Nella popolazione la pericolosità dell'amianto è ben conosciuta, ma solo in pochi sanno che questo materiale è praticamente onnipresente negli edifici costruiti prima del 1990 e che quindi la probabilità di imbattersi con esso nell'ambito di lavori di ristrutturazione di case e appartamenti è molto alta. Poco noto è anche l'obbligo di accertamento del pericolo che spetta alle imprese incaricate di eseguire le opere. È a partire da questa radiografia della realtà emersa attraverso un sondaggio rappresentativo che la Suva (Istituto nazionale svizzero di prevenzione contro gli infortuni) ha deciso di intensificare i controlli e di lanciare una vasta campagna di informazione destinata a proprietari d'immobili, impresari, architetti, lavoratori edili e altre figure professionali interessate.

La campagna comprende annunci pubblicitari, contributi di approfondimento su riviste specializzate, ma anche l'esposizione itinerante di una "casetta tipo" di sedici metri quadrati che consente al visitatore di individuare dove si può nascondere l'amianto in un'abitazione. Battezzata "Casamianto", la struttura è già stata esposta in novembre in due occasioni a Basilea e per alcuni giorni anche a Lugano, nell'ambito di Edilespo, il tradizionale salone delle tecniche per l'edilizia. L'impressione che si è potuta sin qui ricavare dalle reazioni dei visitatori conferma quanto già aveva rivelato il citato sondaggio realizzato dalla Suva nell'ottobre dello scorso anno. Sondaggio da cui emerge che il 90 per cento delle persone intervistate (lavoratori, datori di lavoro, architetti e proprietari di immobili) è consapevole che l'amianto è una sostanza altamente pericolosa, ma che solo il 15 per cento lo considera uno dei principali pericoli nell'ambito della ristrutturazioni di edifici di vecchia costruzione. Risulta così che soltanto il 10 per cento dei lavoratori e datori di lavoro e il 21 per cento degli architetti interpellati evoca la necessità di effettuare accertamenti prima di avviare i lavori. Questo nonostante si tratti di una misura di precauzione molto efficace e imposta dalla legge! L'amianto non viene insomma percepito come un pericolo elevato e molto frequente nell'ambito dell'esecuzione di determinati valori.
«Nonostante i molti sforzi d'informazione compiuti negli anni passati, si constata purtroppo ancora una diffusa ignoranza in materia», conferma Nicola Skory, referente Suva per il tema amianto in ambito professionale nel settore principale della costruzione in Ticino, che durante Edilespo ha avuto modo di confrontarsi con i visitatori di Casamianto. «Molti sono anche informati della pericolosità dell'amianto, ma la sottovalutano. Forse perché gli effetti sulla salute non si manifestano immediatamente, ma a distanza di anni dal contatto con le pericolose fibre», aggiunge Skory.
Casamianto rappresenta indubbiamente un interessante strumento didattico: oltre a mostrare al visitatore le parti della casa dove si possono trovare materiali contenenti amianto, al suo interno si trovano preziose informazioni (su supporto cartaceo e in video) sulle varie applicazioni dell'asbesto e sui procedimenti lavorativi corretti che consentono di evitare la respirazione delle micidiali fibre ed evitare l'insorgere di malattie da amianto. Malattie che ogni anno in Svizzera causano la morte di circa cento persone. Ecco in sintesi cosa bisogna sapere.

Cosa è l'amianto

L'amianto (o asbesto) è una fibra minerale naturale impiegata in modo massiccio negli anni Settanta e Ottanta, soprattutto per le sue eccezionali qualità di isolante contro il fuoco e il calore e per la sua economicità. Si conoscono più di tremila applicazioni: in diversi materiali edili, ma anche in oggetti di uso quotidiano, come fioriere o tavoli da giardino, in rivestimenti per pavimenti, navi e battelli. Bandito in Svizzera nel 1990, l'amianto è una delle sostanze più devastanti della storia moderna del mondo del lavoro.

Di amianto si muore

Le fibre d'amianto (mille volte più sottili di un capello umano) se disperse nell'aria attraverso la lavorazione dei materiali che le contengono possono depositarsi nei polmoni e, anche a distanza di trenta o quarant'anni, scatenare gravi malattie quali l'asbestosi, il cancro dei polmoni e il mesotelioma, un tumore che colpisce la pleura o il peritoneo e che non dà scampo. In Svizzera l'amianto ha già causato più di mille morti tra i lavoratori che in passato ne sono venuti in contatto.

Pericolo ancora incombente

Nonostante in Svizzera l'amianto sia proibito da vent'anni, capita tuttora di imbattersi in materiali che lo contengono. Per evitare nuove esposizioni è fondamentale che le opere di demolizione e ristrutturazione, soprattutto negli edifici realizzati prima del 1990, e lo smaltimento dei materiali pericolosi avvenga a regola d'arte.

Due tipi di amianto

Gli specialisti distinguono l'amianto fortemente agglomerato da quello debolmente agglomerato.
• I materiali che contengono amianto del primo tipo sono meno pericolosi poiché di regola (se integri) liberano fibre nell'aria solo se sollecitati con un intervento meccanico. È il caso dei prodotti in fibrocemento come le classiche lastre ondulate, le ardesie per tetti e facciate o i vasi da fiori. Per non correre rischi, si deve evitare di levigare, trapanare, fresare, rompere e segare questi prodotti e quando si è in presenza di materiale usurato si devono pure evitare operazioni di pulizia.
• I prodotti contenenti amianto debolmente agglomerato presentano una pericolosità elevata, perché le sue fibre si disperdono anche con una semplice vibrazione o una moderata corrente d'aria. Essi non devono pertanto essere manipolati e la loro rimozione va affidata a una ditta specializzata e autorizzata. Tra le applicazioni più comuni che si possono trovare nelle nostre case citiamo in particolare le lastre di rivestimento di facciate, tetti, pareti, soffitti, pavimenti, porte tagliafuoco, nicchie per corpi riscaldanti e installazioni elettriche, così come i rivestimenti isolanti delle tubazioni (in particolare lungo le condotte dell'acqua calda) e i corpi riscaldanti elettrici ad accumulo (prodotti prima del 1984).

Obbligo di accertamento

Il rischio maggiore di imbattersi in materiale contenente amianto sussiste nell'edilizia. Per questa ragione la legge prescrive che prima di avviare lavori edili (di ristrutturazione, demolizione o manutenzione) si debba appurare se nell'edificio è presente dell'amianto (o altro materiale potenzialmente pericoloso per la salute dei lavoratori). L'accertamento del pericolo e la valutazione dei relativi rischi spettano al datore di lavoro, che di conseguenza è tenuto ad adottare le necessarie misure di protezione. Se l'amianto viene scoperto successivamente i lavori vanno immediatamente interrotti.

Formazione dei lavoratori

Il datore di lavoro è tenuto a far sì che tutti i lavoratori che sono o potrebbero essere esposti all'amianto siano informati dei rischi per la salute, delle necessarie misure di protezione e dei corretti metodi di lavoro. Gli interventi che comportano il rilascio d'importanti quantità di fibre d'amianto possono essere eseguiti solo da ditte specializzate e riconosciute. 

Pubblicato il 

28.01.11

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