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Lugano

Ecco chi si cela dietro la speculazione immobiliare

di

Francesco Bonsaver

Scatole societarie di fiduciari ticinesi e capitali brianzoli dietro le disdette- vendita inoltrate a inquilini di palazzi popolari a Lugano.

 

6.000 franchi al metro quadrato per i 27 metri quadri di un monolocale in uno stabile del 1970 in una via densamente trafficata. Se preferite, 177.000 franchi. Oppure, per un 3 locali e mezzo di un’ottantina di metri quadrati, 412.000 franchi. E se volete anche il posteggio, dovette aggiungere dai 25.000 ai 45.000 franchi. La ristrutturazione dello stabile sarà minima (caldaia e ascensore non più a norma), mentre è certo che l’appartamento ve lo acquistate nello stato in cui si trova. Ma è un affare, premette l’intermediario, l’agenzia Studio immobiliare Ticino. Nel suo sito si può leggere: «Gli appartamenti attualmente sono tutti locati, ma gli affitti non risultano adeguati agli standard della zona. La potenzialità dell’investimento immobiliare è dunque notevole». Di certo lo è per l’immobiliarista che, a conti fatti, se riesce a vendere tutti i 17 appartamenti e posteggi, incasserebbe sui 7 milioni di franchi.


È il caso dello stabile di via Rava 11 a Viganello (quartiere di Lugano), una delle operazioni immobiliari speculative denunciate nelle ultime settimane dall’Associazione inquilini e dal partito socialista di Lugano. A farne le spese sono gli inquilini che da anni vivono a pigioni ragionevoli in questi stabili. O comperate o sloggiate è in buona sostanza la scelta che gli resta. Le disdette infatti sono già arrivate. Gli “inviti” a comperarsi l’appartamento anche, ben prima che il palazzo passasse di mano.


Da quanto appurato da area, il palazzo di via Rava è stato acquistato dalla Nemis Sa il 28 gennaio 2014. Le disdette sono arrivate a marzo, ma già lo scorso autunno gli inquilini hanno ricevuto le poco gradite visite del futuro proprietario con la proposta di acquisto.
Ad area il nuovo proprietario risulta essere Alessandro Frigé, brianzolo di Erba titolare della Frigé Group, attiva nel settore immobiliare. Ci sarebbe lui dietro le recenti operazioni immobiliari della Nemis di Lugano. Anche se lo conferma al telefono, il condizionale è d’obbligo, visto l’anonimato garantito dalla legge svizzera a chi si cela dietro le azioni al portatore di una ditta.


L’autorità competente dovrebbe avere gli strumenti per verificarlo, oltre che l’obbligo, poiché la Legge federale che limita l’acquisto di fondi da parte di persone all’estero (conosciuta come Lex Koller) è ancora in vigore. Poiché la pratica è sottoposta al segreto d’ufficio, non è dato sapere se siano state avviate le verifiche necessarie.
Fin dalla sua nascita, la Nemis è stata costruita con lo schema delle scatole societarie, grazie alla perizia di due fiduciari ticinesi ben attivi sulla piazza. Nella costituzione nell’autunno del 2011 della società anonima Nemis, area ha appurato che le azioni erano equamente divise tra due società, la Iron Blue di Lugano e la Cartaromana di Chiasso. A loro volta, queste due società erano state fondate da altre società.


Per evitare di confondere il lettore elencando le scatole societarie, vi raccontiamo che seguendo un filo ci siamo ritrovati a Mesocco, alla Orlun Sa. Quest’ultima è stata costituita una quarantina di anni fa, un periodo troppo lungo per capire chi detenga le azioni al portatore. Guarda caso però, uno dei tre membri attuali del Cda della Orlun è lo stesso fiduciario luganese presente alla costituzione della Nemis nel 2011.
Nel gioco delle scatole della Nemis, compare frequentemente anche il nome di un secondo fiduciario ticinese del Mendrisiotto. Tra la cinquantina di ditte in cui figura a registro di commercio, vi è anche l’Immobiliare Lario, citata pure dal Ps nel suo comunicato.


Il brianzolo Frigé si appoggerebbe dunque a due ticinesi per le operazioni immobiliari di disdetta-acquisto degli appartamenti a pigione moderata.
La Nemis è infatti al centro di un secondo caso denunciato dalla associazione degli inquilini e il partito socialista. Questa volta siamo nel quartiere di Besso, in via Canevascini 26. «Nello stabile ci sono molte persone anziane e la maggior parte degli inquilini vive da tanti anni qui, e quindi ha maturato un forte legame con il quartiere di Besso – aveva scritto il Partito socialista nella sua denuncia –. Sarà difficile ricollocare tutti gli inquilini nella zona, dove ci sono già tanti stabili in proprietà per piani. C'è quindi grossa preoccupazione tra gli inquilini». La Nemis ha acquistato la palazzina con 17 appartamenti nel luglio dello scorso anno. Qualche mese dopo sono arrivate le disdette. L’associazione degli inquilini sta ora tutelando i locatari.
Le ristrutturazioni-vendita delle palazzine di Besso e Viganello sono due dei quattro casi di operazioni simili denunciate dall’Associazione inquilini e il Ps luganese. L’ultimo in ordine di tempo è un immobile nel quartiere di Pazzallo, in via dei Faggi 2: stando ai comunicati gli appartamenti saranno rivenduti dopo la prevista ristrutturazione. L’altro caso riguardava la palazzina di via Simen 6 nel quartiere di Molino Nuovo. Operazioni immobiliari simili, ma condotte da soggetti diversi. Nel caso di Pazzallo si tratta della Wildercoast Sa di Lugano, mentre a Molino Nuovo, contrariamente a quanto affermato dal Ps, da nostre verifiche non ci sarebbe la Nemis perché lo stabile appartiene a un privato. Ciò non toglie nulla all’estensione del fenomeno, o piaga che dir si voglia, che inquieta non poco i cittadini luganesi, di cui quasi l’80 per cento è in locazione.


Una situazione non certo nuova. «A Lugano si costruisce per avere un profitto immediato con la vendita di appartamenti, mentre langue l'offerta di locazione. Risultato, affitti alle stelle». Così scrivevamo quattro anni or sono, constando nella città il dilagante fenomeno delle demolizioni-costruzioni di abitazioni destinate quasi esclusivamente alla vendita di appartamenti, soprattutto di lusso. Appartamenti acquistati in buona parte da facoltosi stranieri per convenienze fiscali, di cui è lecito chiedersi quanto tempo li abiteranno nell’arco dell’anno. Negli ultimi decenni, le autorità luganesi non hanno mai promosso politiche a contrasto di questa piaga. Forse l’iniziativa popolare «Per abitazioni accessibili a tutti» promossa della sezione locale del partito socialista, dall’Associazione inquilini e il sindacato Vpod su cui il Municipio dovrà a breve esprimersi, muoverà le acque sul Ceresio.

 

Pubblicato

Mercoledì 26 Marzo 2014

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