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Da ragazzo di Salò a bandiera degli emigrati

di

Dino Nardi
Si sapeva della malattia di Mirko Tremaglia, ma ne scoprimmo la gravità quando i media dettero la notizia che, nell'ultimo voto di fiducia in parlamento richiesto dal governo Berlusconi (prima di passare il testimone a Mario Monti), egli aveva chiesto invano di poter essere trasportato da Bergamo a Roma alla Camera, sia pure in barella, per poter votare contro la fiducia, poiché i medici glielo impedirono!
Tuttavia è sempre difficile pensare alla morte come qualcosa che ci riguardi da vicino (scaramanzia?) e non ritenevo che essa avesse ormai preso inesorabilmente di mira il "nostro" Ministro. Sì, il nostro Ministro, il Ministro di noi italiani all'estero di ogni fede politica pur avendo lui alle spalle la sua storia, peraltro mai rinnegata, di "ragazzo di Salò" (aveva combattuto anche a ridosso della Linea gotica in Lucchesia tra le Alpi Apuane e la valle del Serchio, cioè nei luoghi della mia gioventù). Sì, anche il mio Ministro e di tanti altri come me che, avendolo conosciuto da vicino e, nel mio caso, anche per un comune lavoro di vari anni nel Consiglio generale degli italiani all'estero (Cgie), pur lontanissimi politicamente da lui, gli dobbiamo comunque riconoscenza e gratitudine per il suo impegno di una vita a favore dei diritti degli emigrati italiani. Basti pensare all'istituzione dell'Anagrafe degli italiani all'estero, alla conquista del voto all'estero (2001) in cui il suo ruolo fu certamente determinante per l'approvazione di quella legge, all'istituzione dell'8 agosto come la Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo (in memoria dell'8 agosto 1956 quando nella miniera di carbone di Marcinelle in Belgio morirono ben 136 emigrati italiani), una ricorrenza da lui sempre commemorata.
Un impegno ed una coerenza che, non di rado, lo hanno reso perfino inviso alla sua parte politica tanto da mettere in difficoltà tutti noi del centrosinistra che avremmo dovuto essere i suoi avversari naturali e che invece ce lo ritrovavamo a fianco delle nostre battaglie in difesa dei diritti degli emigrati e, più recentemente, anche di quelli degli immigrati disperati che cercano nell'Italia la loro "Merica". Anche se questa sua posizione era in forte contrasto con il governo Berlusconi sostenuto da una maggioranza della quale lui stesso faceva parte ed era un autorevole esponente. Sì, Tremaglia ci mancherà sicuramente, soprattutto in questo periodo in cui noi italiani all'estero stiamo scontando, come mai in passato, l'indifferenza che ci aveva dedicato l'ultimo governo Berlusconi e guardiamo con fiducia insieme all'ex ragazzo di Salò, ne sono certo, al nuovo governo di Mario Monti che, perseguendo il dichiarato obiettivo dell'equità, non potrà certamente trascurare che vi sia anche tra italiani residenti in Italia e quelli residenti all'estero!

Pubblicato

Venerdì 27 Gennaio 2012

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