Il parlamento federale ha preso recentemente delle decisioni con gravi ripercussioni – non immediate, ma a medio termine – per una gran parte della popolazione. Di cosa si tratta? • Del pacchetto sugli sgravi fiscali sovraccaricato dalle due camere, che toglie alla Confederazione 1,5 miliardi di franchi, a Cantoni e comuni altri 2,5 miliardi circa; • delle misure di risanamento che significano tagli massicci alle spese della Confederazione per 2,7 miliardi; • dell’iniziativa “Avanti”, o meglio del controprogetto che va addirittura oltre l’iniziativa stessa e prevede strade e gallerie per miliardi e miliardi di franchi. Si tratta di decisioni contraddittorie della maggioranza borghese che il popolo, votando, potrà ancora correggere. Siccome si conosce la difficile situazione finanziaria della Confederazione, è lecito domandarsi se i parlamentari abbiano perso la testa: fanno dei cospicui regali soprattutto alle famiglie benestanti e ai proprietari di immobili, rifiutano un aiuto per il pensionamento anticipato di persone con redditi bassi disattendendo una promessa, ma nello stesso tempo vogliono spendere fior di miliardi per la costruzione di nuove strade e della seconda galleria del San Gottardo. Ben vengano quindi le elezioni federali: le cittadine e i cittadini sono finalmente chiamati a dire la loro e possono rifiutare il biglietto per Berna a quei parlamentari che hanno preso delle decisioni contrarie agli interessi di gran parte della popolazione. Adottando questo criterio in Ticino, oltre agli uscenti socialisti, si salvano solo Dick Marty e Meinrado Robbiani. Le votazioni popolari sono considerate più importanti delle elezioni federali da molti svizzeri. Certamente non è così questa volta poiché ci troviamo di fronte ad un bivio: o imbocchiamo la strada dei risparmi e degli sgravi fiscali continui, cioè dello stato povero, incapace di smussare le ineguaglianze, oppure imbocchiamo la strada dello stato che fa sì un uso parsimonioso dei suoi mezzi, ma che si preoccupa anche delle giustizia sociale, delle regioni periferiche e dell’ambiente. A livello svizzero i liberali e i democristiani sono fortemente impressionati dai successi elettorali dell’Udc, i due partiti sentono il fiato dell’Udc sul loro collo e perciò sono scivolati verso destra nella speranza di guadagnare dei voti, abdicando alla loro declamata vocazione di partiti di centro. La sinistra, il Ps e i Verdi, non riesce da sola a far passare i suoi progetti, e ha quindi bisogno di alleati. In queste circostanze non basta che la sinistra guadagni parecchi seggi. È altrettanto importante che il maggior numero di parlamentari dei partiti borghesi, donne e uomini, siano disponibili alla discussione con i socialisti al fine di raggiungere delle maggioranze per costruire una Svizzera più equa e più umana.

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17.10.03

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