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Che "cosa" fa paura alla destra

di

Silvano De Pietro
L'iniziativa  popolare "Utili della Banca nazionale per l'Avs" – detta anche iniziativa "Cosa" (da Kosa, sigla tedesca del Comitato per un'Avs più sicura) – sulla quale il popolo voterà il 24 settembre, «costituisce un elemento centrale della politica sociale del Pss», di cui è anzi «uno dei maggiori e più importanti obiettivi di quest'anno». Ad affermarlo è Hans-Jürg Fehr, presidente del Pss, per il quale l'iniziativa «è anche una sfida lanciata ai partiti ed alle organizzazioni che si lasciano condurre dall'Udc verso una politica di smantellamento sociale e si sono uniti in una coalizione anti-Avs». In che cosa consiste questa sfida di cui parla Fehr? La risposta va cercata  su due livelli, quello politico e quello dei contenuti dell'iniziativa "Cosa". Sul piano politico, occorre tener presente che l'Udc aveva già preteso la destinazione all'Avs del surplus delle riserve d'oro della Banca nazionale svizzera (Bns). Questo postulato aveva a suo tempo ottenuto quasi la metà dei voti popolari; ma oggi si può constatare che si trattava di una proposta meramente populistica e non dell'espressione di una politica favorevole all'Avs.

Lo dimostra il fatto che l'Udc s'è dichiarata favorevole  alla diminuzione delle rendite prevista dal progetto di 11esima revisione dell'Avs. Inoltre, questo partito chiede, con un'iniziativa popolare, la riduzione delle prestazioni dell'assicurazione malattia; combatte in prima fila per il taglio delle indennità giornaliere dei disoccupati; vuole sopprimere a danno degli handicappati alcune prestazioni dell'assicurazione invalidità. Ora, l'iniziativa "Cosa" va nel senso opposto a questa politica di smantellamento sociale, e dunque è una sfida a quei partiti ed organizzazioni che a parole sostengono l'Avs e la sicurezza sociale, ma in pratica appoggiano l'orientamento antisociale dell'Udc e dell'economia.
Sul piano dei contenuti, ciò che vuole l'iniziativa è presto detto: destinare all'Avs gli utili miliardari che produce la Banca nazionale svizzera. L'idea è venuta al consigliere nazionale Rudolf Rechsteiner (intervistato nell'articolo sotto), di Basilea, che nel 2000 contattò l'ex consigliere federale Hans Peter Tschudi (deceduto nel 2002) e l'ex presidente del Pss Helmut Hubacher, con i quali (e con altri) ha fondato il comitato "Cosa" di cui è presidente. Troppi politici borghesi – è stata la riflessione condotta da questo comitato – prendono le distanze dall'Avs e dai suoi problemi di finanziamento futuro, mentre 2,5 miliardi di franchi vengono  ogni anno distribuiti dalla Bns a Confederazione e Cantoni che adoperano questo denaro per ridurre le imposte soprattutto a favore dei redditi alti. In  altre parole, i dividendi della Bns vengono in qualche modo "privatizzati": una prassi intollerabile mentre si è alla ricerca di un sistema efficace e socialmente compatibile per finanziare il "primo pilastro" della previdenza per la vecchiaia.
L'iniziativa propone quindi che gli utili prodotti dalla Banca nazionale vengano versati al fondo di compensazione dell'Avs, tranne un miliardo di franchi da destinare ai cantoni (che detengono la maggioranza del capitale della Bns). Dal 1988 la Bns ha fruttato in media 3,345 miliardi di franchi all'anno di guadagni netti. In base alla chiave di ripartizione attualmente in vigore, i due terzi degli utili della Bns spettano ai Cantoni ed un terzo alla Confederazione. Ma per compensare le ovvie oscillazioni tra guadagni e perdite e stabilizzare il dividendo versato annualmente ai "padroni", negli anni Novanta è stata creata una "riserva di distribuzione" alimentata anch'essa con una parte degli utili. In tal modo la Bns ha pagato in questi anni con regolarità 2,5 miliardi di franchi a Confederazione e Cantoni, e quello che rimaneva andava ad alimentare la riserva di distribuzione che attualmente ammonta a 16,5 miliardi di franchi. Ma dal 2002, in base a un accordo tra Bns e Dipartimento federale delle finanze, tale riserva non viene più alimentata e gli attuali 16,5 miliardi basteranno fino al 2012. Come verranno distribuiti questi sedici miliardi e mezzo se l'iniziativa passerà, è questione controversa.
All'iniziativa si oppongono i Cantoni ed il Consiglio federale, oltre alla stessa Banca nazionale. Gli argomenti principali degli oppositori sono due. Il primo dice che, una volta esaurita nel 2012 la riserva di distribuzione, gli utili che verranno prodotti annualmente dalla Bns potrebbero anche essere inferiori ai 2,5 miliardi distribuiti in questi anni, e persino al miliardo che spetterà ai Cantoni. In tal caso, per l'Avs rimarrà poco o nulla; e l'iniziativa, pur approvata dal popolo, avrà  fallito il suo obiettivo. Il secondo argomento dice che, se pure gli utili della Bns dovessero mantenersi, come si presume a sinistra, sui 2,5-3 miliardi di franchi all'anno, quel miliardo e mezzo o due che andranno all'Avs saranno assolutamente insufficienti ad assicurare il mantenimento della prima assicurazione previdenziale svizzera nel medio-lungo periodo, poiché il fabbisogno finanziario dell'Avs, considerato il crescente invecchiamento della popolazione, sarà sempre più grande.
I promotori dell'iniziativa riconoscono comunque che i prevedibili problemi dell'Avs non saranno certo risolti definitivamente con gli utili della Bns. Ma lo scopo dell'iniziativa è di rafforzare la più importante assicurazione sociale, e di prepararla finanziariamente ad affrontare i maggiori costi derivanti dall'evoluzione demografica. Ciò significa che  verrà allontanata nel tempo la prospettiva di dover ridurre le rendite, o aumentare l'Iva, o prelevare dai salari un contributo più elevato. In tal modo, ne trarrebbero beneficio tutti: giovani e anziani, attivi e pensionati, l'economia ed i salariati. Senza contare che l'iniziativa, per il solo fatto di essere stata lanciata, si è rivelata molto utile all'Ai (Assicurazione invalidità), poiché ha indotto il Consiglio federale a destinare all'estinzione del debito dell'Ai quei 7 miliardi che la Confederazione ha incassato dalla vendita dell'oro eccedentario della Bns.
Come si vede, non è solo una questione di denaro. Secondo il presidente Fehr, «Chi dice sì all'iniziativa vuole un'Avs più sicura; chi dice no la vuole più debole», finendo così per dare manforte alla maggioranza borghese che vuole rifinanziare l'Avs tagliandone le prestazioni.

