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Chi sbaglia almeno impari

di

Franco Cavalli
Un anno fa per una manciata di voti mancai l'obiettivo di essere il primo socialista ticinese ad accedere alla Camera alta. Se qualcuno legge queste righe, si domanderà perché mai ritiri fuori questa storia, dai più ormai dimenticata. Lo faccio perché penso che da quei fatti ci sarebbero state lezioni da trarre, ma ci si è ben guardati dal farlo. Ricapitolo perciò gli eventi. Nove mesi prima delle elezioni federali dell'ottobre 2011 proposi al Partito socialista (Ps) di considerare una mia doppia candidatura, per il Nazionale e per gli Stati. Simili doppie candidature i socialisti le hanno fatte in diversi cantoni e quasi sempre con successo. Il mio ragionamento era semplice: senza una seconda candidatura profilata, oltre a quella di Marina Carobbio, arrischiavamo fortemente di perdere il secondo seggio al Nazionale. Visto poi che il Partito liberale radicale ticinese (Plrt) non avrebbe ricandidato Dick Marty, ma avrebbe presentato una candidatura meno forte, c'era la possibilità d'ottenere anche questo seggio. Siccome la matematica non è un'opinione, mi pare di poter oggi affermare che quel mio calcolo era esatto e che con una mia doppia candidatura avremmo centrato entrambi gli obiettivi. Credo che nella storia ticinese, ma forse anche in quella svizzera, non ci sia mai stato un partito che abbia "quasi volontariamente" rinunciato a due seggi in Parlamento! Torniamo ai fatti per capire perché dico "quasi volontariamente": alla mia proposta seguirono mesi di melina, senza vere discussioni politiche, anche se c'era chi, tra i leader socialisti, dichiarava pubblicamente che "un estremista come Cavalli non può essere candidato". Due erano le ragioni dell'opposizione alla mia doppia candidatura. C'era chi temeva che una mia elezione avrebbe portato ad uno spostamento a sinistra del Ps: quando si tratta di lotta per il potere, la destra socialdemocratica sa usare tutte le armi, anche le peggiori. Personalmente ne avevo già fatto le spese quand'ero capogruppo a Berna. Inoltre, in un partito che aveva un encefalogramma ormai quasi piatto, molti non tolleravano che io ed altri compagni avessimo lanciato un paio d'anni prima (senza il benché minimo scopo elettorale!) "Prospettive socialiste", organo di discussione che voleva semplicemente ravvivare il dibattito all'interno del partito. E intanto il tempo passava … Quando non riuscirono poi, nonostante una ricerca spasmodica, a trovare un altro possibile candidato per gli Stati e dovettero quindi obtorto collo accettare all'ultimo momento la mia candidatura, eravamo ormai fuori tempo massimo per poter organizzare una campagna elettorale degna di questo nome. Tanto più che la parola d'ordine già fatta trapelare in precedenza "votare anche Abate per evitare Morisoli" aveva fatto il suo corso e spiega quella manciata di voti mancati alla fine, nonostante il risultato storico da me ottenuto. Contro venti e maree. E così si persero due seggi praticamente sicuri. E a Berna due voti contano: basti pensare per esempio che Blocher era stato eletto in Consiglio Federale per un solo voto di differenza. Se alla mia proposta di doppia candidatura, fossero seguite discussioni politiche, invece di trastullarsi con le nostre quisquilie nostrane, forse questi argomenti avrebbero prevalso. Ma non c'è peggior sordo di chi non vuol ascoltare, ed è altrettanto difficile far riconoscere gli sbagli a chi preferisce nascondere verità spiacevoli sotto lo zerbino.

Pubblicato

Venerdì 7 Dicembre 2012

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