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Casse pensioni e assenze giustificate

di

Neinrich Nydegger
Casse pensioni e informazione ai lavoratori

Sono impiegato in una ditta a cui le cose dal punto di vista finanziario non stanno andando molto bene. Le nostre paghe arrivano in ritardo. I contributi di cassa pensione ci vengono sempre dedotti dallo stipendio, ma ho il dubbio che il nostro boss, confrontato alla crisi, questi soldi non li giri nemmeno alla cassa pensioni. Ho qualche possibilità di sapere se le cose stanno davvero così?

Sì, può chiedere queste informazioni al consiglio di fondazione della sua cassa pensioni. Va detto che la legge non parla espressamente di questo diritto dei dipendenti a chiedere informazioni. La legge, nell'articolo in cui si regola l'informazione degli assicurati (art. 86b Lpp), dice solo che gli istituti collettivi e comuni devono informare l'organo paritetico qualora il datore di lavoro non versi regolarmente i contributi prelevati ai dipendenti. La legge non dice esplicitamente che i membri dell'organo paritetico ne debbano informare anche i dipendenti. Secondo l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali però il senso della norma di legge è chiaro: i membri del consiglio di fondazione non devono attivarsi ed informare i dipendenti di loro iniziativa, se però dei dipendenti chiedono notizie su contributi prelevati dai loro salari temendo che essi non siano stati riversati alla cassa pensione, allora i membri del consiglio di fondazione devono informare correttamente gli assicurati. Questo lo si deduce anche dalle considerazioni fatte dal Consiglio federale quando questo articolo fu adottato: il governo osservava che, siccome i contributi sono trattenuti dallo stipendio dei dipendenti, essi hanno il diritto di sapere se il datore di lavoro ha adempiuto il suo obbligo di pagamento. Questo vale sia per gli istituti collettivi e comuni – ad esempio le casse pensioni delle grandi assicurazioni vita, presso cui sono affiliate numerose ditte – che per quei datori di lavoro che hanno una propria cassa pensione autonoma.



Devo andare ad un'udienza in tribunale

Fra tre settimane devo presentarmi come teste ad un'udienza in tribunale. A causa della distanza fino all'aula giudiziaria dovrò assentarmi dal lavoro per tutto il pomeriggio. Per questa mezza giornata sono tenuto a prendere libero?

No, per partecipare ad un'udienza in tribunale lei non deve prendere libero. Come testimone lei è obbligato a partecipare all'udienza. Durante questo tempo dunque lei non può lavorare perché è tenuto ad adempiere un obbligo legale. In casi simili i datori di lavoro sono obbligati a concedere ai lavoratori il tempo necessario ma anche a versare loro lo stipendio. Questo vale anche se lei deve presentarsi ad uno sportello di un ufficio pubblico che chiude alle 17, nel caso in cui le sia impossibile recarvisi al di fuori del suo orario di lavoro. Tuttavia da lei si può pretendere che fissi questo genere di impegni all'inizio o alla fine della sua giornata lavorativa. Questo vale in linea di principio anche per altre brevi assenze come ad esempio delle visite mediche, degli esami, la ricerca di un appartamento, il trasloco, la ricerca di un posto di lavoro o l'esercizio di una carica pubblica. Ma questo non vale per degli appuntamenti dal parrucchiere. Perché per rifarsi l'acconciatura le è senz'altro possibile trovare un momento al di fuori del suo tempo di lavoro.

Pubblicato

Venerdì 27 Marzo 2009

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