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Sanità e giustizia sociale

Colpo al cuore!

Il Cardiocentro ha un tesoro nascosto di 200 milioni di marchi

di

Daniele Fontana

 

Sono stati trovati, nascosti in paradisi fiscali, gli oltre 300 milioni di marchi dell’eredità del «re delle Terme» germanico Eduard Zwick. Duecento di questi milioni si trovano in un Trust di cui beneficiari sono, tra gli altri, il dottore luganese Tiziano Moccetti ed il Cardiocentro Ticino. La scoperta ha grosse ripercussioni politiche: nel Consiglio di Fondazione del Cardiocentro sedeva, sino alla sua nomina in Governo, anche l’attuale Consigliere di Stato ticinese Luigi Pedrazzini. Tiziano Moccetti è deputato in Gran consiglio e membro della Commissione sanitaria. Nessuno di loro ha ad esempio informato il Parlamento di questa colossale fortuna al momento in cui il Governo ha chiesto un finanziamento pubblico di 6,6 milioni di franchi per il Cardiocentro. Ma gli interrogativi sono molti altri ancora, non da ultimo quelli di natura fiscale. Eduard Zwick, il cui nome è al centro del vortice che sta travolgendo la Csu nel Land bavarese, aveva accumulato debiti per oltre 70 milioni di marchi con il fisco tedesco. Nel 1982 fuggì in Ticino per sottrarsi alla giustizia. Al momento della sua morte lasciò 30 milioni di franchi per la creazione del Cardiocentro di cui direttore sanitario è diventato proprio il dott. Moccetti. Gli eredi hanno però sempre affermato che il patrimonio paterno ammontasse ad oltre 300 milioni di marchi. Somma enorme di cui si erano completamente perse le tracce. Sino ad oggi, quando l’amministratore della successione Zwick ha trovato ... il tesoro e le implicazioni personali.

 

 

E così, al calduccio di un «Trust» il Cardiocentro nasconde spudoratamente la bellezza di 200 milioni di marchi. Tra i beneficiari di questa enorme somma figurano il dott. Tiziano Moccetti (per un terzo, a titolo personale) ed il Cardiocentro (per un altro terzo). La vicenda che abbiamo potuto ricostruire è perlomeno clamorosa soprattutto per le implicazioni politiche ad essa connesse. Siamo di fronte ad una storia di eredità multimilionaria contestata e di decine di milioni di marchi sottratti al fisco tedesco, che si intreccia con il finanziamento illecito della politica inserendosi nella piena che travolge la Cdu, in questo caso la Csu bavarese (cfr. articolo sotto). All’origine vi è la nota vicenda Eduard Zwick, il «benefattore » germanico grazie al quale la Fondazione Cardiocentro Ticino (di cui Giorgio Giudici è oggi il presidente) è entrata in possesso dei 30 milioni di franchi con cui si è proceduto all’edificazione della struttura sanitaria privata. La donazione di quei 30 milioni, si sa, è stata contestata dagli eredi di Zwick (la vedova, tre figli legittimi e altrettanti illegittimi) che, in base alla quota definita dalle Leggi svizzere (i 3/4 della massa ereditaria), chiedono ciò che loro spetterebbe di diritto. Meglio: gli eredi hanno sempre affermato che l’eredità lasciata dal padre ammonterebbe complessivamente a oltre 300 milioni di marchi. Un capitale enorme volatizzatosi alla morte di Zwick e che dovrebbe andare - nonostante i contrasti sorti in vita con il padre - alla comunità ereditaria.

 

C’è di più: la vedova signora Zwick si considera proprietaria di metà di questo ingente patrimonio. «Le tracce di quei 300 milioni si perdono nelle sabbie dei paradisi fiscali», aveva affermato nel settembre dello scorso anno alla stampa Günter Kohlmann, l’avvocato tedesco di Johannes Zwick, figlio di Eduard. Ed invece sembra proprio che oggi le tracce siano state dissepolte, sino al bottino, da un segugio luganese: l’avv. Fabio Soldati, amministratore della successione Zwick, incaricato di accertare l’esistenza del resto dell’eredità. Il risultato di questa ricerca è certo un fatto di fondamentale importanza nella causa promossa dagli eredi, ma è anche la chiave di volta di una dimensione politica inimmaginabile. Con un lavoro pazientissimo l’avv. Soldati sarebbe riuscito a reperire la totalità di questa eredità occultata in paradisi fiscali. In particolare la parte più consistente di essa (200 milioni di marchi) sarebbe andata a costituire il patrimonio di questo Trust di cui beneficiario diretto è stato, sino alla sua morte, lo stesso Zwick.

 

Dopo la sua dipartita, come detto, beneficiari sono divenuti il dott. Tiziano Moccetti ed il Cardiocentro medesimo. Il fatto ha delle implicazioni dirette ad alto livello per il Ticino visto che l’avv. Luigi Pedrazzini è stato membro del Consiglio di Fondazione sino alla sua nomina a Consigliere di Stato. Una presenza oltremodo imbarazzante per più motivi. Anche se volessimo trascurare eventuali aspetti penali (il contenzioso tra gli eredi, la vedova in particolare, e i beneficiari della somma stratosferica implica anche l’ipotesi del reato di tentata appropriazione indebita) rimane di certo quello fiscale (il fisco tedesco reclama oltre 70 milioni di marchi nei confronti di Eduard Zwick, e quindi il recupero della massa ereditaria permetterebbe di pagare integralmente questo debito). Ma soprattutto a destare scalpore è la dimensione politica. Come è possibile infatti che mai Luigi Pedrazzini abbia dato informazioni pubbliche sull’esistenza di un simile tesoro di cui beneficia il Cardiocentro: né quando era membro del Consiglio di amministrazione dell’Ente ospedaliero cantonale, né quando, come Consigliere di Stato, questa estate ha approvato il messaggio per un finanziamento straordinario per 6,6 milioni di franchi del centro? E come ministro dell’Interno ha segnalato alle autorità fiscali l’esistenza di questo Trust?

 

La questione si fa, se possibile, ancora più delicata per il medico-direttore del Cardiocentro Tiziano Moccetti. Oggi deputato in Gran Consiglio e membro della Commissione sanitaria, perché non ha mai informato i suoi colleghi (in particolare quelli della gestione) dell’esistenza di un simile patrimonio? Anzi, quando la Gestione decise per un finanziamento unico e irripetibile del Cardiocentro, in televisione arrivò persino a dire: «ci stanno derubando»! Perché egli figura come beneficiario diretto per un terzo dell’enorme somma quando il Cardiocentro è esso stesso beneficiario per un altro terzo? Essere beneficiari cosa comporta in termini finanziari? E infine, in via generale, le transazioni a favore del Cardiocentro avvengono fiscalmente in modo regolare?

Pubblicato

Mercoledì 3 Ottobre 2018

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Sanità e giustizia sociale
04.10.2018

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