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Contro una Svizzera blindata

di

Maria Pirisi
È una corsa contro il tempo quella che i sostenitori dei referendum contro la Legge sugli stranieri (LStr) e la revisione della Legge sull’asilo (LAsi) hanno intrapreso. In meno di cento giorni (entro il 6 aprile 2006) infatti dovranno essere raccolte minimo 50 mila firme per ogni referendum, anche se il neocostituito comitato sostenitore conta di arrivare a 60 mila. Un dettaglio – il tempo limitato – non trascurabile di cui si dovrà tener conto nel portare avanti la campagna che ha preso inizio in questi giorni con la distribuzione dei formulari per la raccolta delle firme. Formulari che anche i lettori di area troveranno allegati a questo numero e con la distribuzione dei quali anche il nostro giornale segna così la sua adesione alla campagna referendaria. Intanto, a livello nazionale, i comitati cantonali stanno organizzando per domani, sabato 21 gennaio, e sabato 28 gennaio la raccolta nelle piazze delle città svizzere. Anche in Ticino, a giorni, verrà resa pubblica la composizione di un comitato cantonale e nei prossimi fine settimana (probabilmente il 28 gennaio) si provvederà alla raccolta delle firme nei principali centri cittadini. “No ad una disumana legge sull’asilo!” è il motto che sigla la battaglia dei referendum lanciati dal Forum per l’integrazione delle migranti e dei migranti (Fimm), Solidarité sans frontières, i Verdi Svizzeri e sostenuti da un comitato che accoglie, tra gli atri, il Partito socialista svizzero, i sindacati Unia, Uss e Comedia e i Giuristi e giuriste democratici svizzeri. E anche se il tempo non gioca a favore, si spera nella grande mobilitazione di organizzazioni, personalità e uomini politici e soprattutto semplici cittadini che con la loro opera di sensibilizzazione possono contribuire a sdoganare i referendum. Una sensibilizzazione che passa soprattutto attraverso i media, per questo il Fimm in Svizzera ha promosso a Zurigo per venerdì 20 gennaio una serata informativa sulla campagna (ore 18-19.30) a cui invita tutti i rappresentanti della stampa scritta e parlata. E sempre per dare un segnale importante il comitato referendario nazionale presto lancerà anche una petizione che potrà essere firmata anche dagli stranieri in Svizzera. Pur trattandosi di firme che non incideranno sull’andamento della promozione del referendum, serviranno comunque a ricordare ai politici che il fronte della protesta è più vasto di quanto non immaginino. Lo ricorda ad area Claudio Micheloni, segretario generale del Fimm, nell’intervista che segue. Meno di cento giorni per la raccolta delle firme: una partenza davvero in salita. Certo si tratta di un tempo molto breve. Senza contare poi che il testo di legge è stato pubblicato in fretta e furia il 27 dicembre quando si sapeva che la maggior parte delle persone sarebbero andate in vacanza. E noi non crediamo che la velocità dei tempi di pubblicazione sia stata casuale… Ciò nonostante, abbiamo già registrato una buona eco presso l’opinione pubblica, soprattutto nella Svizzera francese dove si sta già provvedendo alla seconda ristampa dei formulari in lingua francese poiché il primo carico è già stato esaurito. Dai primi sondaggi, sappiamo che la raccolta procede bene e questo ci rende fiduciosi sull’esito della campagna. Su cosa bisogna puntare affinché questa campagna referendaria vada a segno? Soprattutto sul fatto che la LStr non è un semplice argine per le future ondate migratorie – come vuol far credere la destra – ma colpisce già ben 700 mila persone (il 40 per cento delle migranti e dei migranti) che non provengono da uno stato membro dell’Unione europea (Ue) e che comunque da anni (anche decenni) vivono e lavorano in Svizzera con un regolare permesso. La gente è profondamente sdegnata per i passi indietro che si farebbero in ambito di integrazione e di ricongiungimento. Grava su questi referendum lo spettro della bocciatura della naturalizzazione agevolata e automatica... Rispetto alla campagna di allora per la doppia cittadinanza, passata in sordina e di cui pochi hanno capito l’urgenza, questa campagna invece è sentita in modo forte. Le persone infatti stentano a credere che uno dei pochi punti positivi della vecchia Legge sugli stranieri, ossia il permesso di lunga durata venga ulteriormente ostacolato; o che, altro esempio – sempre con la nuova legislazione – una donna straniera che divorzia da un marito svizzero perde il diritto al permesso di dimora. E c’è sdegno e incredulità per la legge sull’asilo che decreta l’espulsione immediata dei richiedenti l’asilo sprovvisti di documenti, quando si sa che molti fuggono a rischio della propria vita. Di fronte a tutto questo come migranti crediamo di giocare un ruolo importante nella raccolta delle firme: pur non potendo aderire in quanto stranieri contiamo sul fatto che ognuno di noi possa comunque sensibilizzare un/a amico/a o conoscente svizzero. Chi lo desidera può sostenere la campagna versando un contributo sul Conto corrente postale 30-171066-8. Ulteriori informazioni sulla campagna si possono avere consultando i seguenti siti: www.leggestranieri-no.ch e www.fimm.ch.

Pubblicato

Venerdì 20 Gennaio 2006

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