. Se si vuole uno Stato in grado di offrire dei servizi di qualità alla cittadinanza, è inevitabile che sul personale s’investa. Se la priorità sarà invece risparmiare peggiorando le condizioni d'impiego, altrettanto inevitabile sarà l'impoverimento della qualità ed efficienza del servizio offerto alla popolazione.

 

Per questo e mille motivi, Erredipi invita tutti i dipendenti pubblici il prossimo lunedì 18 dicembre ad attuare una giornata d’azione e di protesta sui luoghi di lavoro «contro i tagli e il disprezzo, per l’orgoglio di lavorare per il pubblico». Le forme d’azione potranno esser variegate, dalla semplice distribuzione di materiale all’esposizione di striscioni, fino alle pause prolungate o delle assemblee spontanee. L'importante è riflettere e agire collettivamente, sottolineano. 

 

Perché farla in dicembre quando il Preventivo sarà discusso il 22 gennaio, anticipato da un corteo sabato 20 gennaio e da una manifestazione sindacale nella serata del 22? «Perché è fondamentale portare la protesta sui luoghi di lavoro, come dimostrato dalla battaglia sulle pensioni o come hanno fatto colleghi in altri Cantoni. Solo così si potrà fermarli», rispondono senza indugio ad Erredipi.  

Pubblicato il 

11.12.23
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