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Canicola, così il lavoro fa male

di

Francesco Bonsaver
Canicola, ozono e polveri fini. Queste le parole della colonna sonora estiva, accompagnate dall'invito a bere tanto, ad evitare di fare corse nelle ore più calde, a portare a passeggio il cane la sera. Tutti consigli certamente utili diramati dalle autorità competenti in materia di salute pubblica. Ma oltre ai consigli generali, conviene interrogarsi sugli effetti che questi fattori climatici hanno sulla salute dei lavoratori, per i quali diventa impossibile seguire il consiglio "evitare di fare sforzi nelle ore più calde della giornata", pena licenziamento. Sono numerose le categorie di lavoratori che devono confrontarsi in questo periodo dell'anno con le alte temperature che, miscelate ai valori d'ozono e polveri fini costantemente superati, costituiscono un cocktail molto pericoloso per la salute.

Si pensi a giardinieri, edili, artigiani, pittori, carpentieri, e così via. Ma soprattutto a coloro che, oltre a   subire il caldo atmosferico, hanno l'aggravante del caldo prodotto dallo specifico lavoro nel quale sono impegnati: i pavimentatori stradali.
Nel 2003, anno ricordato dai più per l'eccezionale ondata di caldo che aveva colpito l'Europa intera, la questione del legame tra condizioni ambientali e condizioni di lavoro aveva fatto molto discutere sui luoghi di lavoro. In Ticino, data la sua posizione geografica, il gran caldo e il superamento dei valori di inquinamento avevano avuto non poche ripercussioni sulla salute degli operai dell'edilizia e affini in generale, ed in particolare sui lavoratori del settore della pavimentazione stradale.
L'allora Sindacato edilizia e industria (Sei), poi confluito in Unia, era intervenuto con azioni di sensibilizzazione, interrompendo i lavori su alcuni cantieri stradali, in particolare nel Mendrisiotto dove la situazione era più critica. L'intervento mirava a denunciare una situazione che aveva generato diversi problemi di salute tra gli operai. Non pochi infatti erano stati i casi di svenimento dovuti all'eccessiva esposizione al calore tra i lavoratori della pavimentazione.
Queste azioni sindacali, oltre che a sensibilizzare l'opinione pubblica sui rischi legati a questo genere di attività in situazioni di gran caldo, avevano anche permesso di intavolare con la parte padronale una discussione sulle possibili soluzioni per far fronte al problema. Discussione che ha permesso di includere nel Contratto collettivo di lavoro del Canton Ticino per il settore della pavimentazione stradale, una norma che prevede la sospensione dei lavori in caso di allarme ozono. Essa dice testualmente: «In caso di allarme ozono decretato dal Dipartimento sanità e socialità, le parti concordano una sospensione del lavoro nelle ore pomeridiane. La Commissione paritetica cantonale esaminerà di volta in volta le modalità di recupero delle ore di carenza e le ore singole».
Proprio su questo tema, la Commissione paritetica cantonale dell'edilizia e genio civile (Cpc) ha avviato questa settimana una campagna informativa sulle regole di comportamento per i quadri e il personale delle imprese edili. Nella nota, la Cpc indica che qualora il Dipartimento della sanità e socialità decreti l'allarme ozono-canicola, è possibile prevedere la sospensione del lavoro, facendo ricorso alle ore flessibili o alla cassa disoccupazione come per le intemperie. In attesa dunque che l'inquinamento atmosferico venga combattuto dal potere politico in maniera più decisa agendo sulle cause che ne sono all'origine, migliorando in definitiva la qualità dell'aria, i sindacati e il padronato si sono accordati su come intervenire quando i rischi per la salute dei lavoratori della pavimentazione e dell'edilizia sono decisamente troppo alti. Un passo nella giusta direzione, limitato però purtroppo a quei settori dove la forza sindacale è in grado di imporre la ricerca di soluzioni a tutela della salute dei lavoratori. Sarebbe quindi opportuno un intervento statale per la tutela della salute dei cittadini, che comprenda tutte le categorie di lavoratori esposti a dei rischi per la salute nei casi di allerta canicola e ozono.

Pubblicato

Venerdì 7 Luglio 2006

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