Lavoro

Domeniche, da Speziali ad ordinarie

Dopo Migros, Denner apre la domenica a Lugano e Locarno

Il gruppo Migros non lascia, raddoppia. Alle due filiali Migros di Melano e Maggia aperte da quest’estate tutte le domeniche, ecco aggiungersi Denner, la catena di vendita al dettaglio di proprietà dello stesso gigante arancione, con l'apertura domenicale in due punti vendita a Locarno e Lugano.

 

Non c’è voluto molto affinché la previsione sindacale si realizzasse. «La grande distribuzione sarà la vera beneficiaria del raddoppio di superficie dei commerci per poter aprire sette giorni su sette» sosteneva Unia prima del voto popolare del 18 giugno in Ticino, indicando proprio nella Denner il maggior beneficiario potenziale. A pochi mesi dalla sconfitta alle urne, la magra consolazione di aver avuto ragione su quanto andava dicendo invece la controparte. Le modifiche di legge proposte dal gran consigliere liberale Alessandro Speziali, membro del consiglio di cooperativa di Migros Ticino, «non riguardano la grande distribuzione» affermava la Disti, l’associazione di categoria.

 

Ad urne ancora tiepide, Migros ha aperto quest'estate le serrande di domenica delle filiali di Melano e Maggia. «È un test» confermava il gigante della vendita al dettaglio svizzero al Corriere del Ticino, lasciando presagire la possibilità di aperture domenicali di altre filiali. Ora è il turno della Denner fare i test domenicali. La catena ha aperto la filiale di Locarno di Via Baroffio e una nel quartiere luganese di Molino Nuovo, di fronte al cimitero cittadino. Un quartiere il cui fascino risiede nell’esser popolare, non certo per l’attrattiva turistica.

 

«A Molino Nuovo i negozi potranno beneficiare della deroga turistica undici mesi all’anno. È il quartiere dove sono nato e cresciuto, e vi assicuro che di turisti qui non se ne sono mai visti» aveva amaramente ironizzato a suo tempo Giangiorgio Gargantini, segretario di Unia, quando il governo annunciò la lista di un’ottantina di località ticinesi qualificate "turistiche" così da consentire l'apertura dei commerci tutti i giorni dell'anno.

 

L’amara ironia lascia ora lo spazio al timore condiviso da dipendenti della grande distribuzione e sindacalisti che ai test seguirà l’apertura domenicale generalizzata sette giorni su sette nell’intero cantone. Una paura tutt’altro che ingiustificata. La quasi totalità delle filiali Denner ha le dimensioni giuste per stare nei limiti dei 400 metri quadrati proposti dal presidente Plr per consentire le aperture domenicali e dei giorni festivi.

 

Ascolta la voce delle venditrici e venditori nel podcast di area => "Come tutte le commesse"

 

Discorso simile per Migros, il cui numero di filiali di queste dimensioni non sono poche. Vi è da scommettere che le aziende concorrenti non staranno a guardare il gruppo Migros accaparrarsi un’altra fetta di mercato a discapito loro e del piccolo commercio senza intervenire. Piccoli commercianti che, stando alle lamentele delle associazioni di categoria sui media, non hanno nessun interesse ad aprire la domenica nemmeno in centro Lugano, dati gli alti costi da sostenere a fronte di scarsi incassi. La domenica del 15 ottobre ad aver aperto è stata la sola grande distribuzione, l'unica in grado di sostenere i costi supplementari spalmando gli incassi sulla settimana.

 

Fetta dopo fetta, il salame domenicale è servito al bancone della grande distribuzione. Introdotta la consuetudine, l’abolizione del limite di superficie per una deregolamentazione totale del lavoro domenicale rischia di diventare una mera formalità. Se il sindacato non riuscirà a bloccarla.

 

«Inoltreremo segnalazione ufficiale all’Ispettorato cantonale per la violazione della legge federale sul lavoro» spiega Chiara Landi, responsabile terziario Unia Ticino. «Se il Cantone può regolamentare gli orari di apertura dei negozi, il diritto federale vieta l’impiego dei dipendenti la domenica. La legge federale, superiore a quella cantonale, prevede sì delle eccezioni al lavoro domenicale, ma la giurisprudenza del Tribunale federale indica chiaramente che queste vadano valutate in maniera molto restrittiva». Affaire a suivre, come si suol dire.

Pubblicato il

24.10.2023 09:32
Francesco Bonsaver