Vaclav Havel ha scritto che gli unici fiori che non coglieremo mai sono quelli che non abbiamo mai piantato. Quali fiori potrebbero raccogliere oggi i socialisti in Ticino? Quelli delle riunificazione del 1992: una ricucitura fortemente voluta, dopo la vittoria dell’anno precedente, dal Psu e da una parte importante del Pst. Gli avversari della riunificazione ammonivano che in politica uno più uno non fa due e che le divisioni, anche se più personali e di pratica politica che ideologiche, erano troppo profonde per poter essere ricomposte. Inoltre molti nel Pst temevano che il Psa, che aveva in mano tutte le posizioni elettive più importanti, avrebbe semplicemente fagocitato il Pst senza nulla concedere. Ai fautori, la riunificazione appariva invece come un imperativo etico dopo la svolta socialdemocratica del Psa nel 1985 e la progressiva comunanza di visioni e di obiettivi. Malgrado l’esperienza e la cultura politiche diverse. Certo che nessuno di noi pensava che al primo appuntamento elettorale i voti raccolti dal nuovo partito sarebbero stati la somma dei voti dei due partiti che avevano battagliato tra loro per oltre venti anni con l’aggiunta di quelli della Cst che aveva creato una testa di ponte determinante, assieme alla dabbenaggine altrui, per realizzare il miracolo provvisorio di mandare due socialisti in governo nel 1987. In effetti le schede per il Consiglio di Stato del nuovo partito scesero dalle 24 mila 600 (22,7 per cento) dei due partiti separati nell’83 (i dati del 87 e del ’91 sono gonfiati dai voti trasversali) a 22 mila 280 nel ’95 (16,8 per cento), e a 21.700 (17,6 per cento) nel ’99. Nelle elezioni di domenica scorsa per la prima volta dopo la riunificazione c’è invece stato un aumento di schede (23 mila 290) e un piccolo balzo in percentuale al disopra del 20 per cento (20,4 per cento). Se aggiungiamo il 2 per cento dei Verdi arriviamo vicino alla percentuale del Ppd (24,4 per cento) con delle prospettive interessanti per il 2007 nel caso in cui la possibile alleanza Lega-Udc non funzionasse per cui potrebbe tornare di attualità il 2-2-1 modello 1987! Il risultato raggiunto domenica scorsa per il Consiglio di Stato che, assieme al crollo della Lega, ha reso più realistica l’ipotesi di un secondo seggio socialista è quindi il primo fiore sbocciato dalla riunificazione. Il merito va a chi il fiore lo ha piantato e a chi lo ha coltivato dirigendo e rappresentando il partito in Consiglio di Stato e in Gran Consiglio in modo efficace e intelligente. Diversa la situazione per il Gran Consiglio dove la sinistra è riuscita a dividersi in sei liste diverse, spesso disprezzando la possibilità salvavoti della congiunzione. In questo modo sono state di fatto annullate ben 3 mila 165 schede pari a 3 seggi. In effetti nel 1983 con la stessa percentuale di schede (23,7 per cento invece dell’attuale 23,5 per cento) la sinistra complessivamente aveva conquistato 22 seggi in Gran Consiglio, mentre domenica scorsa ne ha conquistati 19! Forse invece che di “fronte progressista” sarebbe meglio parlare di “fronte della vanità”. Sta di fatto che in questo modo non solo non si sposta nessun asse e non si modificano i rapporti di forza, ma si perde di credibilità.

Pubblicato il 

11.04.03

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