Il 19 ottobre si gioca molto del nostro futuro. Con queste elezioni nazionali saremo infatti chiamati a decidere che tipo di Svizzera vorremo per noi e soprattutto per i nostri figli. La posta in gioco è davvero alta. Nella scorsa legislatura, con una forte accelerazione soprattutto nell’ultima parte della stessa, abbiamo assistito alle “prove tecniche” e alle anticipazioni di smantellamento dello Stato sociale. Nel prossimo quadriennio vedremo mettere in pratica con metodo e con perseveranza l’abbattimento, pezzetto dopo pezzetto, del modello sociale elvetico. L’Avs, l’Ai, la cassa pensione, l’assicurazione malattia, l’assistenza, il diritto allo studio e alla formazione, la stessa assicurazione contro la disoccupazione così come le conosciamo oggi, potrebbero diventare solo un ricordo, un bel ricordo che i nonni racconteranno ai nipoti per spiegar loro com’era sociale un tempo il nostro Paese. Pensiamo allora un attimo a chi ci ha preceduti, a chi dopo il secondo conflitto mondiale ha trovato la forza e soprattutto la volontà di fare della Svizzera un Paese sociale con un’assicurazione solidale unica nel suo genere come l’Avs. Pensiamo a chi, in tempi molto difficili economicamente e in cui la produttività del lavoro era infinitamente più bassa di oggi, ha saputo immaginare e soprattutto conquistare un diritto fondamentale come quello di garantire ad un popolo intero una vecchiaia dignitosa. Oggi la Svizzera, anche grazie a quella conquista, è diventato uno dei Paesi più ricchi del mondo e nonostante ciò la maggioranza borghese ci viene a dire che non abbiamo più le risorse sufficienti per mantenere e consolidare i diritti sociali che conosciamo. Spetta allora a noi dire di no, spetta a noi che crediamo fermamente nella democrazia e nella giustizia ricordare un cosa importantissima e cioè che i diritti non si elemosinano: i diritti si conquistano. L’hanno fatto coloro che sono venuti prima di noi. Spetta ora a noi continuare a farlo difendendo, consolidando e aggiornando ai cambiamenti in atto quello che abbiamo e costruendo risposte credibili ai nuovi bisogni. Ma per far ciò dobbiamo rafforzare la sinistra svizzera dentro il Consiglio Nazionale e degli Stati, nonché fare un ulteriore, importante passo avanti, come Partito socialista, in Ticino. Conquistando per noi e i nostri figli, grazie al vostro voto, il diritto ad avere un Paese equo, giusto, onesto e solidale. * Presidente del Partito socialista, sezione ticinese del Pss

Pubblicato il 

10.10.03..

Edizione cartacea

..
..
..
..
 
..
Nessun articolo correlato
..
..
.. ..