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Diversamente proprietari

di

Dino Nardi

Con la campagna sull’autodenuncia fiscale lanciata in Svizzera dalla Uim e dal patronato Ital Uil – verificando le visure catastali dei beni immobili posseduti in Italia da quanti intendevano autodenunciarsi – è venuto alla luce che diversi emigrati italiani risultano “livellari” e non proprietari effettivi dei loro immobili ereditati dai genitori e posseduti dalla famiglia da varie generazioni. Ricordiamo che “I Livellari” erano contadini che nel medioevo, in Italia, coltivavano delle terre concesse loro in affitto, dall’effettivo proprietario (concedente, in genere, un ente statale o religioso), attraverso un così detto “Contratto di livello”. Con questa tipologia di contratto, ai livellari veniva concesso in godimento per un certo periodo di tempo ed a determinate condizioni un terreno o più terreni (terra da coltivare, pascolo o boschivo). In genere tale contratto prevedeva un obbligo, da parte del livellario, sia a migliorare quel terreno che a versare al concedente un canone annuo, nonché a pagarvi le relative tasse.

 

Ciò premesso – grazie alla legislazione intercorsa su questa materia in tempi più recenti – è consentito, oggi, di regolarizzare l’effettiva proprietà su quei fondi agricoli, da parte degli ultimi eredi (gli attuali livellari). Per farlo necessita un atto notarile (magari avvalendosi della consulenza di un geometra) sapendo che tale “contratto di livello” può essere sciolto “per usucapione”, se il canone, come stabilito in origine, non è stato più corrisposto da almeno 20 anni. In questo caso per il relativo atto non sono necessari né l’assenso, né la presenza del concedente. Tuttavia, se ciò non fosse il caso, il livellario può diventare ugualmente proprietario del fondo mediante il pagamento al concedente di una somma ammontante a quindici volte il canone annuo versato ultimamente.
Ovviamente è consigliabile che tutti coloro che si ritrovano ad essere dei livellari e non dei proprietari effettivi, provvedano alla correzione della registrazione catastale per evitare che queste situazioni, ereditate dal medioevo, si trascinino ancora nel tempo e soprattutto per essere in condizioni di poter, eventualmente, vendere questi terreni liberi da vincoli.

Pubblicato

Mercoledì 7 Giugno 2017

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