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Certificati medici e cassa pensione

di

Véronique Aeby
Frontaliere, mi sono ammalato

Abito in Germania ma lavoro per un'impresa edile svizzera. A causa di una pesante influenza sono stato inabile al lavoro per due settimane e mi sono dovuto recare due volte dal medico per farmi curare. Il mio datore di lavoro però non vuole riconoscere il certificato medico del mio dottore tedesco e vuole quindi conteggiare questo periodo come ferie e recupero di ore straordinarie. Lo devo accettare?

No. Come lavoratore dell'edilizia lei sottostà al Contratto nazionale mantello 2008. Esso chiarisce che i frontalieri di fronte all'assicurazione devono essere trattati allo stesso modo di tutti gli altri assicurati che si trovano nello stesso stato di salute e nella medesima situazione assicurativa. Questo vale nella misura in cui lei abita vicino al confine e lì sono disponibili tutti i controlli medici ed amministrativi richiesti dall'assicurazione. I frontalieri inoltre non sono obbligati a tornare al loro domicilio ogni giorno, ma solo una volta alla settimana. È quindi chiaro che il certificato medico del suo dottore in Germania dev'essere accettato e che il suo datore di lavoro non può conteggiarle né giorni di ferie né giorni di recupero. Naturalmente il certificato dev'essere rilasciato da un medico riconosciuto, in possesso cioè di un diploma (straniero). È importante che nel certificato siano indicate la data d'emissione, la data della consultazione e la durata dell'inabilità al lavoro. La data della consultazione è importante perché così lei può dimostrare di essere stato dal medico durante la sua inabilità al lavoro e che non si è fatto semplicemente rilasciare un certificato retrodatato. Il comportamento del suo datore di lavoro è dunque inaccettabile.




Dove sono finiti i miei soldi?

Ho 24 anni e ho appena cambiato datore di lavoro. Cambiando cassa pensione ho scoperto che alla nuova cassa non è stato trasmesso nessun capitale. Però ho sempre pagato i miei contributi. È possibile?

Sì. I lavoratori che hanno compiuto i 17 anni e che percepiscono da un datore di lavoro uno stipendio annuo superiore ai 20 mila 520 franchi sottostanno all'assicurazione obbligatoria e devono versare contributi per l'assicurazione contro i rischi di morte e di invalidità. Con questi contributi però non si costituisce ancora un capitale per la vecchiaia. Per questo non è stato possibile versare alcun capitale alla sua nuova cassa pensione. Soltanto dal 1° gennaio dell'anno in cui lei compie 25 anni e guadagna più di 20 mila 520 franchi all'anno, lei deve versare contributi supplementari all'assicurazione obbligatoria per la vecchiaia. Perché soltanto da questo momento si mettono da parte degli averi di cassa pensione in previsione del ritiro dalla vita attiva.

Pubblicato

Venerdì 10 Aprile 2009

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