Le ragioni dell'iniziativa

Rudolf Rechsteiner, gli oppositori dicono che l'iniziativa "Cosa", se approvata, metterà sotto pressione la Bns, minacciandone l'indipendenza. Per la sinistra non è così. Perché?
La Banca nazionale rimane indipendente: secondo la legge, ed anche secondo l'iniziativa "Cosa", essa potrà determinare autonomamente quanti utili distribuire. La pressione politica sulla Bns non sarà maggiore di quella odierna, che vede la distribuzione degli utili fluire verso la Confederazione e i Cantoni. La novità è che ad approfittarne sarà anche l'Avs.
Il comitato dei promotori ha considerato che, se l'iniziativa passerà, la Confederazione avrà 800 milioni di franchi d'entrate in meno e i Cantoni oltre 600?
L'iniziativa tiene conto anche dei dubbi dei cantoni. Questi continueranno ad ottenere un miliardo di franchi all'anno, che è il doppio di quanto ricevevano in media negli anni Novanta. Inoltre, i cantoni e la Confederazione hanno già incassato dalla Bns 21,1 miliardi di franchi, quale ricavato dalla vendita dell'oro eccedentario. I loro debiti e interessi si sono quindi ridotti. Ulteriori mezzi finanziari provenienti dalla Bns finirebbero solo per stimolare la rovinosa concorrenza fiscale. È ora che invece vadano a sostenere l'Avs: è più importante avere rendite Avs sicure che nuove riduzioni fiscali per un piccolo ceto di privilegiati.
Se effettivamente, come dicono gli oppositori, gli utili della Bns si ridurranno dopo l'esaurimento della riserva di distribuzione, allora occorrerà trovare per l'Avs altre fonti di finanziamento a medio-lungo termine. Quali potrebbero essere? La sinistra ci ha pensato?
In futuro la distribuzione di utili non si ridurrà, ma aumenterà per effetto degli accantonamenti imposti dalla legge, che continueranno a far crescere il patrimonio della Banca nazionale. Prendiamo quindi per sicuro che dal 2012 la Banca nazionale potrà distribuire quasi due miliardi di franchi all'Avs e un miliardo ai cantoni. Se per l'Avs questo non dovesse bastare, il parlamento dovrà decidere nuovi finanziamenti: un aumento dell'Iva, o un'imposta nazionale di successione per le eredità superiori ad un milione di franchi. Tagli delle rendite Avs, come vengono proposte dal Consiglio federale, non dovrebbero mai essere consentiti: sono un tabù, e noi impugneremo sempre l'arma del referendum.
L'invecchiamento della popolazione è per l'Avs un problema reale o "gonfiato"?
Il problema è reale, ma la sua dimensione viene spesso esagerata. Da decenni si presagisce la rovina dell'Avs, ma non è mai successo niente perché si sono decise nuove entrate, come per esempio nel 1999 con un punto percentuale in più dell'Iva. L'Avs può sopportare bene i carichi crescenti, se ogni decennio si fanno affluire nel suo fondo le nuove entrate ottenute con un punto percentuale dell'Iva. Con l'iniziativa popolare "Utili della Banca nazionale per l'Avs" il prossimo aumento dell'Iva non sarà necessario prima del 2016. La vittoria del 'sì' garantirebbe quindi le rendite per i prossimi dieci anni.
In sintesi, perché il 24 settembre i cittadini dovrebbero votare sì all'iniziativa "Cosa"?
Stanno per arrivare alla pensione le generazioni degli anni del "baby boom"; e la Banca nazionale distribuisce più denaro che in passato. L'Avs non deve, nel medesimo tempo, rimanere a mani vuote. I guadagni della Banca nazionale rafforzeranno l'Avs e garantiranno le nostre pensioni. E per un tempo prevedibile renderanno inutile l'aumento dell'Iva.

