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Da padre a figlio

di

Mauro Marconi
Sono le tre del mattino ed io sono qua a fissare il soffitto. La Nene (21 mesi di vita) è qui accanto che fissa me. Il nostro braccio di ferro è cominciato alle undici: si è svegliata ed ha cominciato a strillare manco fosse al 1. maggio. Ho provato di tutto, in sequenza: il lettone (io e mia moglie ci siamo appisolati, lei no), la ninna nanna, le coccole in poltrona, il passo del bersagliere in corridoio, il lettino. Sono le tre del mattino e sono qua a fissare il soffitto. E penso. Penso a quell’articolo che ho letto alcuni giorni fa, in cui si diceva che stando ad un sondaggio del settimanale Cash i nostri managers dormono poco. Ce n’è uno che non dorme più di tre ore per notte. Gli altri, la maggioranza, dormono suppergiù sei ore. I nostri dirigenti, lasciava intendere l’articolo, dormono troppo poco. Anch’io vorrei dormire. (Nene, perché non chiudi gli occhi? Solo uno sforzo dai…) C’è un aspetto che mi ha irritato in quell’articolo: presentare una cosa normalissima per molti (dormire sei ore per notte) come un fatto eccezionale. È sottinteso: i dirigenti pagano il loro tributo alla crescita economica dormendo poco. Lo fanno per noi. Vedi Nene, in fondo quando loro dichiarano queste cose, non fanno altro che lo stesso gioco che tuo padre sta facendo in questo momento: cercare di dare una buona immagine di se stessi. Io mi compiaccio di far pensare che sono un buon papà, loro (o chi ritiene utile dedicare un sondaggio al tema…) vogliono far credere di essere, se non dei bravi dirigenti, perlomeno dei bravi lavoratori. (Lo so Nene, non te ne frega niente. Ma non è un buon motivo per alzarti: abbassa quel culo e dormi. Dormi!) Questo è il mito del presidente operaio che si rinnova. È il discorso del siamo tutti sulla stessa barca. Già, solo che in questa barca ci sono come sempre diverse classi. (Prendi il ciuccio e smettila di schioccare la lingua, Nene. Dove hai messo il Dudu?) Mi chiedo perché i dirigenti debbano continuamente ricorrere a questi miti, ai quali fondamentalmente non crede più nessuno. Perché cercano di legittimare la loro posizione attraverso patetiche esibizioni di forza di carattere, che più che dimostrazione sembrano ostentazione? (C… Nene, tieni su quella coperta che sennò prendi freddo!) E come non interpretarle come arroganza, pensando a chi lavora di notte (e che, scientificamente dimostrato, non recupera il sonno di giorno), a chi di notte non dorme perché pensa al suo lavoro (nel timore di un licenziamento, nell’angoscia del mobbing, nella tenaglia dei termini da rispettare,…). (Nene!) E poi, anche ammettendo che dormano così poco e lavorino così tanto, quale credibilità possiamo accordare ai nostri dirigenti? Mai conosciuto uno che dormisse poco e fosse brillante. Non li capisco e mi infastidiscono questi presidenti operai. E così come penso che non siano dei lavoratori migliori di altri, neanch’io mi ritengo un padre migliore di altri. Me ne accorgo quando qualcuno suona il clacson in strada e la Nene gli grida dietro pilla. Ma perlomeno io ho la decenza di ammetterlo.

Pubblicato

Venerdì 12 Aprile 2002

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