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Sanità e giustizia sociale

Cardiocantiere

Il mistero di un appalto a prezzi stracciati per un’opera dalle rifiniture eleganti - Giudici esaminatore ed assistente contrario

di

Daniele Fontana

Una delle poche cose che con chiarezza sono emerse dal dibattito in Gran Consiglio è quella per cui la commistione di funzioni e di interessi crea di fatto grossi pericoli e grandi problemi.

 

Gli unici a non preoccuparsene sono stati, come detto, i rappresentanti della Lega in questo caso su posizioni diametralmente opposte rispetto alla loro battaglia contro i sorpassi alla Centovallina. Abbiamo anche visto però che il dott. Moccetti è dichiaratamente un loro protetto.Ci sono comunque altri personaggi di peso in questa vicenda la cui ombra si intreccia con quella del movimento di Maspoli e Bignasca. Uno di questi è sicuramente l’architetto Giorgio Giudici, sindaco di Lugano, ormai manifestamente in sintonia con la «costola» leghista. Orbene bisogna sapere che l’arch.Giudici, prima di diventare presidente della Fondazione Cardiocentro e prima ancora di diventarne membro, fu designato quale presidente di fatto della giuria chiamata a valutare i progetti del concorso promosso per appaltare i lavori di costruzione del Cardiocentro. Con lui facevano parte della commissione tecnica: i prof.Tiziano Moccetti e Francesco Siclari, l’arch. Franco Ranzoni e l’ing.Daniel Treglia. Al concorso,che scadeva il 15 gennaio del 1997,presero parte 11 consorzi o gruppi. I lavori vennero appaltati alla Garzoni Sa (arch. Giampiero Camponovo).

 

La cosa che suscitò perplessità tra i concorrenti non prescelti fu il tenore dell’offerta della ditta Garzoni: 17 milioni di franchi per una costruzione di 33 mila metri cubi. Il che fa poco più di 500 franchi al metro cubo.Anche tenendo conto dei molti spazi vuoti dello stabile, del fatto che l’offerta non contemplava le attrezzature e gli arredamenti tecnomedici e immaginando di acquistare in Italia il materiale più a buon mercato risulta comunque, a detta degli esperti del settore, una spesa al metro cubo inferiore a quella oggi necessaria per costruire una villetta unifamiliare. Sarebbe allora bello e forse utile per tutti che qualcuno oggi spiegasse come sia stato possibile realizzare un’opera così curata nelle rifiniture (basta andare a vedere) ad un tale prezzo.

 

In ogni modo l’architetto-presidente della Fondazione Giorgio Giudici ha poi svolto (gratuitamente, egli afferma) anche il compito di assistente contrario sul cantiere del nuovo Cardiocentro.

 

Il lavoro con l’impresa Garzoni deve essere stato a reciproca soddisfazione visto che l’accoppiata la si ritrova proprio in questi giorni su di un altro importante cantiere: quello del quartier generale della Mercedes- Benz Avp Sa a Grancia: Garzoni ha staccato l’appalto come impresa generale mentre Giorgio Giudici quello di architetto progettista.

 

Pubblicato

Giovedì 4 Ottobre 2018

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Sanità e giustizia sociale
03.10.2018

di 

Daniele Fontana

 

Sono stati trovati, nascosti in paradisi fiscali, gli oltre 300 milioni di marchi dell’eredità del «re delle Terme» germanico Eduard Zwick. Duecento di questi milioni si trovano in un Trust di cui beneficiari sono, tra gli altri, il dottore luganese Tiziano Moccetti ed il Cardiocentro Ticino. La scoperta ha grosse ripercussioni politiche: nel Consiglio di Fondazione del Cardiocentro sedeva, sino alla sua nomina in Governo, anche l’attuale Consigliere di Stato ticinese Luigi Pedrazzini. Tiziano Moccetti è deputato in Gran consiglio e membro della Commissione sanitaria. Nessuno di loro ha ad esempio informato il Parlamento di questa colossale fortuna al momento in cui il Governo ha chiesto un finanziamento pubblico di 6,6 milioni di franchi per il Cardiocentro. Ma gli interrogativi sono molti altri ancora, non da ultimo quelli di natura fiscale. Eduard Zwick, il cui nome è al centro del vortice che sta travolgendo la Csu nel Land bavarese, aveva accumulato debiti per oltre 70 milioni di marchi con il fisco tedesco. Nel 1982 fuggì in Ticino per sottrarsi alla giustizia. Al momento della sua morte lasciò 30 milioni di franchi per la creazione del Cardiocentro di cui direttore sanitario è diventato proprio il dott. Moccetti. Gli eredi hanno però sempre affermato che il patrimonio paterno ammontasse ad oltre 300 milioni di marchi. Somma enorme di cui si erano completamente perse le tracce. Sino ad oggi, quando l’amministratore della successione Zwick ha trovato ... il tesoro e le implicazioni personali.

Sanità e giustizia sociale
04.10.2018

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