Utili Bns, un'alternativa al rialzo dell'Iva

All'esame del parlamento federale vi sono in questo momento due riforme dell'Avs (l'11esima e la 12esima) che, in successione, dovranno garantirne il finanziamento prima a breve e poi a lungo termine. Anche se l'anno scorso l'Avs ha registrato un attivo di 2,4 miliardi di franchi, sul suo futuro grava l'evoluzione demografica: il numero dei pensionati praticamente raddoppierà nei prossimi decenni. L'attesa di vita, infatti, è salita a 85 anni per gli uomini e ad 89,5 anni per le donne, mentre il tasso di natalità è fermo ad 1,4 nascite per donna e gli ultrasessantacinquenni quasi raddoppieranno (+90 per cento) entro il 2050. Il guaio è che se oggi per ogni pensionato vi sono quattro persone in età lavorativa, tra 40 anni ve ne saranno soltanto due.
In questa prospettiva, gli utili miliardari della Banca nazionale svizzera sarebbero per l'Avs un vero toccasana. Secondo i promotori dell'iniziativa "Cosa", il versamento annuo di 1,5 miliardi di franchi da parte della Bns renderebbe superfluo aumentare l'Iva a sostegno dell'Avs per almeno 10 anni. Ma altri esperti sottolineano che a lungo termine gli utili della Bns saranno insufficienti. La crisi esploderà a partire dal 2013 (dal 2016, se passa l'iniziativa), quando il fondo Avs coprirà meno del 70 per cento delle sue uscite. A quel punto, secondo diversi economisti, bisognerà incrementare il tasso dell'Iva dall'attuale 7,6 all'8,8 per cento nei successivi 5 anni, al 10,6 per cento per altri 15 anni ed al 13,3 per cento intorno al 2040.
Per i sostenitori dell'iniziativa, tutto l'allarmismo che gli oppositori fanno intorno al problema del futuro dell'Avs è esagerato. Anche secondo l'Unione sindacale svizzera  (che ha promosso un'altra iniziativa, indipendente da "Cosa", che chiede venga finanziato il pensionamento anticipato a 62 anni per persone con reddito fino a 116 mila franchi) l'Avs non è affatto sull'orlo del precipizio finanziario. Per Colette Nova, segretaria dell'Uss e membro della Commissione federale dell'Avs, gli utili della Bns daranno più sicurezza all'Avs: considerata l'evoluzione demografica, ogni finanziamento suppletivo sarà «utile e soccorrevole». Insomma, senza drammatizzare, vanno destinate all'Avs le risorse che oggi ci sono e sulle quali si può contare, e vanno affrontati i problemi demografici futuri ricorrendo a fonti più cospicue al momento opportuno.

Pubblicato

Venerdì 25 Agosto 2006

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