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Comuni, una doccia fredda

di

Stefano Guerra
Gioie (?) per i contribuenti, dolori per gli amministratori comunali. La dichiarazione d’imposta che i ticinesi hanno riempito in primavera è stata una piacevole sorpresa per gli uni, una doccia fredda per gli altri. Molti contribuenti avranno constatato un calo del reddito imponibile e delle aliquote e una conseguente diminuzione delle imposte cantonale e comunale. Una parte di loro, però, gestisce le finanze dei Comuni, e allora il compiacimento si è presto trasformato in apprensione. Fatti due conti, qualcuno – a Gordola e ad Arbedo-Castione – si è accorto che le misure di alleggerimento fiscale entrate in vigore contemporaneamente il 1. gennaio 2003 (primo e quarto pacchetto di sgravi, neutralizzazione del carico fiscale legato al passaggio dal sistema di tassazione biennale a quello annuale, correzione della progressione a freddo) peseranno assai più di quanto previsto sulle casse comunali (e su quelle cantonali, non va dimenticato). Casse che in generale nel 2002 godevano ancora di buona salute, ma che dallo scorso anno subiscono una massiccia riduzione del gettito di imposta sulle persone fisiche. In parte frutto di quello che di fatto si sta rivelando un quinto (il più occulto e forse il più consistente della serie) pacchetto di sgravi fiscali (la modifica delle aliquote per garantire la neutralità finanziaria del cambiamento di sistema impositivo), le minori entrate rischiano fra le altre cose di mettere sotto pressione i meccanismi della perequazione intercomunale, facendo traballare il già precario consenso attorno ad essi. «Abbiamo rilevato una tendenziale e sostenuta riduzione del 15-20 per cento del gettito. Come ben comprendete questi dati, notevolmente discordanti con le informazioni ufficiali forniteci, ci preoccupano». In una lettera spedita il 20 aprile 2004, il Municipio di Arbedo-Castione aveva informato il Consiglio di Stato dell’esito di alcune simulazioni effettuate partendo dalle tabelle per il calcolo dell’imposta sul reddito 2003 incluse nel materiale recapitato negli scorsi mesi ai contribuenti. I calcoli fatti ad Arbedo-Castione dicono ad esempio che per un reddito imponibile di 60mila franchi nel 2001-2002 il Comune percepiva un’imposta di 5’165 franchi dalle persone sole e una di 3’480 dalle persone coniugate. Con la tassazione 2003, a parità di imponibile e con le nuove aliquote, nelle casse entreranno invece 4’481 franchi per ogni persona sola, 2’634 per ogni coniugato: una diminuzione del 13,24 per cento nel primo caso, del 24,31 per cento nel secondo. Il Municipio del Comune bellinzonese si attende un calo medio del gettito fiscale delle persone fisiche compreso fra il 16,81 e il 26,44 per cento. A conclusioni più precise è giunto il municipale socialista di Gordola Bruno Storni, che ha quantificato al 18 per cento la diminuzione del gettito di imposta sul reddito delle persone fisiche nel comune locarnese (laRegioneTicino, 8 giugno 2004). Da noi interpellato, Storni precisa di aver valutato l’impatto dei cambiamenti tributari (si veda anche articolo sotto) entrati in vigore nel 2003 (lasciando fuori il quarto pacchetto) in «circa 13 per cento del gettito cantonale delle persone fisiche, di cui l’8 per cento – equivalente grossomodo a 50 milioni per il Cantone e a una quarantina per i Comuni per il 2003 – sono di troppo, a seguito dell’errore nel calcolo del meccanismo di neutralizzazione che è tutto fuorché neutro [si veda anche articolo sotto, ndr]». Le simulazioni fatte nei due Comuni del Sopraceneri non trovano conferme alla Divisione delle contribuzioni del Dipartimento finanze ed economia (Dfe). Una circolare interna dello scorso anno, di cui area ha ottenuto una copia, stimava in un 4,5 per cento l’incidenza negativa del quarto pacchetto fiscale sul gettito delle persone fisiche, percentuale «che potrebbe fluttuare in funzione della tipologia delle famiglie presenti sul territorio». I Comuni, segnala il documento, dovranno inoltre adeguarsi agli effetti del primo pacchetto fiscale (la cui entrata in vigore a livello comunale è stata differita dal 1997 al 1. gennaio 2003), con «una valutazione di minor gettito stimato a circa il 4 per cento del gettito delle persone fisiche». Nessuna proiezione, invece, dell’impatto sulle imposte comunali del meccanismo di neutralizzazione introdotto per evitare un aggravio fiscale nel passaggio dal sistema di tassazione biennale a quello annuale. Dati per ora non ce ne sono. Non ce ne saranno prima della fine dell’anno, dicono alla Divisione delle contribuzioni. Le informazioni parziali e non ufficiali circa l’impatto sulle finanze comunali dei cambiamenti tributari (e in particolare sul “peso” del meccanismo di neutralizzazione) entrati in vigore allo stesso tempo nel 2003, stanno suscitando apprensione e malessere. Sulla scorta delle indicazioni della Divisione delle contribuzioni riguardanti primo e quarto pacchetto fiscale, il Municipio di Arbedo-Castione aveva prudenzialmente preventivato una riduzione del gettito fiscale del 10 per cento nel messaggio sul consuntivo 2003 licenziato nelle scorse settimane. La contrazione del gettito delle persone fisiche per il 2003 sarà però ben maggiore, e questo a causa delle perdite derivanti dallo sgravio occulto insito nel meccanismo di neutralizzazione, meccanismo che – contrariamente a quanto propagandato da governo e parlamento cantonali – di neutro non ha nulla, fanno notare alla cancelleria del Comune bellinzonese. Ritrovatosi con dei conti sballati, il Municipio di Arbedo-Castione se l’è presa per il mutismo del Consiglio di Stato che non ha risposto alla sua lettera del 20 aprile. Così il 17 giugno ha scritto di nuovo al governo cantonale (la lettera è stata mandata in copia a sette Comuni, fra cui Bellinzona e Lugano): «Nel frattempo – si legge nella missiva – abbiamo appreso anche da altri Comuni che si stanno preoccupando dei casi da noi segnalati. Preso atto che si è già proceduto ad emettere un certo numero di notifiche di tassazione 2003, ci permettiamo chiedere la messa a disposizione di una prima proiezione sulla base di quanto sin qui emerso». Da noi interpellato, il sindaco Renzo Bollini sottolinea «la difficoltà nel comprendere quanto incidono gli sgravi fiscali sui Comuni, e cosa succederà in futuro alle finanze comunali». «C’è grossa perplessità – prosegue Bollini – per la confusione a livello cantonale, un malessere che non giova a chi deve gestire le finanze dei Comuni. Anche perché agli enti locali vengono affibbiati sempre più oneri. Se continua così non ci saranno molte altre alternative all’aumento del moltiplicatore». Nel frattempo, della preoccupazione di Gordola e Arbedo-Castione si è fatto eco un altro sindaco del distretto bellinzonese, Christian Vitta di Sant’Antonino, che in qualità di deputato liberale-radicale al Gran consiglio ha presentato negli scorsi giorni un’interpellanza in merito (si veda anche box). Ma la perdita secca di gettito fiscale a cui vanno incontro numerosi Comuni del Cantone (e il Cantone stesso, è bene non scordarlo) è destinata ad avere ripercussioni ben oltre le singole cancellerie locali ed eventuali aumenti del moltiplicatore. Se da un lato e nel complesso le previsioni circa i conti comunali per il 2003 permangono soddisfacenti (si veda Pierre Spocci, “I conti dei comuni nel 2002”, Dati, statistiche e società, anno IV, n.2, giugno 2004, pp. 62-69), dall’altro il calo del gettito fiscale delle persone fisiche avrà inevitabili (anche se per ora difficilmente quantificabili) ripercussioni sui meccanismi della perequazione finanziaria intercomunale regolata da un anno e mezzo da una nuova legge. Una legge che ha sì aumentato i contributi erogati a molti comuni finanziariamente deboli, ma che rischia di non essere sufficiente per compensare l’erosione del gettito fiscale particolarmente sentita dai Comuni beneficiari dei contributi di livellamento. Il prelievo sui Comuni finanziariamente forti – che già ora sfiora il tetto massimo del 15 per cento previsto dalla legge – potrebbe aumentare in maniera significativa, mettendo in pericolo il già precario consenso esistente attorno ai meccanismi di livellamento intercomunale. A ciò si aggiungerà la beffa: la contrazione del gettito fiscale per i Comuni determinerà un maggior contributo del Cantone al finanziamento degli stipendi dei docenti comunali e un minor contributo dei Comuni al finanziamento dei sussidi casse malati e Avs/Ai, partecipazioni definite in percentuali del gettito. Così il Cantone sarà chiamato a tappare la falla, mettendo con una mano ciò che si è tolto con l’altra. Un gatto che si mangia la coda, altro effetto perverso della frenesia defiscalizzatrice che solo ora comincia a dare qualche timido cenno di cedimento. Il peso di un nuovo sgravio occulto Le casse di Cantone e Comuni si apprestano a fare le spese dell’effetto cumulativo di quattro novità fiscali entrare in vigore contemporaneamente il 1. gennaio 2003: il primo pacchetto di sgravi (riduzione delle aliquote sul reddito per il ceto medio, differita dal 1997 al 2003 a livello comunale anche per effetto di un’iniziativa parlamentare dell’allora deputato Carlo Donadini); il correttivo fiscale apportato per garantire la neutralità finanziaria del passaggio dall’imposizione biennale a quella annuale; la correzione della progressione a freddo (compensazione dell’aumento del