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L'editoriale
10.09.2015

di 

Claudio Carrer

L'afflusso di profughi in fuga dalle guerre e dalla fame non è un evento straordinario, ma un fenomeno “normale”, che l'Europa, volente o nolente, dovrà assimilare e imparare a gestire con intelligenza. Il progetto di trasformare il continente in una sorta di fortezza invalicabile è chiaramente fallito: strumenti militar-polizieschi come gli accordi di Schengen e Dublino (cui anche la Svizzera aderisce), venduti come elementi costitutivi di un'Europa “sicura e senza frontiere” ma in realtà pensati per fermare i processi migratori il più lontano possibile dalle frontiere dell'Unione, hanno solo contribuito a far aumentare il numero di morti nel Mediterraneo o sulla via dei Balcani.

Articoli

Mondo del lavoro
10.09.2015

di 

Francesco Bonsaver

23.5 milioni di franchi di costi supplementari sul preventivo d’appalto, di cui 8 a carico della comunità. Subappalti affidati a ditte che non avevano le credenziali per eseguirli, poi sfociati nell'odiosa pratica del caporalato. La politica del minor prezzo voluta da Lugano mostra tutti i suoi limiti. Sono macchie che non possono essere cancellate dai botti inaugurali di questo fine settimana del Lac. Non pregiudicano certo il suo futuro, ma rappresentano un monito per le prossime grandi opere che si vorrebbe realizzare. È quanto raccontiamo negli articoli seguenti.

Cultura
10.09.2015

di 

Raffaella Brignoni

La filarmonica sta tirando a lucido gli ottoni, le mamme stanno pensando alle acconciature per le fanciulle che canteranno di fronte al pubblico e una flotta di barchette è pronta per salpare dalle rive in faccia all’imponente costruzione. No, non è una festa campestre, come la definisce l’artista Al Fadhil, ma l’inaugurazione del Lac, il nuovo centro culturale della città di Lugano.


Estero
10.09.2015

di 

Loris Campetti

Certo, i siriani hanno la pelle bianca come la nostra. Certo, chi oggi arriva, sballottato tra mari in burrasca e razzismi di stato per fuggire da una guerra terribile, non è “Lumpenproletariat” senza un euro e con la pancia vuota ma ceto medio acculturato, sono insegnanti e tecnici specializzati, conoscono le lingue europee. In poche parole, sono persone facilmente integrabili nel tessuto sociale tedesco, forse più degli eritrei che arrivano sulle sponde dei loro ex colonizzatori. Sono utili a un paese come la Germania che rivendica il ruolo di faro, o tiranno scegliete voi, d’Europa, con una disoccupazione al 4 per cento e un tasso demografico negativo: i siriani possono lavorare per onorare gli ordinativi, pagare le tasse dunque salvare il vacillante welfare e fare i figli, perciò sono un investimento per il futuro.


Alloggio
10.09.2015

di 

Veronica Galster

In Svizzera stiamo vivendo oramai da alcuni anni un periodo di boom edilizio, i tassi ipotecari sono scesi ininterrottamente dal 2008 ad oggi, ma nonostante ciò trovare un alloggio ad un prezzo moderato è tutt’altro che facile. Le abitazioni di lusso stanno invadendo le città e gli agglomerati, occupando anche quartieri un tempo considerati "popolari" e facendo gonfiare a dismisura le pigioni: in molte regioni del paese oramai famiglie, anziani e giovani non riescono più a trovare un’abitazione con un affitto alla loro portata.

Rubriche

10.09.2015

di 

Franco Cavalli
10.09.2015

di 

Marco Tognola

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