L'editoriale

Mentre a livello nazionale, guardando alle elezioni di ottobre, ci si interroga sulla crisi dell’Udc e sulla tenuta di quell’onda verde che in queste ultime settimane ha fatto la fortuna dei partiti ecologisti nei Cantoni di Zurigo, Lucerna e Basilea Campagna, in Ticino si conclude finalmente una campagna elettorale poverissima di contenuti, consumatasi perlopiù nei bar del cantone a suon di aperitivi. Si attende però con un certo interesse il responso delle urne del 7 aprile in particolare per sapere se il Partito socialista riuscirà a fermare la sua caduta libera e a salvare il seggio in Governo, ma anche se la diffusa preoccupazione per i cambiamenti climatici registratasi tra gli elettori della Svizzera tedesca avrà effetti anche sul voto ticinese.


Se sì, dovrebbero trarne beneficio soprattutto i Verdi, che, indicano le analisi delle citate elezioni, pescano voti soprattutto tra i nuovi elettori (dunque i giovani), nel “partito degli astenuti” e (in misura minore) tra gli scontenti del Ps. Un Ps che per ora sembra dal canto suo beneficiare di questo clima di “euforia rosso-verde”. Vedremo se sarà così anche in Ticino. Cosa che francamente dubitiamo, considerando il precario stato di salute del partito e la campagna scialba che è stata condotta.


Ma al di là dell’esito delle elezioni ticinesi, di quelle federali e di come i partiti sapranno intercettare le preoccupazioni della popolazione per i fenomeni legati ai cambiamenti climatici, è difficile pensare che la questione perda d’importanza nel giro di qualche mese. È vero, sono decenni che gli studiosi ci mettono in guardia dai danni derivanti dalle emissioni di anidride carbonica e sottolineano la gravità di fenomeni come l’aumento delle temperature, lo scioglimento dei ghiacciai o l’intensificazione dei fenomeni estremi di maltempo. Le mobilitazioni degli ultimi mesi che hanno visto protagoniste soprattutto le giovani generazioni sono indubbiamente spia che l’indifferenza e la rassegnazione stanno sempre più facendo spazio alla consapevolezza e alla voglia di cambiare: le estati bollenti, la siccità, la violenza dei temporali sono del resto situazioni che ciascuno di noi vive ormai in prima persona. E la richiesta di misure per combattere i cambiamenti climatici si farà inevitabilmente sempre più insistente. E non più soltanto da parte degli scienziati.

Pubblicato il 

03.04.19..
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