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Dossier centri commerciali: Si è tutti comparse dell'isola dei famosi

di

Loris Campetti
Il pregio degli iper-super-mercati e dei centri commerciali è di avere il riscaldamento d'inverno e l'aria condizionata d'estate. Ci possono entrare anche i poveracci privi di questi sofisticati optional e approfittare del clima finto che vi si respira, girare per ore – tanto i poveracci, i disoccupati, gli anziani non hanno granché da fare – nei reparti alimentari e alla fine comprare una busta d'insalata di dubbia origine e provenienza ma ben confezionata, e a un prezzo decisamente superiore di quella reperibile non dico dal contadino, ma al mercatino rionale. Oltre all'insalata i poveracci potranno anche portarsi a casa, gratis, una broncopolmonite provocata dallo sbalzo di temperatura di 30 gradi tra il dentro e il fuori. In questi nuovi santuari della società postnovecentesca possono entrare anche i bambini, giocare con le scale mobili e i più piccoli anche dentro box chiusi, protetti e controllati da guardioni con tanto di pistolona incorporata perché non si sa mai.
Quando vai a pagare le cassiere ti sorridono. Il sorriso è contrattuale, anche chi ha il contratto precario, intermittente, a termine, a part-time, interinale è tenuto a sorridere a tempo pieno come se fosse contento del suo lavoro, del suo salario, dei suoi superiori. Il centro commerciale è un luogo d'incontro fantastico, soprattutto di sabato. In questi luoghi nascono e si conservano relazioni umane, anche se l'aggettivo è oggettivamente un po' forte. È vero che se si va al centro commerciale non si sta sul divano a vedere la televisione, ma solo perché il centro commerciale è la televisione, è il reality. Poi, gli schermi e i megaschermi non mancano e dunque l'isola dei famosi sembra ancora più grande e i famosi più famosi. Non si va al supe-iper-mercato per acquistare questo o quel prodotto, l'obiettivo è proprio il super-iper-mercato come genere. Ovvio che alla fine si acquisterà questo e quel prodotto, si berrà il caffè al bar, e via spendendo e pensando di spendere meglio e meno.
Il centro commerciale sostituisce la piazza del paese, l'oratorio, la camera del lavoro, la sede del partito. Per garantire questo miracolo della socialità si chiudono o si imprigionano dentro tensostrutture o locali in muratura i mercatini rionali che neanche hanno l'aria condizionata ma sono tanto igenici. Si chiudono le sedi di partito e gli oratori così non si perde tempo e il tempo libero può essere dedicato al super-iper-mercato e al centro commerciale. Domanda: ma così non si cancellano socialità, comunione e partecipazione? No, perché al centro commercale si è tutti insieme, ci si ammicca, ci si capisce con uno sguardo. Si è tutti comparse se non proprio protagonisti dell'isola dei famosi, con le telecamere che sparano su schermi e pareti e simil-tubi catodici la tua faccia stupita ma contenta. Dunque, partecipi. Anche se hai pochi soldi puoi guardare tutti i sabati gli abiti griffati, e alla fine è come se fossero tuoi così non ti senti più un pezzente.
Se invece preferisci consumare finocchi e spigole a chilometri zero, se ti accontenti di mangiare fragole in estate e di fare a meno delle ciliege a Natale, se vuoi perdere tempo al mercatino rionale dove mezz'ora prima della chiusura la spigola costa la metà, se addirittura vai in cerca del contadino-produttore per comprare le patate che sappiano di patate e non siano siringate con il selenio o presbucciate e sotto vuoto o prefritte o surgelate, se pensi che saltando la catena dei mangiapane a tradimento – i mille intermediatori che fanno salire di cento volte il costo dei pomodori – puoi aiutare te stesso e il contadino; se pensi e fai tutte queste cose invece di passare il sabato nel centro commerciale e al supercato, allora vuol dire che non sei nessuno. Che non apprezzi le mozzarelle che diventano blu. Che non vuoi bene a Berlusconi e non sei iscritto al partito dell'amore. Vuol dire che sei uno dello Slow-food, uno che sceglie il consumo critico e sostiene le ragioni e la dignità del lavoro, uno che non spreca il tempo ma lo risparmia, insieme al cervello e alla salute.

Pubblicato

Venerdì 9 Luglio 2010

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