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All’attuale Direzione del Partito Socialista Svizzero non sta molto a cuore la minoranza italofona. Che non è fatta soltanto di ticinesi e grigionesi, tra l’altro, ma questo è un dettaglio. Così in un’inserzione (in tedesco) il Pss annuncia urbi et orbi che cerca un/a collaboratore/rice per il segretariato centrale. Fra i requisiti «lingua madre francese o tedesco con buone conoscenze parlate e scritte dell’altra lingua». Un/a italofono/a con buone conoscenze del francese e del tedesco non entra neppure in linea di conto. Peccato, forse potrebbe spiegare al Pss che il Ticino non è poi così chiuso verso l’esterno, come mostra il voto di domenica sull’asilo. Su una cosa però quell’inserzione ha ragione: quando fra i requisiti indica «chaosresistente Persönlichkeit». La speranza è che il/la povero/a prescelto/a debba resistere solo al caos organizzativo, e non anche a quello politico.

Pubblicato il 

29.11.02

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