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Svizzera

Camionate di veleni su strada

di

Veronica Galster

Il Governo ha deciso che in futuro le merci pericolose potranno transitare in alcune gallerie stradali del Paese, parallelamente le Ffs sopprimono il loro servizio su diversi binari di raccordo: il trasporto su strada diventa quindi più attrattivo. Questo nonostante il Consiglio federale debba trasferire su rotaia il trasporto di merci attraverso le Alpi. L’Iniziativa delle Alpi mette le mani avanti preoccupata.

 

In base ad un’analisi dei rischi, la Confederazione ritiene che dal 1° gennaio 2015 le restrizioni con-
cernenti il transito di merci pericolose possano essere eliminate in sei gallerie stradali: Seelisberg (Nw/Ur), Costoni di Fieu (Ti), Kerenzer (Gl), Via Mala, Rofla e Bärenburg (Gr). L’Ufficio federale delle strade (Ustra) spiega infatti che nel corso degli ultimi anni varie gallerie sono state sottoposte a complessi interventi di risanamento e dotate di sistemi di ventilazione moderni. Inoltre, sempre secondo l’Ustra, la riorganizzazione dei centri d’intervento contribuisce a far sì che il transito di merci pericolose sia più sicuro attraverso queste gallerie che in zone abitate o su tratti alpini, mentre sugli assi transalpini il loro trasporto dovrà continuare ad essere effettuato su rotaia. Il divieto rimane anche per due gallerie ticinesi: San Gottardo e Mappo Morettina. Da Berna rassicurano: al Gottardo il divieto di transito resterà anche nel caso di un eventuale raddoppio.


Nonostante queste rassicurazioni, l’Iniziativa delle Alpi si dice preoccupata per la decisione di consentire l’accesso a queste gallerie a camion carichi di sostanze o materie che possono rappresentare un pericolo per le persone, gli animali e l’ambiente (materiale infiammabile, sostanze inquinanti, merce radioattiva ecc.) e ricordano come anche merci di per sé considerate innocue possano rappresentare un rischio in determinate situazioni, basti pensare all’incidente nella galleria autostradale del Gottardo nel 2001, quando un carico di assi e copertoni si è trasformato in una miscela altamente infiammabile che ha provocato la morte di 11 persone.
Se la Confederazione promette che il Gottardo non sarà toccato da una simile misura, perché l’Iniziativa delle Alpi si sta preoccupando tanto? «Noi facciamo semplicemente un paragone tra Gottardo e Seelisberg», spiega Elena Strozzi, responsabile campagne politiche all’Iniziativa delle Alpi, che prosegue: «Attualmente, in ragione del recente risanamento, la Confederazione ritiene che nella galleria del Seelisberg possano passare le merci pericolose. In futuro, se anche al Gottardo dovessero esserci due tubi monodirezionali, sistemi di aerazione e di sicurezza uguali o superiori a quelli del Seelisberg, ci chiediamo per quale motivo non dovrebbero decidere di far passare anche dal Gottardo queste merci. È questo che temiamo, perché a quel momento non vediamo alcun motivo per il quale si dovrebbe mantenere il divieto anche dal punto di vista dei trasportatori». E a distanza di anni sarà facile dimenticare le promesse fatte oggi.


Questa decisione di togliere il divieto di transito in alcune gallerie, potrà influire sul passaggio dalla ferrovia alla strada? Secondo Strozzi sì, nella misura in cui rende più attrattiva la seconda: «Attualmente abbiamo la sicurezza che queste merci pericolose non prendono la strada ma, in ragione dei divieti vigenti, sono obbligatoriamente caricate sui treni per gli assi transalpini. Venendo a mancare i divieti però, la strada diventa più attrattiva a livello di logistica, e quindi questo comporterà sicuramente un passaggio dalla rotaia alla gomma, anche se ora è difficile stabilire in quale misura». Attrattiva che aumenta anche a causa della soppressione del servizio su alcuni binari di raccordo da parte delle Ferrovie federali. Questo è in contrasto con il mandato che il Consiglio federale ha ricevuto dal popolo: trasferire su rotaia i trasporti di merci attraverso le Alpi. Entro il 2018 dovrebbe infatti essere raggiunto l’obiettivo di ridurre da 1,2 milioni a 650’000 i camion in transito.


Secondo l’Ufficio federale di statistica (Ufs), strada e ferrovia trasportano più o meno la stessa quantità di merci pericolose ogni anno (tra i 12 e i 13 milioni di tonnellate ciascuna), in prevalenza si tratta di liquidi infiammabili (carburante e benzina). Nel 2011 per la ferrovia le merci pericolose rappresentavano il 20 per cento dei trasporti, mentre per la strada il 4 per cento, se per la prima la percentuale è più o meno stabile dal 2008, per la seconda si è verificato un leggero aumento (2008: 2,6 per cento).


L’Ustra giustifica la decisione di togliere il divieto di transito delle merci pericolose in alcune gallerie sostenendo che in alcuni casi il transito delle merci pericolose è più sicuro attraverso le gallerie stradali che nelle zone abitate o sui tratti alpini attraversati dalla ferrovia. «Non so l’Ustra su cosa si basi per dire questo: anche l’ autostrada attraversa centri abitati e agglomerati come Basilea, Lucerna, Lugano e Mendrisio. Il trasporto su treno è indubbiamente più sicuro e si vede anche guardando il numero di incidenti gravi su strada degli ultimi anni, che molto spesso coinvolgono mezzi pesanti», conclude Strozzi, ricordando che in oltre cento anni di esistenza della galleria ferroviaria del Gottardo si è verificato un solo incidente grave (durante una manovra di manutenzione), mentre a livello della galleria autostradale (molto più giovane) di incidenti se ne verificano regolarmente, per fortuna non sono tutti gravi e non vedono sempre coinvolti mezzi pesanti.

 

Pubblicato

Mercoledì 6 Novembre 2013

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