Bisogno di senso critico

Le Scritture bibliche fanno spesso riferimento agli indiscussi successi conseguiti dagli stolti e dagli ingiusti, a coloro che ottengono dei risultati a discapito di altri, a quanti non provano remore nello sfruttare per i propri fini chi già è sfavorito e si trova in difficoltà. La grande questione che gli autori biblici si pongono ripetutamente e a cui, a ben vedere, non riescono mai a dare una risposta soddisfacente è il motivo della sofferenza del giusto, cioè del fedele ai precetti divini e sociali, mentre all'opportunista e al malvivente le cose sembrano sempre andare per il verso desiderato. È una sfida che rimane aperta e che, in realtà, accompagna l'intera storia umana. Il giudizio scritturistico nei confronti di tali categorie di persone è, in genere, assai severo e lo stesso Gesù, nei Vangeli, non risparmia aspre critiche a quelli che intendono farsi belli e buoni davanti agli altri, pur essendo incoerenti e disonesti.
Ai giorni nostri come un tempo, i venditori di fumo, si sa, conoscono bene le tecniche della comunicazione e, di solito, riescono a convincere che è bene quanto essi presentano come tale, anche se, alla prova dei fatti, non di rado, si tratta di un dato perlomeno discutibile. Purtroppo è sovente soltanto con il famoso senno di poi che si riesce a togliere il velo da qualsiasi inscenata, presentata immancabilmente a scopo benefico e offerta a titolo pagante, per il tornaconto personale o gli interessi di parte promossi con metodi più o meno corretti. Al riguardo, si sono sprecati, una volta di più, gli esempi di specchietti per allodole sventolati da numerosi candidati alle recenti votazioni per il rinnovo delle Camere federali. E come volevasi dimostrare, gli esiti ne danno puntuale conferma: nel mercato della politica (sempre più americanizzato, come mostra l'alto dispendio di mezzi pubblicitari che, se utilizzati altrimenti e altrove, avrebbero permesso di risolvere non poche situazioni di disagio sociale e no) vince chi si mette maggiormente in mostra. Che poi si usi la vittimizzazione per raggiungere gli scopi prefissi, si sollevino assurde tesi di complotto o ancora si evochino inconsistenti pericoli bolscevichi, poco importa: è essenziale suscitare emozioni, anche quando sono irreali o malsane, nonché cavalcare le paure non sempre giustificate della cosiddetta gente comune. Il relativo (e da relativizzare, al di là della solita enfasi dei pretesi vincitori) avanzamento dell'Udc e di altri movimenti politici di destra può essere letto in questa nebulosa prospettiva.
A proposito delle medesime elezioni federali, quel che mi ha impressionato, però, è la mancanza di senso critico non solo all'interno dei partiti, bensì pure sui media e nell'opinione pubblica. È come se, dopo la tempesta (che, a rigor del vero, non c'è stata, malgrado la volontà di portare scompiglio ad ogni costo da parte di Blocher e correligionari), sia tornata la bonaccia e tutto sia come prima. Resta tuttavia l'interrogativo sul cosa vogliamo raggiungere per davvero con i continui sbandamenti populisti, sempre più tinti di discriminazione e xenofobia. Chissà quando apriranno gli occhi il popolo pecorone e gli scaltri dirigenti politici, facendosi un serio esame di coscienza?

Pubblicato il

07.12.2007 13:00
Martino Dotta
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