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Candidatura spontanea

di

Mauro Marconi
Gentili membri del consiglio di amministrazione, È con vivo interesse che ho seguito le polemiche sulle remunerazioni versate ai dirigenti della vostra banca. È con profondo piacere che sottopongo alla vostra cortese attenzione la mia candidatura quale Ceo part-time. L’occasione mi è particolarmente gradita per esporvi brevemente il mio bagaglio formativo e professionale. Ho frequentato il liceo economico durante il quale mi sono spesso scontrato con un docente di economia ostentatamente schierato a sinistra. Ho con vigore combattuto tutte le tesi keynesiane che ci ha proposto e boicottato la lezione in cui aveva invitato Martino Rossi a tenere una conferenza. Desideroso di dimostrare che la nostra società è la migliore che possa esistere, ho successivamente svolto degli studi universitari in ambito sociale. Nella mia tesi ho ampiamente documentato che lo stato sociale è inutile e che tutti i disoccupati, invalidi e casi sociali in genere sono dei lazzaroni. Ho quindi intrapreso la carriera di sindacalista, durante la quale ho sistematicamente sabotato tutte le iniziative sindacali e difeso di proposito così malamente tutti i lavoratori associati che non ho vinto neanche una vertenza. Sarei ben lieto di mettere a vostra disposizione tutte le competenze sin qui acquisite. Ho fatto qualche calcolo e metterei volentieri a vostra disposizione tre minuti al giorno. Durante questo tempo potrei sollevare il vostro Ceo attuale da quegli sgradevoli compiti che lo distolgono dalle sue mansioni principali: fare la pipì fuori dalle pause contrattuali, rispondere alle telefonate dei suoi famigliari, leggere e rispondere alle sue e-mail private, coordinare i suoi impegni privati nelle varie associazioni di cui è membro attivo, leggere la pagina dei morti sui quotidiani, prenotare ed acquistare in internet il suo pacchetto vacanze, ecc. Proporzionalmente agli stipendi versati ai vostri dirigenti, per questo mio prezioso sostegno mi accontenterei di Fr. 10’000.00 al mese, che sono pronto ad utilizzare per stimolare l’economia acquistando beni di lusso ed a occultare al fisco per non finanziare lo sperpero delle risorse. Sono volentieri a vostra disposizione per un incontro. Vogliate gradire i miei più distinti saluti. Nota dell’autore (cioè io) Settimana scorsa Travail.Suisse ha presentato i risultati di una sua inchiesta, dalla quale risulta che la differenza tra salari alti e bassi ha superato il rapporto di 400 a 1. Questo significa che se un impiegato di banca guadagna 25 franchi all’ora, il suo direttore ne guadagna 10mila. Ognuno, sul posto di lavoro, usa il suo potere (più o meno ristretto) per crearsi spazi di libertà: c’è chi rallenta il ritmo delle sue operazioni, c’è chi va in bagno una volta in più, c’è chi prolunga la pausa, c’è chi usa gli strumenti aziendali per usi personali (computer, stampante, fotocopiatrice, trapano, motosega, compressore, ecc.). In poche parole, ogni giorno ognuno ruba qualche minuto al proprio datore di lavoro. Tre minuti al giorno fanno un’ora al mese: diecimila franchi, se uno guadagna venti milioni all’anno. Approfitto dell’occasione per rispondere alla moderatrice del dibattito radiofonico Robbiani-Dell’Ambrogio, che malgrado la sua insistenza non ha ottenuto una risposta soddisfacente alla domanda: a che modello salariale fa riferimento un’azienda che versa questi stipendi ai suoi dirigenti? Il modello è quello del Menga: chi ce l’ha nel culo se lo tenga. Volgare? Non più di certi stipendi e delle argomentazioni usate per difenderli.

Pubblicato

Venerdì 1 Luglio 2005

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