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Che culo!

di

Mauro Marconi
Empatia, ovvero sia la capacità di mettersi al posto dell’altro. Quando ho scoperto dapprima la parola poi il concetto di empatia andavo già all’università. Ora glieli insegnano agli apprendisti (essere in empatia con il cliente, con il collega, con il superiore)… io ci provo: vediamo se mi riesce di entrare in empatia con Alexandre G., direttore generale di C. una ditta francese. Dunque: sono direttore di una ditta che ha appena cambiato nome e devo trovare un modo di farmi un’altisonante pubblicità. Siamo alla fine dell’anno. Semplice, faccio un calendario con su le donne nude! Troppo semplice… ci sono: faccio un calendario con su i miei dipendenti nudi! Wow, geniale!!! Sarà nato così il calendario con le foto dei “salariés à poil” che C. si appresta a distribuire a clienti e fornitori per il terzo anno consecutivo? Non lo so. So solo che C. è un’azienda attiva nel settore edile, che ha 180 dipendenti, di cui 22 si sono messi a disposizione per posare nudi su un calendario che è stato stampato e distribuito in 3000 copie. La voce padronale sostiene che i dipendenti hanno aderito con entusiasmo al progetto, tant’è che (dice) «quasi tutti gli uomini volevano partecipare». Per me, i casi sono tre: • o il personale di C. è costituito da donne in una misura superiore al 60 per cento (caso strano per una ditta edile), • o i dirigenti di C. non sanno fare i conti (poco probabile visto che l’azienda è in espansione), • o i dirigenti di C. non ce la raccontano giusta. In ogni caso, questa vicenda è l’ennesima conferma di quanto invadente ed invasivo sia diventato oggi giorno il lavoro salariato. I sciur padroni dalle braghe bianche prima han voluto le braccia e niente cervello (guai se il lavoratore lo usava, poteva causare disordini). Poi hanno preteso le braccia ed il cervello (loro la chiamano intelligenza emotiva). Ora esigono braccia, cervello ed il resto è mancia. La trasformazione della persona del lavoratore in oggetto è completa: lo è nella misura in cui è in balia dei capricci del padrone (serve a poco che anche lui si faccia ritrarre in fotografia), e lo è nella misura in cui il calendario è ricercato e posseduto da persone estranee al rapporto contrattuale. I clienti non parlano più con la signora B. o il signor A., ma con il mese di ottobre piuttosto che con quello di dicembre. Con buona pace di quella cosa antica che chiamavamo dignità. Le testimonianze di chi ha posato la dicono lunga su quanto profonda sia questa perdita. C’è tra loro chi giudica l’iniziativa come estremamente positiva, perché gli ha fornito «uno strumento di comunicazione eccezionale»: la possibilità di usare il proprio corpo o, peggio ancora, quello del collega per fare far soldi al sciur padron. Ed il culo del titolo? Bè, un po’ è quello onnipresente sul calendario di C.. Un po’ è il mio, che agli editori di area l’idea non gli è ancora passata per la testa. Un po’ è il vostro: dubito che Pedrina ed Ambrosetti nudi siano un gran bel vedere. (E sempre allegri bisogna stare… con tutto quel che segue).

Pubblicato

Venerdì 26 Novembre 2004

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