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Due contratti per lo stesso lavoro

di

Francesco Bonsaver

Due contratti e due paghe per lo stesso lavoro. Il primo contratto, con la paga più elevata, va all'autorità cantonale per ottenere il permesso di lavoro come frontaliere interinale. Ottenuto il permesso, il lavoratore temporaneo riceverà un nuovo contratto con la paga "ribassata". Sei casi analoghi scoperti da Unia pongono seri interrogativi sulle statistiche salariali elaborate dalle autorità cantonali, che si basano proprio sugli importi indicati nelle domande di permesso.

Con regolarità, studi elaborati da autorità cantonali rassicurano la popolazione che non vi sia in corso nessun dumping salariale generalizzato in Ticino. L'ultimo studio sul tema è del 18 aprile di quest'anno: «Nuovi permessi per i frontalieri rilasciati alle agenzie di collocamento», redatto dall'ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro. La ricerca si basa sui salari indicati nelle domande di permessi di lavoro inoltrate dalle agenzie di collocamento all'ufficio cantonale. Uno studio neutro, dove i dati non vengono commentati ma semplicemente esposti, dal quale emerge una leggera crescita del numero di permessi rilasciati a interinali frontalieri riconducibile soprattutto alla ripresa economica. Per quanto riguarda i salari, si osserva che dal 2004 allo scorso anno le paghe degli interinali frontalieri sono rimaste quasi invariate, aggirandosi mediamente sui 3mila franchi lordi mensili.
Bene. Ma se i dati raccolti non sono veritieri? Unia avanza dei dubbi corroborati da documenti ufficiali. Sia chiaro, specificano dal sindacato, non sono i ricercatori o l'ufficio manodopera a modificare i salari per renderli più "rassicuranti" agli occhi dell'opinione pubblica. Il problema sta alla fonte. Matteo Antonini, sindacalista di Unia, svela quanto ha scoperto: «L'agenzia interinale invia la domanda di permesso all'autorità cantonale indicando una paga oraria di 17 franchi, comprensiva di festività e vacanze. Nella domanda figura quale posto di lavoro l'azienda Y. Il lavoratore firma la domanda di permesso. Il giorno successivo, l'agenzia interinale sottopone allo stesso lavoratore un altro contratto di prestazione da svolgere sempre nell'azienda Y. Cosa cambia? La paga oraria: invece di 17 franchi, nel secondo contratto ammonta a 14 franchi». Il salario indicato nella domanda di permesso di lavoro non è dunque quello realmente percepito dall'interinale frontaliere. E se la pratica fosse diffusa, ciò vuol dire che i salari su cui si basano le statistiche cantonali sarebbero stati falsati.
Fino a oggi, Antonini ha raccolto la documentazione di sei casi identici all'esempio descritto (di cui la redazione è in possesso). Tutti riguardano la stessa agenzia di lavoro temporaneo e la medesima azienda dove andrà a lavorare l'interinale. Mano diverse hanno però firmato per conto dell'agenzia interinale il contratto. In media, la differenza salariale tra i due contratti equivale a più del 10 per cento. In alcuni casi supera il 20 per cento. «Un errore amministrativo» ha risposto l'agenzia interinale sollecitata da Antonini. «Va detto che hanno subito corretto la paga, versando anche la differenza arretrata. Ma poiché i sei casi sono avvenuti nell'arco di cinque anni e sottoscritti da impiegati diversi dell'agenzia interinali, è lecito sospettare che vi sia una certa sistematicità nell'errore».
Insomma, il sospetto che l'errore non sia casuale ma una pratica diffusa è forte: «Purtroppo non è semplice appurarlo» – spiega il sindacalista – «I lavoratori non hanno in mano la copia della domanda di permesso di lavoro. E richiederla tempo dopo implica uno sforzo supplementare. Ma il vero problema è un altro. Il lavoratore interinale è facilmente ricattabile. Chiedere spiegazioni o rivendicare la differenza salariale può costare il posto di lavoro».
Rimane aperto l'interrogativo sul perché le agenzie interinali agirebbero in questo modo. Sarebbe comprensibile, anche se illegale, in un settore professionale dove i salari minimi sono legalmente obbligatori dal contratto collettivo di lavoro.
Ma nel caso dei due terzi dei posti di lavoro in Ticino, non si viola alcuna legge nel versare a un dipendente uno stipendio da fame. Senza il contratto collettivo obbligatorio, e in assenza di uno stipendio minimo legale, i salari possono essere indecenti senza incorrere in sanzioni.  
Rolando Lepori di Unia avanza un'ipotesi sul motivo dei due contratti con paghe diverse: l'aggiramento del gentlemen agreement sul lavoro interinale nell'industria ticinese. Sottoscritto nel 2006 dai sindacati e l'Associazione industrie ticinesi (Aiti), il gentlemen agreement prevedeva che le parti s'impegnassero a vegliare «affinché i salari corrisposti al personale interinale siano congrui con quelli che per identica funzione sono versati ai lavoratori fissi dipendenti delle imprese industriali stesse».
In altre parole, stessa paga per dipendenti fissi che interinali. Inizialmente era previsto che l'accordo dovesse essere sottoscritto anche dalle agenzie di lavoro temporaneo. Alcune grandi agenzie interinali però misero un veto e non se ne fece più nulla.
Il controllo sulle paghe dei lavoratori temporanei impiegati nell'industria diventò quindi "evanescente".
Ora il sindacato Unia sottoporrà la questione alla prossima riunione del 18 luglio della speciale sottocommissione della Tripartita sul lavoro temporaneo affinché sia fatta chiarezza se il meccanismo dei due contratti e le due paghe sia una prassi diffusa.
Nel qual caso, c'è chi non esclude l'ipotesi di reati quali la falsità in documenti ai danni delle autorità cantonali competenti. Come si suol dire, affaire a suivre.

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Venerdì 10 Giugno 2011

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