Perché questo titolo per una rubrica? Forse perché le donne sono tutte un po’ delle streghe o forse perché, dopo tanti anni in prima fila, guardando nel mondo politico dall’esterno viene una gran voglia di tirar fuori la scopa per dare una ripulitina al Ticino o più semplicemente perché ci sarebbe proprio bisogno di un po’ di magia per far tornare a ragionare questo pazzo Paese che non sembra aver capito la gravità del momento e il poco tempo a disposizione per trovare soluzioni efficaci. E questo Paese non sembra aver ragionato molto, nonostante tutta l’enfasi esibita, attorno al Preventivo 2005 dello Stato! Il concetto chiave su cui lo si è costruito è stato: “bisogna trattare”. Ma trattare su cosa, su quali contenuti? Trattare per arrivare ad imporre da una parte (all’impiego pubblico misure definitive) e chiedere dall’altra (alle associazioni padronali a cui comunque si assicura che l’aggravio sulle entrate sarà transitorio)? Con queste premesse, ha ragione allora Merlini nel chiedere un Patto di Paese (che per altro i socialisti avevano chiesto con le elezioni cantonali ’03 e a cui aveva fatto seguito l’esatto contrario e cioè la crisi del Consiglio di Stato dell’ottobre ’03, il preventivo “forzato” del 2004, il referendum che ne è seguito). Un Patto di Paese importantissimo che, per servire a qualcosa, dovrebbe però portare il presidente liberale e il suo partito a decidere cosa fare ad esempio della scuola pubblica, se e quanto sostenerla, quale atteggiamento tenere sui tagli proposti nella bozza di preventivo ’05, visto che gli stessi intaccano in modo pesante (e hanno già intaccato quest’anno nelle scuole professionali) la qualità del servizio scuola. Un Patto di Paese, infatti, ha senso solo se stabilisce la priorità tra le spese e dell’indirizzo di sviluppo voluto, rendendo tutti partecipi nel cambiare eventualmente le regole del gioco (spostando parte delle spese, per la formazione ad esempio, dalle spese correnti agli investimenti) e nel dire finalmente cosa non si intende più fare dentro lo Stato, visto che, se davvero si vuol tagliare la spesa, bisogna avere il coraggio di dire dove! Come streghina con ipotetiche capacità chiaroveggenti, ho forti dubbi che vi sia la volontà e ancor più la capacità politica per farlo. Bisognerebbe infatti che vi fosse in tutti un profondo e autentico senso dello Stato, una forte capacità di ascolto e un alto concetto del bene comune. Tutti valori purtroppo assenti in modo capillare dalla scena politica da parecchio tempo! Resta allora solo la possibilità di spargere un po’ di polvere magica che riesca a rendere Merlini capace di dare un indirizzo chiaro e univoco al suo partito, Bacchetta-Cattori più coerente con le proprie precedenti affermazioni almeno sul medio periodo, Bignasca meno preoccupato di riconquistare lo spazio politico perduto! Per non parlare dei Consiglieri di Stato…..! Il tempo stringe, le difficoltà sono enormi! Dove si è nascosta allora la responsabilità politica?

Pubblicato il 

15.10.04..

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