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Ed ecco a voi i fondi

di

Generoso Chiaradonna
Critiche erano previste e critiche sono piovute sul credito quadro di 40 milioni da destinare al settore turistico ticinese. La cifra di 25 mila occupati (compreso l’indotto) e dell’importanza dell’economia turistica nella particolarità ticinese, è risuonata diecine di volte nell’aula parlamentare di Bellinzona. Anche la tribuna riservata al pubblico era affollata per l’occasione da albergatori e ristoratori che attendevano trepidanti l’esito della votazione. Votazione che era scontata fin dall’inizio. Anche perché qualunque rapporto fosse stato approvato, erano soldi certi. In fin dei conti i tre rapporti, quello di maggioranza e i due di minoranza (Ps e Ppd) non negavano la necessità di concedere un credito quadro al settore del turismo. Esistevano dei distinguo sui tempi e sulla necessità di concedere altri 8 milioni di franchi all’Ente ticinese per il turismo per promuovere il prodotto Ticino. Cioè per fare quello che in gergo tecnico è chiamato marketing territoriale. Alla fine è stato approvato il rapporto di maggioranza (Plrt e Lega) che proponeva di concedere 32 milioni di franchi quale sussidio da parte dello Stato, a un settore che si trova per cause contingenti sempre più in difficoltà, per realizzare nuove infrastrutture turistiche o migliorare l’offerta esistente. A questi 32 milioni bisogna aggiungerne altri 8 di milioni quale contributo da inserire nel conto investimenti e utilizzare per la promozione turistica. Il Ps aveva presentato un rapporto nel quale si chiedeva che si stralciassero questi fondi dalla gestione degli investimenti in quanto l’attività di promozione turistica rientra nei compiti prioritari dell’Ett. Alla fine, con pochi voti di scarto e 5 astenuti, è stato approvato il rapporto liberal-leghista. A favore hanno votato anche due deputati socialisti; Iris Canonica e Cleto Ferrari. Al termine del dibattito e del voto parlamentare abbiamo avvicinato Iris Canonica, deputata in Gran consiglio e consigliera d’amministrazione dell’Ett, a cui abbiamo posto alcune domande. Lei, signora Canonica, si è quindi distanziata dal rapporto del Partito socialista? Non vado assolutamente contro il rapporto del Ps. Io sostengo semplicemente la politica turistica. Tra l’altro anche il rapporto del Ps è a favore della politica turistica. Ho cercato semplicemente di lavorare in maniera propositiva perché in questo cantone, purtroppo, anche su questioni che dovrebbero essere acquisite si fanno battaglie assurde. Oggi non eravamo qui a discutere di preventivi che tagliano voci di spesa importanti e dove i contrasti politici sono evidenti e giustificati. Abbiamo votato e dibattuto di un credito quadro previsto dalla Legge sul turismo (Ltur). Mi ricordo che quella legge fu votata praticamente all’unanimità. Allora feci un intervento, a nome del gruppo socialista, a favore del concetto di marketing territoriale da parte dell’Ett in modo da iniziare a commercializzare il prodotto turistico “Ticino” in modo unitario e non andare avanti con i vari enti regionali. Ma ciò non sempre è possibile a causa di resistenze interne a tali enti. È una questione campanilistica? No, bisogna pur dirlo, è una questione di piccoli centri di potere a cui nessuno vuole rinunciare. Ho l’impressione che il turismo sia diventato un terreno di scontro per regolare questioni politiche. I tre rapporti sono in pratica tutti concordi sulle critiche alla direzione di Ticino turismo, mentre le conclusioni a cui giungono, a un cittadino che non è addentro a queste questioni, suonano simili. Sembrano quasi questioni di lana caprina… Se non ci fossero state tutte le polemiche attorno a Ticino Turismo e al suo direttore, probabilmente, nessuno avrebbe obiettato sulla modalità di erogazione del credito quadro. Rimango convinta dell’importanza di ragionare, per la promozione dell’offerta turistica, sul lungo periodo. Andare a cercare i turisti sui mercati esteri comporta una progettualità che va oltre la programmazione annuale perché la spesa può variare a seconda degli anni. Inoltre, 40 milioni di franchi, nel complesso non sono una grande cifra se penso che il Parlamento ha votato crediti multimilionari per la costruzione di rotonde senza quasi discussione. Però dal dibattito parlamentare è emerso più di un dubbio su Giuseppe Stinca? Stinca sta facendo un lavoro immane in un contesto di forti resistenze. Non si può negare che quando si propongono cambiamenti radicali nell’organizzazione dell’Ett non si pestino i piedi a qualcuno. C’è stata una campagna stampa molto forte che secondo me aveva ragioni di altro tipo. Noi tutti vogliamo avere profitti e ritorni dal turismo, però nel turismo bisogna investire. È vero che lo Stato non deve sussidiare a pioggia, ma è anche vero che il comparto turistico rientra in un progetto più ampio. Entra anche nell’ambito dei crediti Lim (Legge sugli investimenti di montagna) e che, nonostante le critiche, a volte giustificate, bisogna guardare in avanti. Gli altri cantoni – ad esempio – e gli altri paesi si muovono alla grande perché i settori del turismo e dei servizi sono settori chiave per lo sviluppo economico. Se non abbiamo una visione strategica, siamo dei poverini. Però dal 1991 il Ticino sta perdendo attrattività turistica? L’offerta internazionale è molto competitiva. Ci sono mete lontane a prezzi interessanti che 30-40 anni fa non era possibile avere. Noi abbiamo degli atout da sfruttare come, ad esempio, il turismo verde e l’offerta di mete escursionistiche. Si parla spesso di turismo congressuale ma mancano le strutture per fare congressi degni di questo nome? Quando venne approvata la legge sul turismo nel 1998, si dicevano già queste cose. Ma ci sono altre lacune, come la questione dell’aria condizionata sollevata da Kneschaurek. Ci sono tanti alberghi senza aria condizionata. Può sembrare un dettaglio però il turista ci fa caso. Nel complesso, è vero, non c’è un’opposizione frontale a quello che è il credito quadro. Mi è parso di capire che nei rapporti sono estremizzati quelli che erano i punti di differenza.

Pubblicato

Venerdì 6 Dicembre 2002

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