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Come potete giudicar

di

Sabina Zanini
Siamo sulla soglia di una sempre più imminente guerra all’Iraq. E questa primavera molti balconi sono fioriti di quei drappi a strisce, coi colori dell’iride. A bandiera, a festone, ognuno come gli pare, dice “pace”. Una protesta poco rumorosa ma visibile e c’è chi se ne sente disturbato. In Ticino alcuni amministratori condominiali si sono ribellati contro questa poco estetica ostentazione pacifista. Evviva la libertà di espressione. E lunga vita ai gravi problemi che angustiano questi signori. Non solo. C’è pure chi indossa, con elegante disinvoltura, i panni infeltriti e muffosi dell’inquisitore. Bisogna esaminare le coscienze, vagliare l’ortodossia di questi pacifisti estemporanei: chi espone la bandiera è autenticamente pacifista? Magari uno dice “pace” ma pensa “peste agli americani”. Magari. Intanto la bandiera dell’asse della pace non ha connotazione politica di alcun tipo, cosa che deve spiegarne, almeno in parte, il dilagante successo. Dice solo “pace”, cosa che, possiamo considerarlo un fatto obiettivo?, non reca offesa a nessuno. Se l’opinione pubblica nel nostro paese è per più dell’80 per cento contraria a questa guerra vuol dire che quel crogiuolo è tanto ampio quanto eterogeneo. Non ci sguazzano solo ostinati, irriducibili detrattori degli Usa. Tra l’altro gli americani non sono soli nella loro bellicosa risoluzione ma hanno i loro paggi, paggetti, lacchè e fidi scudieri. Piuttosto a qualcuno risulta indigesto il mostriciattolo giuridico che è stato partorito, la “guerra preventiva”. Anche una parte dell’opinione americana è contraria a questa guerra, senza per questo augurare al proprio paese di sprofondare nell’abisso. Esporre quella bandiera è da ingenui? Può darsi. Eppure potrebbe anche voler dire: optiamo per una risoluzione pacifica del problema Saddam Hussein, al quale può andare la nostra più viva e ben riposta antipatia. Procediamo col suo disarmo e spodestiamo il tiranno. Ma perché bombardare uno Stato che alla fine potrebbe rivelarsi derelitto? Perché bombardare il popolo iracheno, comparsa innocente? Sarebbe indegno dell’asse del bene. Sarebbe indegno da parte di chi abita sulla sponda grassa del mondo e che spesso una guerra non l’ha mai vista da vicino. Allora chi è contro questa bandiera le opponga il suo autentico, veritiero, inappuntabile e incontestabile drappo. Non si può. Non vogliamo sposare la logica brutale del “o con noi o contro di noi”. Appunto, questa bandiera è una maniera per ribellarsi a quell’infausto aut-aut. Quanto alle coscienze, ognuno stia in pace con la propria, finalmente.

Pubblicato

Venerdì 14 Marzo 2003

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