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Che noia la vita, meglio i sogni

di

Cristina Foglia
Uno la mattina si alza, guarda in faccia a sua moglie, ancora carina nonostante non abbia più la freschezza della gioventù, fa colazione coi suoi figli, aiuta la piccola a versare il latte nei cereali e si fa raccontare qualcosa dal più grande, che ha ancora la faccia da sonno. Quadretto reale, come ce ne sono tanti. Da vedere po’ di corsa, con la confusione inevitabile delle cose fatte dentro tempi stretti, magari con la televisione che trasmette i disegni animati, o la radio che ci serve la nostra dose quotidiana di disgrazie e canzonette. Insomma, la famiglia. E poi il lavoro, un lavoro normale, con i suoi alti e bassi, qualche problema ogni tanto, ma nell’insieme capace anche di dare qualche soddisfazione. I soldi non sono tanti, ma se si sta un po’ attenti si riesce ad andare a sciare qualche volta la domenica, in vacanza d’estate e ogni tanto anche a mangiare la pizza tutti insieme. È questa la vita? Sì. E a ben guardare ce n’è abbastanza per essere contenti. Salute buona: con qualche percorso-vita la ciccia rimane sotto controllo. I figli sono sani, simpatici, i suoceri non rompono troppo. E allora cos’è ’sta noia? Accendi la tivù: giocano ai quiz con i premi milionari. Tensione altissima, musica misteriosa, sguardo attento del conduttore che sa tutte le risposte ma non ti aiuta. E dentro il riquadro luminoso brilla la cifra del miraggio, la vincita che ti cambierebbe la vita. Formidabile il successo di queste trasmissioni che sono uguali in ogni paese, con variazioni nella pettinatura del conduttore o nell’arredamento spaziale degli studi televisivi. Al bar o a casa, tutti lì a dire cosa farebbero se quella cifra fosse per loro. Ti concentri su quel sogno e dimentichi di avere un marito che è un bravo padre per i tuoi figli. Ma non ti sfugge che non assomiglia al presentatore, capelli folti e vestito impeccabile. Sospiro. Cambi canale: l’ospite è una top-model che racconta la sua vita fra aeroporti, passerelle e vip. Tua figlia la guarda con sguardo adorante. È il suo sogno, anche se è cicciottella e non supera il metro e sessanta. Farebbe impazzire i compagni maschi se lei potesse essere così, soprattutto quel cafone della terza C che si dà tante arie. Pubblicità: una chioma lucida, una massa di seta, scopre un paio di labbra rosse che sorridono allo shampoo miracoloso. E lungo la strada di casa troneggia la pubblicità dei casinò, del Lotto, degli Euromillions… L’isoletta deserta ai tropici, l’amaca e il cocktail con l’ombrellino. Miraggio, miraggio e ancora miraggio. Come fa uno a non sentirsi tapino nel suo quotidiano? Per i nostri vecchi l’adagio era “finché c’è la salute…” Era il loro modo di sopportare tutto, a volte troppo. Propongo una campagna in controtendenza con cartelloni pubblicitari che dicono “ faccio il falegname e me ne vanto”, “sono segretaria e mi piace il mio lavoro”, oppure “Ho tre figli meravigliosi, cosa volere di più dalla vita?”

Pubblicato

Venerdì 5 Maggio 2006

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