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Dopo lo sciopero la soluzione

di

Stefano Guerra
Hansueli Scheidegger è rincasato a notte inoltrata a Basilea. Martedì sera attorno alle 23 il segretario centrale del Sindacato edilizia & industria (Sei) era uscito da una sala del Zurich Marriott Hotel al termine di una maratona negoziale che si era iniziata alle 13.30. Dieci ore trascorse in un clima gelido, durante le quali la sua delegazione è ancora una volta giunta a un passo dalla rottura con la controparte padronale e con la più accondiscendente delegazione del sindacato cristiano Syna. Eppure alla vigilia regnava l’ottimismo. Dopo i contatti al vertice intercorsi negli ultimi giorni fra Sei e Associazione svizzera impresari pittori e gessatori (Asipg) la strada verso un accordo sembrava essere in discesa. Le ultime battute negoziali si sono rivelate invece più complicate del previsto, ma alla fine l’intesa c’è stata. «Soddisfatto» della soluzione, Scheidegger spiega nell’intervista che segue i pregi del sistema di prepensionamento concordato e precisa i punti in cui esso rappresenta un passo avanti rispetto all’intesa che era stata raggiunta in precedenza fra padronato e Syna. Hansueli Scheidegger, quali sono i pregi principali della soluzione concordata martedì? Abbiamo raggiunto un accordo sui due punti fondamentali della pensione anticipata dai 62 anni e un aumento salariale generale di 62 franchi (si veda box sotto). La nostra rivendicazione principale era quella del prepensionamento: la soluzione che abbiamo trovato è quella che volevamo. E cioè quella basata sul cosiddetto “modello romando”? Non esattamente. Per certi versi – l’ammontare delle rendite, ad esempio, oppure le rendite minime e massime – l’accordo è migliore del “modello romando”. Il finanziamento inoltre è diverso, poiché gli impresari a partire dal 1. luglio 2007 [quando anche i 62enni potranno andare in pensione anticipatamente, ndr] pagheranno un contributo dell’1,4 per cento sul salario [in Romandia l’1 per cento, ndr]. Il padronato sostiene che l’accordo di martedì è quasi identico a quello che aveva già concluso con il Syna. In cosa la nuova soluzione è migliore rispetto a quella annunciata qualche giorno prima dello sciopero? C’è una grande differenza: sta nel fatto che viene definito un calendario definitivo per l’entrata in vigore del prepensionamento a 62 anni. Syna e padronato non avevano fissato un calendario definitivo per i 62enni: hanno sempre detto che il prepensionamento dei 62enni verrà introdotto solo se ci saranno soldi a sufficienza. Non c’era nessuna garanzia. Quali concessioni avete fatto martedì? L’aumento salariale che abbiamo ottenuto è inferiore a quello che i lavoratori del settore si aspettavano. Va però detto che Syna e padronato si erano accordati su un aumento generale di soli 47 franchi: gli altri 15 sarebbero stati versati solo in base al merito. Che peso ha avuto lo sciopero del 26 aprile sull’esito dei negoziati? I fatti parlano da sé: per noi è chiaro che la lotta ha fatto sì che si potesse ottenere il pensionamento anticipato a 62 anni. L’accordo Syna-padronato non lo garantiva. Qual è la sua opinione sull’accordo? Siamo soddisfatti perché abbiamo trovato una soluzione chiara riguardo al pensionamento anticipato a 62 anni. C’è stato un compromesso sull’aumento salariale, ma la rivendicazione principale dei lavoratori dei settori pittura e gessatura è stata accolta. Si tratta di una buona soluzione. Meglio che in Romandia In alcuni punti l’intesa raggiunta nella tarda serata di martedì (vedasi intervista sopra) si spinge persino oltre il cosiddetto modello romando di prepensionamento che entrerà in vigore il 1. luglio in Svizzera francese e a Basilea. L’introduzione del pensionamento anticipato per i pittori e i gessatori svizzerotedeschi e giurassiani e per i pittori ticinesi avverrà in modo graduale. Il primo gennaio 2005 si inizierà una fase di sei mesi di prefinanziamento di un fondo alimentato in maniera paritaria da lavoratori e datori di lavoro. Ognuno verserà nel fondo di prepensionamento l’1 per cento del salario. Il 1. luglio 2005 potrà beneficiare della pensione anticipata chi avrà almeno 64 anni. Un anno dopo potrà smettere di lavorare anche chi avrà 63 anni. Dal 1. luglio 2007, infine, anche i 62enni acquisiranno il diritto alla quiescenza. A partire da questa data i datori di lavoro saranno chiamati ad aumentare dall’1 all’1,4 per cento il loro contributo al fondo di prepensionamento. Fino all’età che dà diritto alle prestazioni Avs ai lavoratori prepensionati verrà versata una rendita di base pari all’80 per cento dell’ultimo salario lordo (nel modello romando la rendita ammonta al 75 per cento), quindi appena inferiore al loro ultimo salario netto. Tale rendita sarà al minimo di 3’700 franchi e al massimo di 5’300 franchi mensili (modello romando: minimo 3’500, massimo 4’500). Nei prossimi giorni verranno definite nel dettaglio le condizioni di accesso al pensionamento anticipato. Al termine dell’ultima tornata negoziale un accordo è stato raggiunto anche sull’aumento salariale. Dal prossimo 1. giugno i salari di tutti i lavoratori saranno ritoccati verso l’alto di 62 franchi. Una primavera sul filo del rasoio Avviati nella primavera dello scorso anno, i tormentati negoziati per il rinnovo del Ccl erano stati interrotti il 3 marzo dall’associazione padronale. Di fronte all’inflessibilità dell’Asipg sulla questione del prepensionamento, due settimane prima il Sei aveva disdetto il contratto valevole fino al 31 marzo. Le trattative erano poi riprese il 15 aprile. Nelle settimane precedenti l’Asipg aveva cercato un accordo separato con il sindacato cristiano Syna. Il Segretariato di Stato dell’economia (seco) aveva però ricordato loro che un Ccl concluso solo con un sindacato che rappresenta il 26 per cento dei lavoratori organizzati del settore (contro il 74 per cento rappresentati dal Sei) non avrebbe potuto essere dichiarato di obbligatorietà generale. Un’intesa fra Asipg e Syna era poi stata raggiunta il 22 aprile, ma il Sei l’aveva rifiutata chiamando i lavoratori ad incrociare le braccia. Qualche giorno più tardi, e dopo alcuni scioperi di avvertimento, oltre 2’100 pittori e gessatori della Svizzera tedesca e imbianchini del Ticino avevano disertato i cantieri in una dimostrazione di forza che ha giocato un ruolo importante nel raggiungimento dell’accordo definito nella tarda serata di martedì (vedasi anche intervista e box accanto) e che verrà ratificato la prossima settimana dall’assemblea dell’Asipg e dai delegati dei sindacati Sei e Syna. Nella Svizzera romanda e a Basilea era già stato firmato un nuovo Ccl che dal 1. luglio prevede il pensionamento anticipato per pittori e gessatori a partire dai 62 anni d’età. In Ticino soltanto i gessini avevano già ottenuto il diritto al prepensionamento, come del resto i loro colleghi dei settori piastrelle e posa di pavimenti. Fra gli artigiani dell’edilizia ne sono ancora privati i lavoratori delle falegnamerie.

Pubblicato

Venerdì 14 Maggio 2004

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