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Capriasca prossima alle sue prime votazioni

di

Sabina Zanini
Un tempo si chiamavano Tesserete, Cagiallo, Sala Capriasca, Lopagno, Roveredo Capriasca e Vaglio. Oggi, tutti assieme questi comuni, si chiamano Capriasca. E, per la prima volta, il prossimo 14 ottobre si voterà. Sono dunque state stilate le liste dei candidati alle elezioni. Il gruppo Ps & sinistra indipendente della Capriasca ha presentato un programma, o meglio, una dichiarazione di impegno che nonostante la nuova dimensione accresciuta del comune, è stata denominata «un nuovo comune a misura d’uomo». Abbiamo posto qualche domanda ad alcuni membri del Ps della Capriasca in lista per le prossime elezioni per discutere alcune proposte contenute nella suddetta dichiarazione. La costituzione del Comune della Capriasca rappresenta un banco di prova nell’ambito delle fusioni. Nessuno teme le insidie di un possibile fallimento? Fabiano Bonfanti: Il processo di aggregazione in Capriasca è stato interpretato dall’inizio per molti aspetti come un laboratorio per il progetto di aggregazioni a livello cantonale. La nostra adesione alla fusione in Capriasca non è stata acritica ma profondamente ponderata e meditata: alla fine questo progetto ci ha convinti perché offre delle possibilità di sviluppo regionale che erano precluse dalla parcellazione politico-amministrativa del territorio. Riteniamo peraltro che ogni realtà deve essere valutata individualmente: la situazione della Capriasca non è sovrapponibile a qualsiasi altra realtà cantonale. Questo progetto può fallire solo se lo si vuole far fallire, e questa non è sicuramente la nostra volontà. Ci impegneremo affinché il nuovo comune nasca e cresca su basi solide, ma non per questo ci consideriamo un banco di prova sul quale dovrà necessariamente basarsi qualsiasi progetto di aggregazione. L’allargamento del numero di cittadini eleggibili per le cariche pubbliche nel Comune faciliterà il prevalere del bene comune sugli interessi particolari? Addirittura proponete l’introduzione di una nuova norma: ognuno è tenuto a «dichiarare quali sono gli interessi professionali ed economici rappresentati e quindi passibili di conflitto d’interesse con la carica ricoperta nel Comune». Tiziano Notari: Siamo fiduciosi. Crediamo che in Capriasca possa nascere una nuova coscienza civica che vada oltre gli interessi personali e che sappia così sostenere il nuovo comune. D’altra parte, la struttura economica della società influenza in modo importante la forma politica. La «democrazia d’interesse» che tanto fa indignare il cittadino allorquando vengono a galla amicizie pericolose fra politica ed economia, non è altro che la diretta conseguenza della direzione generale del pensiero che la società liberista ha coltivato. Crediamo invece che dobbiamo essere molto vigili affinché nel nuovo comune questa visione non prenda il sopravvento. La nuova coscienza civica che dovrà crescere attorno al comune di Capriasca necessita innanzitutto di una totale trasparenza da parte degli eletti, ad iniziare dalla dichiarazione degli interessi professionali ed economici, come noi proponiamo. Integrazione degli stranieri Nel capitolo Socialità proponete l’istituzione di una commissione consultiva degli stranieri, sul modello di quella di Castel San Pietro, chiamata «assemblea di quartiere»? Da tali assemblee possono partire delle mozioni. Questo renderebbe possibile raccogliere più capillarmente le proposte dell’intera cittadinanza... Giovanni Marvin: Nel nuovo comune di Capriasca, territorialmente vasto e residenzialmente frazionato, le assemblee di quartiere devono permettere di rendere partecipe tutta la popolazione alla gestione della cosa pubblica. Il loro potere sarà consultivo nei confronti degli organi comunali. Auspichiamo però anche che le suggestioni espresse da queste assemblee possano trovare il modo di essere trasformate in mozioni da presentare al Consiglio comunale affinché non restino sterili esercizi di democrazia. Siamo convinti che i concetti di integrazione e di diritto alla cittadinanza non sono solo valori teorici e quindi riteniamo che gli stranieri (concittadini di altra nazionalità), forza attiva e produttiva della nostra comunità, abbiano diritto