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Chi più costa meno serve

di

Gianfranco Helbling
Lo stipendio indica sempre il valore della prestazione lavorativa offerta? No. Anzi, spesso i salari più elevati vanno a chi con la sua prestazione lavorativa distrugge anziché generare ricchezza. La crisi finanziaria ce lo aveva fatto intuitivamente capire. Ora una ricerca condotta in Inghilterra lo conferma.

Le disparità salariali sono sempre più al centro dell'attenzione. I bonus attribuiti ai manager delle banche e delle società finanziarie all'origine della crisi attuale lasciano intuitivamente intendere che non sempre coloro che guadagnano di più sono quelli che forniscono la prestazione lavorativa più preziosa per l'insieme della società. A confermare questa intuizione è giunta recentemente una ricerca realizzata dalla New Economic Foundation (Nef) in Inghilterra. Essa giunge alla conclusione che, ad esempio, un normale direttore di banca attivo nella City londinese distrugge con il suo lavoro sette volte la ricchezza che crea. Viceversa, una maestra di un asilo nido crea 9,43 franchi di ricchezza per ogni franco di salario percepito. Certo ci vuole cautela nel considerare le singole cifre di questa ricerca nel dettaglio, in particolare perché esse si riferiscono alla realtà inglese, specie per quanto attiene ai salari. Tuttavia il lavoro svolto dalla Nef offre una serie di spunti anche per il dibattito in corso in Svizzera sul livello delle retribuzioni dei manager e sui salari minimi.
I ricercatori della Nef hanno analizzato sei mestieri sia del settore pubblico che di quello privato (cfr. sotto). Essi hanno tenuto conto non solo degli effetti diretti di una determinata attività professionale, ma anche delle sue ricadute indirette, troppo spesso trascurate. Ad esempio una addetta alle pulizie di un ospedale non solo pulisce camere e corridoi rendendo più piacevoli e igienici gli ambienti, ma permette anche di prevenire una serie di infezioni che, in termini di costi sanitari e di perdita di guadagno, ma anche di minore produttività e di prestazioni fornite dallo Stato, potrebbero avere costi estremamente elevati. I ricercatori della Nef hanno così dimostrato che molto spesso i mestieri meno pagati sono anche quelli con un valore sociale maggiore: mestieri cioè che contribuiscono direttamente alla coesione delle famiglie e delle comunità. Non solo: è anche frequente che i mestieri ad alto valore sociale sono spesso esercitati dalle donne. La conclusione è chiara: il mercato non riconosce e non onora in maniera adeguata il valore del lavoro fornito da chi esercita professioni quali la maestra di scuola dell'infanzia, la donna delle pulizie in un ospedale o l'operatore ecologico addetto al riciclaggio dei rifiuti. Occorre quindi stabilire una relazione più chiara fra il nostro salario e il valore che il nostro lavoro genera per la società.
Per raggiungere questo obiettivo i ricercatori della New Economic Foundation formulano, a conclusione del loro lavoro, una serie di raccomandazioni. Eccone alcune:
•    Si deve mettere un limite massimo ai salari più elevati nelle singole imprese sotto forma di multiplo dei salari più bassi. Determinante per la definizione di questo multiplo è il valore sociale creato da chi è ai vertici dell'azienda. In questa direzione va l'iniziativa popolare federale "1:12" lanciata dalla Gioventù socialista, di cui è in corso la raccolta delle firme: essa vuole che in una stessa ditta il salario più alto corrisponda al massimo a 12 volte il salario più basso.
•    I prezzi di beni e servizi devono rispecchiare anche i costi sociali e ambientali dovuti alla loro produzione: fino a quando questi costi saranno scaricati sulla collettività (cioè sullo Stato) non vi sarà alcun incentivo ad avere un sistema economico che rispetti i valori fondamentali che una società si è data.
•    Occorre lanciare una politica industriale verde per creare nuovi posti di lavoro nel settore delle tecnologie ecocompatibili che possano sostituire i posti di lavoro poco qualificati tipici dell'attuale sistema industriale. In Svizzera il Partito socialista (Pss) ha appena lanciato un'iniziativa popolare detta "Cleantech" che mira a creare 100 mila nuovi posti di lavoro nel settore delle nuove tecnologie verdi. Il sindacato Unia ha dal canto suo proposto un Fondo per la produzione da investire in questo ambito.
•    Si deve incoraggiare forme alternative di proprietà come le cooperative che sono strutturate sull'idea di collettività e condivisione.
•    Urge ridefinire radicalmente il ruolo delle piazze finanziarie, che devono tornare al servizio dell'economia, e non viceversa. Si serve sostituire le megabanche troppo grandi per fallire con piccoli istituti specializzati nel sostegno alla creazione di valori sociali. È necessaria l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie per compensare almeno in parte i danni che queste generano alla collettività.
•    È ora di investire in asili e strutture d'accoglienza per bambini e di estendere i congedi parentali, specialmente a beneficio dei padri.