carico fiscale sul contribuente provocato dal passaggio ad un’aliquota d’imposta più alta per effetto di una crescita nominale del reddito dovuta esclusivamente al rincaro); e il quarto pacchetto di sgravi fiscali (aumento deduzione per figli e persone a carico, modifica della scala delle aliquote per persone sole, ecc.). A causare apprensione e malcontento fra gli amministratori dei Comuni (si veda articolo sopra) non sono tanto gli effetti dei due pacchetti fiscali (più o meno noti da tempo e quindi anticipabili), né quello della correzione – dovuta per legge – della progressione a freddo. La controversia principale sorge attorno al meccanismo introdotto dal Consiglio di Stato per garantire la neutralità finanziaria del passaggio dal sistema di tassazione biennale a quello annuale. Si trattava in sostanza di non far pagare ai contribuenti più di quanto avrebbero dovuto pagare se si fosse andati avanti con il vecchio sistema. «Il metodo praenumerando biennale utilizza come base di computo i redditi conseguiti nei due anni precedenti il biennio fiscale. Il metodo postnumerando annuale utilizza invece (...) il reddito conseguito nel medesimo anno fiscale. Pertanto, nell’ipotesi indicata di crescita nominale del 3,5 per cento [la crescita media degli ultimi 20 anni, ndr], il passaggio alla tassazione annuale comporterebbe l’utilizzo di un reddito di riferimento più elevato, che senza un intervento correttivo provocherebbe un maggior carico fiscale per i contribuenti», spiegava il Consiglio di Stato nel messaggio del 6 luglio 2001 (approvato nel dicembre 2002 dal Gran consiglio) con il quale proponeva una riduzione della scala delle aliquote del 7,12249 per cento. Sin dall’inizio era chiaro che se la crescita fosse stata inferiore alle attese ci sarebbe stato di fatto uno sgravio, mentre se ci fosse stata una crescita effettiva superiore al 3,5 per cento il passaggio alla tassazione annuale si sarebbe saldato con un aggravio fiscale. Nel 2003 si è verificato il primo scenario. Le previsioni si sono rivelate sballate, e di parecchio (un caso?). Alla fine dell’anno Consiglio di Stato e Gran consiglio hanno così iscritto a preventivo 2004 un aumento una tantum del 3,823 per cento delle imposte cantonali (quelle comunali sono escluse, ma il Ps propone di estendere la misura anche ai Comuni) sul reddito delle persone fisiche. Una correzione insufficiente di una manovra fiscale dai risvolti poco chiari, secondo il municipale di Gordola Bruno Storni: «A fine 2003 il governo aveva tutti i dati per correggere il tiro, per fare una neutralizzazione più realistica in base al rincaro o alla crescita effettivi degli anni 2001-2002. Non hanno fatto nulla, a dispetto di quanto promesso nel messaggio sull’ultima modifica della Legge tributaria. Così, in sordina, hanno fatto passare il più grande sgravio fiscale alle persone fisiche negli ultimi anni. Abbiamo litigato su 30 milioni [quelli in votazione il 16 maggio scorso, ndr], quando invece globalmente lo sgravio occulto è superiore a questa cifra di svariate decine di milioni di franchi: un colpo da maestro di Marina Masoni». "Il Consiglio di Stato ci informi" Le simulazioni eseguite dal municipale socialista di Gordola Bruno Storni e le lamentele del Municipio di Arbedo-Castione (si veda articolo sopra) hanno attecchito questa settimana a Palazzo delle Orsoline. Il Consiglio di Stato è stato chiamato a dare delle spiegazioni e a fare delle simulazioni sull’impatto che sgravi fiscali e meccanismo di neutralizzazione (si veda articolo sotto) avranno sul gettito delle persone fisiche a livello comunale. Nella seduta di lunedì del Gran consiglio, il deputato Plrt e sindaco di Sant’Antonino Christian Vitta ha presentato assieme ai colleghi di partito Andrea Giudici e Jean-François Dominé (sindaco di Biasca) un’interpellanza (sottoscritta da una trentina di deputati di tutti i partiti) con la quale chiede al Consiglio di Stato da un lato di dare informazioni ufficiali sull’evoluzione dei gettiti nei singoli comuni, dall’altro di avviare una riflessione di fondo sulla revisione dei compiti dello Stato e sui flussi finanziari Cantone/Comuni prima di trasferire nuovi oneri ai Comuni. «I Comuni – spiega Christian Vitta ad area – hanno già chiuso i consuntivi 2003, presto dovranno affrontare i preventivi 2005, poi dovranno chiudere i conti 2004: se non hanno nessuna indicazione di simulazioni ufficiali da parte del Cantone si pone il problema di come valutare i gettiti. La preoccupazione è che dei Comuni, non tenendo conto dell’impatto dei cambiamenti tributari, li sopravvalutino».

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Venerdì 25 Giugno 2004

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