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Da Sky Sentinel a Maba in un giorno

di

Francesco Bonsaver

Il mattino lavori per un'agenzia, nel pomeriggio per un'altra. Cambia la divisa, ma il datore di lavoro è il medesimo. È la bizzarra vicenda accaduta a una ventina di dipendenti di un'agenzia di sicurezza, la Sky sentinel di Lugano, dei quali abbiamo raccolto le testimonianze.


Una mattina di settembre del 2009, i dipendenti ricevono una singolare chiamata: «A mezzogiorno presentati in sede. Ci sono novità importanti». Arrivati in ufficio, viene loro spiegato che nel pomeriggio non dovranno più indossare la divisa della Sky sentinel ma quella di un'altra ditta, la Maba Multiservice. Il motivo è presto detto: la Sky Sentinel è fallita. Clienti e dipendenti ora dovranno rapportarsi alla Maba, ditta iscritta al registro di commercio nove mesi prima dai medesimi titolari della defunta agenzia. Il cambio non è indolore. Regnerebbe un certo caos nella transizione. Non tutte le divise della nuova ditta sarebbero pronte e quindi ci si presenta abbigliati in modo raffazzonato. Alcuni clienti poi si sarebbero alquanto stupiti nel vedere gli stessi agenti con l'insegna di un'altra agenzia. Ma questi son dettagli di forma, mentre ben più gravi sarebbero state le ripercussioni per i dipendenti.

 

Sciolto il normale rapporto di lavoro con la vecchia Sky sentinel, ad alcuni dipendenti viene sottoposta una forma "creativa" di relazione professionale. Da dipendenti diventano liberi professionisti che fatturano i loro servizi alla Maba. Non più datori di lavoro, ma loro clienti. Ai dipendenti viene chiesto di registrarsi come indipendenti presso la cassa Avs. Per le ore prestate da indipendenti riceveranno un franco e cinquanta in più rispetto alla paga da dipendente. I costi però saranno interamente a loro carico: oneri sociali, cassa pensione, così come la protezione da perdita di guadagno in caso di malattia o infortunio. Una bella fregatura dal punto di vista economico. Le conseguenze non saranno solo immediate, ma si trascineranno nel tempo. Un ex dipendente diventato poi indipendente, si vedrà negare la disoccupazione per questo passaggio.

 

Per dieci mesi alle dipendenze dalla Sky sentinel, ne lavorerà quasi altrettanti con la Maba, prima di troncare i rapporti perché disgustato. Iscritto in disoccupazione, scopre un'amara verità. Per aver diritto all'indennità disoccupazione, bisogna aver lavorato 12 mesi nell'arco degli ultimi due anni. In realtà ha lavorato oltre il periodo richiesto, ma solo dieci mesi come dipendente della Sky sentinel. Il singolare rapporto professionale di prestatore di servizi alla Maba non è valido quale periodo contributivo. Lo spiega la stessa cassa disoccupazione in una lettera inviata all'ex agente di sicurezza. La legge svizzera vieta la qualifica di indipendente se nei fatti lavori sempre per lo stesso cliente, come specifica l'assicurazione disoccupazione. È la differenza sostanziale dal punto di vista legale con l'Italia con la famosa partita Iva, quella dei falsi lavoratori autonomi. Quindi, oltre il danno la beffa, perché da mesi la persona vive senza nessuna entrata, non avendo nemmeno diritto alla disoccupazione. E non c'è bisogno di molte parole per spiegare quanto la vita sia impossibile senza neanche un franco.


Ma non sono solo i dipendenti a fare le spese di questa situazione. La collettività si deve far carico dei debiti lasciati dal fallimento Sky sentinel. Oltre 170.000 franchi di arretrati tra Avs, cassa disoccupazione, insolvenza e imposte alla fonte. Altri 30.000 franchi di debiti con la cassa pensione e l'istituto collettore.


Il sindacato Unia si dice seriamente intenzionato a inoltrare denuncia per i reati di appropriazione indebita, visto che ai dipendenti venivano dedotti in busta paga gli oneri sociali, senza che questi ultimi fossero riversati agli enti.


Va da sé che l'amministratore della defunta Sky sentinel è lo stesso della Maba Multiservice: un avvocato luganese presente nei cda di una trentina di società iscritte al registro di commercio, in alcune delle quali condivide il posto con dei noti personaggi cantonali. Abbiamo provato a interpellarlo, ma dall'ufficio comunicano che è irreperibile perché all'estero.

Pubblicato

Giovedì 21 Novembre 2019

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