Quadro bancario
La crisi non ci sarebbe stata senza le operazioni ad altro rischio effettuate dall'élite bancaria sui mercati finanziari. L'inchiesta della Nef attribuisce la responsabilità del crollo dei mercati a quelle poche migliaia di quadri bancari londinesi che in un anno intascano più di 1,6 milioni di franchi in bonus. La ricchezza bruciata in Inghilterra nel corso di questa crisi dei mercati è stimata in 4 mila 300 miliardi di franchi, ossia 1 miliardo di franchi per ogni quadro bancario della City. Ognuno di essi nel corso della sua ventennale carriera, durante la quale c'è almeno una crisi,  crea ricchezza per circa 7,5 milioni di franchi all'anno, ma ne distrugge per un valore di circa 53,5 milioni. Si può quindi dedurre che un quadro bancario distrugge 7 franchi di ricchezza per ogni franco creato.

Maestra d'asilo
Gli asili nido permettono ai genitori di conseguire un reddito. Così cresce la produttività del sistema economico, mentre lo Stato ha maggiori entrate fiscali e minori costi per prestazioni sociali. Il calcolo della Nef però tiene conto solo dell'incremento del reddito delle famiglie. Se ogni docente di un asilo nido si può occupare di 5 bambini, ognuno di essi permette di creare ricchezza per 125 mila franchi a fronte di un salario di 20 mila franchi (stipendi inglesi). Ma anche i bambini beneficiano di un inserimento negli asili nido in termini di formazione, per un valore quantificabile in 43 mila franchi all'anno. Considerando il maggiore guadagno dei genitori e il valore dell'educazione dei bambini risulta che una maestra d'asilo crea 9,43 franchi di ricchezza per ogni franco di salario percepito.

Pubblicitario
Il calcolo per gli addetti dell'industria pubblicitaria si basa sul concetto di sovraconsumo, ossia sul fatto che consumiamo più di quanto ci occorra e che questo ha costi ambientali e sociali. In Inghilterra c'è un consumo inutile di 275 miliardi di franchi all'anno. Di questi, 48 miliardi sono attribuibili alla pubblicità. Questo sovraconsumo causa ogni anno all'Inghilterra costi ambientali per 136 miliardi di franchi e costi sociali (comprendenti obesità, ansia e indebitamento) per 25 miliardi. D'altro canto l'industria pubblicitaria dà lavoro in Inghilterra a 17 mila persone, che con il loro salario acquistano beni e servizi e pagano le imposte. Nel complesso risulta quindi che ogni pubblicitario per un franco di ricchezza creata genera costi alla società pari a 11 franchi e 50 centesimi.

Donna delle pulizie
I ricercatori della Naf hanno cercato di stabilire il contributo in termini economici di un'addetta alle pulizie di un ospedale. Si calcola che ognuna di esse permette di evitare da 5 a 9 infezioni da batterio Mrsa ogni anno, la cui cura costa circa 15 mila franchi per ogni singolo caso. A questi vanno aggiunti i costi indiretti causati dalla malattia al paziente, alla sua famiglia, al datore di lavoro, allo Stato ecc... Si calcola che ogni donna delle pulizie di un ospedale permette di risparmiare costi indiretti per circa 100 mila franchi all'anno. Infine le donne delle pulizie degli ospedali contribuiscono in molti altri modi al buon funzionamento dell'istituto. Complessivamente quindi per ogni franco di salario guadagnato ogni donna delle pulizie di un ospedale ne genera almeno altri 10.

Fiscalista
In Inghilterra ogni anno vengono evase imposte per un ammontare complessivo di 40 miliardi di franchi. Se questi soldi fossero effettivamente versati allo Stato e venissero impiegati per un'adeguata presa a carico di bambini in età prescolastica e per l'istituzione di congrui congedi parentali si genererebbero ricchezze per ulteriori 80 miliardi di franchi. In Inghilterra sono attivi circa 14 mila fiscalisti, ognuno dei quali, consigliando come evadere le imposte, contribuisce quindi ad impedire la generazione di nuova ricchezza per 5,7 milioni di franchi. La ricchezza creata dal settore corrisponde ai salari versati, rispettivamente ai guadagni percepiti, pari mediamente a 120 mila franchi. Ne consegue che a fronte di un franco di ricchezza generata un fiscalista ne distrugge 47.

Operatore ecologico
Il contributo economico degli operatori ecologici addetti al riciclaggio dei rifiuti è dato da un lato dai costi risparmiati grazie al minor inquinamento e all'uso più razionale delle risorse, dall'altro da effetti indiretti quali un maggiore apprezzamento del territorio se questo non è rovinato da deponie ecc... Il valore totale del contributo dato dal riciclaggio all'economia globale è spesso ampiamente sottostimato. Si ritiene che la ricchezza creata da ogni addetto al riciclaggio dei rifiuti è pari a circa 241 mila franchi all'anno, cifra che sale a 275 mila franchi all'anno se si tien conto anche dell'uso più razionale delle risorse. Considerando un salario medio (inglese) di 22 mila franchi all'anno, si deduce che ogni addetto al riciclaggio crea 12 franchi di ricchezza per ogni franco che guadagna.

Pubblicato

Venerdì 2 Aprile 2010

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