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Elettricità ad "alta tensione"

di

Silvano De Pietro
Le tariffe dell'elettricità aumenteranno massicciamente in tutta la Svizzera. E crescono le proteste. All'inizio di settembre la commissione federale dell'energia elettrica (Elcom) ha deciso di aprire un'inchiesta, anche in seguito ai 120 ricorsi ricevuti in pochi giorni, per esaminare le ragioni che giustificherebbero gli aumenti. Ma non è stata l'unica reazione: anche dagli ambienti economici si sono levate voci preoccupate; Ps e Plr hanno chiesto un dibattito parlamentare urgente, che si terrà al Consiglio nazionale mercoledì 1° ottobre; e la sinistra minaccia il referendum per bloccare il processo di liberalizzazione del mercato.

La promessa era che, con la nuova legge sull'approvvigionamento elettrico, primo passo verso la liberalizzazione del mercato dell'elettricità, le tariffe della corrente sarebbero diminuite per effetto dell'accresciuta concorrenza. E invece proprio i "costi della liberalizzazione" sono diventati uno degli argomenti usati dalle imprese del settore (Axpo, Atel, Bkw e compagnia) per motivare gli aumenti. Si sono così scoperti bugie e inganni. La liberalizzazione viene usata solo per fare più profitto.
Lo conferma indirettamente l'ex Mister Prezzi, Rudolf Strahm, quando constata che «i liberalizzatori stanno sabotando la liberalizzazione». E lo conferma il capo della Axpo, Heinz Karrer, quando cinicamente afferma: «Le liberalizzazioni non conducono sempre a prezzi più bassi». E lo conferma infine la contabilità "creativa" delle imprese elettriche, che in certi posti ammortizzano una seconda volta le vecchie infrastrutture, già da tempo pagate dai clienti, e producono quindi più costi fittizi.
Così, a partire da maggio, dalle imprese elettriche sono piovuti considerevoli incrementi delle tariffe. La centrale elettrica del canton Zurigo ha annunciato un aumento medio del 10,8 per cento. Nella città di Berna il prezzo del chilowattora è cresciuto del 10 per cento per le famiglie e del 20 per cento per le aziende. A Basilea, il prezzo base del trasporto dell'energia elettrica è passato da 0,2 a 0,9 centesimi a chilowattora, finendo per incidere pesantemente sulla bolletta finale: nella città renana un'economia domestica di quattro persone si vedrà aumentare di 245 franchi la spesa per l'elettricità. Ma anche in una cittadina come Sion tale incremento non è affatto lieve, toccando i 180 franchi.
In Ticino, le nuove tariffe dell'elettricità delle Aziende municipalizzate di Bellinzona (Amb) e della Società elettrica Sopracenerina (Ses) subiranno un aumento generalizzato di oltre il 5 per cento (+1,35 centesimi al chilowattora). Ma la vera stangata arriverà entro un paio d'anni, con un aumento addirittura del 30 per cento.
Secondo altri, invece, i prezzi dell'elettricità in Svizzera aumenteranno tra il 50 e il 100 per cento nei prossimi cinque anni, per poi salire ulteriormente dal 2014. A dirlo è Hans W. Schweickardt, presidente ad interim della società che gestisce la rete nazionale ad alta tensione Swissgrid. Se infatti le economie domestiche a partire dal 2014 potranno scegliere liberamente il fornitore di corrente, le piccole aziende elettriche locali si troveranno a dover far fronte ad un aumento del carico amministrativo, con un conseguente incremento delle spese.
Al momento, le aziende hanno deciso di fatturare direttamente ai clienti finali la tassa per la gestione del sistema nazionale Swissgrid e il contributo federale per le energie rinnovabili, che cresce del 750 per cento passando da 0.06 centesimi a 0.45. Ma dal 2014 aumenteranno sia il costo base dell'elettricità, sia gli oneri amministrativi.
E tuttavia, secondo Schweickardt, i politici non dovrebbero ora cedere al panico, bensì proseguire sulla strada della liberalizzazione, come stabilito. Congelare le tariffe dell'elettricità al livello attuale sarebbe catastrofico: priverebbe l'intero settore delle sue basi finanziarie. Ma la preoccupazione per la prevista impennata dei prezzi dell'elettricità è diffusa, sia a sinistra sia a destra. I gruppi del Pss e del Plr alle Camere federali hanno chiesto, e ottenuto per mercoledì prossimo, un dibattito urgente per far luce sulla questione.
Per il gruppo radicale, i cittadini hanno il diritto di sapere perché il prezzo della corrente aumenterà. Il rincaro avrà pesanti ripercussioni sui privati e sulle imprese, oltre che sulla congiuntura e sui posti di lavoro. Per questo il Plr chiede al Consiglio federale di giustificare l'aumento: in particolare il governo dovrebbe spiegare l'impatto della penuria energetica e della liberalizzazione parziale del mercato tariffario. Da parte sua, il gruppo socialista auspica un blocco delle tariffe dell'elettricità finché la Elcom non si sarà pronunciata sulla legittimità di questi rialzi.


Liberalizzazioni pericolose

Per i sindacati, le economie domestiche e gli artigiani devono essere protetti davanti ad ogni ulteriore liberalizzazione. A dirlo è Rolf Zimmermann, segretario centrale dell'Uss, rispondendo a tre domande del quindicinale "Work". Zimmermann ricorda anzitutto che i sindacati hanno sempre messo in guardia contro l'esplosione dei prezzi dell'elettricità in caso di liberalizzazione. Nel 2002 hanno vinto la votazione popolare contro la legge sul mercato dell'elettricità. Poi hanno ottenuto che l'apertura del mercato avvenisse in due fasi e che la seconda, quella dell'apertura totale, venisse sottoposta a referendum facoltativo. Per poter «ancora una volta tirare il freno d'emergenza».
«Gli attuali aumenti delle tariffe», ha proseguito Zimmermann, «sono la chiara dimostrazione che dobbiamo proteggere l'artigianato e le economie domestiche davanti ad ogni ulteriore liberalizzazione, poiché un mercato complicato e poco trasparente esigerebbe troppo da loro». Più mercato vuol dire più speculazione, mentre l'economia richiede prezzi stabili. «Se ora i prezzi non tornano ad abbassarsi, il nostro referendum e la nostra seconda vittoria in votazione popolare saranno sicuri». Inoltre, gli attuali problemi costituiscono un'ulteriore indicazione, secondo cui complesse reti di alimentazione pubbliche, in un monopolio statale controllato, sono più convenienti e funzionano in modo più efficiente.
Secondo Zimmermann, l'autorità di regolazione del mercato (la Elcom) deve immediatamente imporre la riduzione dei prezzi di trasporto dell'energia: la rete è valutata troppo, e troppo remunerata. Ma nella Elcom, conclude Zimmermann, «siedono purtroppo molti teorici e fanatici della liberalizzazione, mentre il Consiglio federale ha rifiutato che vi prendessero posto l'Uss ed i rappresentanti dell'economia. Anche tutto ciò deve cambiare presto».

Pubblicato

Venerdì 26 Settembre 2008

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