di partecipazione, senza limitazioni, a queste assemblee. Siamo pure favorevoli ad una commissione consultiva che proponga strategie e mezzi per favorirne l’integrazione; ogni persona, indipendentemente dalla nazionalità, ha delle potenzialità e delle capacità che devono essere valorizzate a beneficio di tutta la comunità. Un comune a misura d’uomo Prevedete riscontri positivi in termini finanziari? Ad esempio, maggiori possibilità di investimenti o maggiore agilità nel rispondere ai bisogni della popolazione? Sandro Leiser: Ci impegneremo affinché sia l’uomo e non il denaro il giusto metro di misura. Questo è alla base del nostro programma. Per esempio secondo noi è sbagliata l’idea secondo la quale a maggiori investimenti di urbanizzazione corrisponde necessariamente un aumento del gettito fiscale: occorrerà in questo caso privilegiare rispetto ad un’urbanizzazione indiscriminata una politica di uso parsimonioso e mirato del territorio a favore della qualità di vita della popolazione. Per garantire che sia l’uomo e non il denaro il giusto metro di misura, proponiamo un moltiplicatore al 95% come previsto nello studio fatto sull’aggregazione, ma siamo disposti ad aumentarlo al 100% per poter rispondere in modo adeguato ai bisogni della popolazione. Vi immaginate che ci saranno dei disagi derivanti dall’accentramento di diversi servizi quali posta, scuola, ecc.? Quali invece i vantaggi? Doris Freuler: Non si parla di centralizzare la posta; diverse sedi sono già state chiuse ultimamente. Viste le varie distanze dal capoluogo Tesserete, mi sembra che si debbano assolutamente mantenere gli uffici postali attuali. Il decentramento delle sedi scolastiche (scuole dell’infanzia e scuole elementari, ossia l’Istituto scolastico unico, Isu) rimane attualmente la soluzione migliore. La ripartizione sul territorio delle sedi scolastiche, pur ponendo problemi organizzativi, dà un riscontro positivo. Il trasporto degli allievi viene garantito da un servizio bus scolastico. Per quel che riguarda l’accorpamento delle amministrazioni ci aspettiamo un’infrastruttura più snella, un servizio al cittadino ancora più efficace e a medio termine una consistente riduzione dei costi. Identità culturale In ambito culturale quali sono le peculiarità che caratterizzano l’«identità capriaschese»? Carla Borla: L’identità capriaschese è frutto della storia della Pieve, delle fatiche di donne e di uomini nei campi e sugli alpi, dei disagi e delle esperienze di una storia di emigrazioni. È anche frutto di una vicinanza in un territorio non tagliato da importanti vie di comunicazione quali la ferrovia e l’autostrada: la Capriasca è fortunatamente rimasta un comparto a vocazione soprattutto residenziale e in piccola parte turistica, e si è sviluppata, in tutti i servizi, in risposta ai bisogni della popolazione. Presenta ancora una forte coesione sociale e la popolazione anziana mantiene viva la memoria del passato. Miglioramento della mobilità Come intendete migliorare la mobilità (concetto che contrapponete a quello di incremento della mobilità)? Carlo Lepori: Prima di tutto vogliamo affrontare i problemi della mobilità come problemi di tutti e non solo degli automobilisti. In questo senso una mobilità migliore è soprattutto una mobilità più sicura: i bambini devono potersi recare a scuola a piedi senza pericoli, gli anziani devono poter usare le strade senza paura. A questo scopo si dovranno creare percorsi pedonali casa-scuola, dove possibile, e curare la moderazione del traffico nei nuclei e nelle zone abitative, creando spazi stradali dove pedoni e automobilisti possano convivere pacificamente. Una migliore mobilità per tutti significa anche un miglior servizio di trasporti pubblici. I trasporti verso e da Lugano vanno estesi anche alle fasce serali e del fine settimana. I trasporti nella nostra regione possono essere affrontati con forme di «bus a richiesta». Non dobbiamo poi dimenticare le biciclette: il loro uso nel tempo libero va sostenuto con opportune proposte turistiche; per incoraggiare il loro uso anche come mezzo di trasporto quotidiano si dovranno creare percorsi ciclabili sicuri nell’abitato e tra le frazioni.

Pubblicato

Venerdì 28 Settembre 2001

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